La borghesia imperialista fa di tutto per prolungare la vita del suo sistema in putrefazione Sta a noi comunisti far avanzare la rivoluzione socialista e porvi fine!

28 Gen

Comunicato CC 2/2022 – 25 gennaio 2022

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Sul teatrino dell’elezione del Presidente della Repubblica

La borghesia imperialista fa di tutto

per prolungare la vita del suo sistema in putrefazione

Sta a noi comunisti far avanzare la rivoluzione socialista e porvi fine!

In questi giorni volge al termine il teatrino inscenato dai partiti delle Larghe Intese e dal M5S attorno all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Un teatrino messo su per manipolare le masse popolari, intossicarne idee e sentimenti e far loro accettare il commissariamento del nostro paese da parte della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti, con il sostegno del Vaticano del gesuita Bergoglio, della Confindustria di Carlo Bonomi e delle Organizzazioni Criminali. Le forze occupanti del nostro paese sono forsennatamente all’opera per irreggimentare le istituzioni di governo e assicurarsi che esse siano nelle mani di personale politico di provata fiducia. Questo è il loro assillo da quando, con le elezioni del 4 marzo 2018, le masse popolari hanno mostrato di poter interrompere la continuità dei governi dei partiti delle Larghe Intese.

Non gli interessi della popolazione, ma l’auto-candidatura di Berlusconi (ritirata all’ultimo momento) e i notiziari sulla sua ricerca di elettori da comperare hanno costituito il tema principale del teatrino. Una manovra da primo pilastro del regime di controrivoluzione preventiva, funzionale a far ingoiare alle masse popolari l’assegnazione della presidenza a personaggi non meno maleodoranti e criminali di Berlusconi, ma più consoni alla sfida dei tempi: uomini di banche e finanza come Mario Draghi, figli di capi-cosca nonché criminali di guerra come Sergio Mattarella, ad ogni modo criminali d’alto rango come si confà ad ognuno dei notabili della Repubblica Pontificia il cui nome è in questi giorni in lizza per l’elezione del Presidente della Repubblica.

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A ogni compagno animato dalla volontà senza riserve di costruire un partito comunista all’altezza del compito di instaurare il socialismo in Italia!

22 Gen

Il saluto del Comitato Centrale del (n)PCI all’Assemblea di sabato 22 gennaio a Roma

Comunicato CC 1/2022 – 20 gennaio 2022. Alla memoria di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, assassinati il 15 gennaio 1919 a Berlino

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Compagni,

noi condividiamo pienamente la vostra aspirazione a creare in Italia un forte partito comunista, erede di quanto di meglio ha fatto il partito di Antonio Gramsci, sezione italiana della prima Internazionale Comunista. La situazione nazionale e internazionale è favorevole alla realizzazione della nostra comune aspirazione.

Le masse popolari del nostro paese hanno bisogno di un forte partito comunista. Crescono tra le masse popolari italiane, come in quelle degli altri paesi imperialisti e in particolare negli USA, in Germania, in Francia, in Gran Bretagna e in Spagna, il malcontento, l’insofferenza, la ribellione a fronte del corso delle cose che la borghesia imperialista, in particolare la autoproclamata Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei impone al mondo. La gestione criminale della pandemia da Covid-19, il bla bla bla di fronte alla crisi ecologica e al riscaldamento climatico, la devastazione dell’ambiente naturale e delle risorse della Terra, le crescenti “missioni militari” della NATO e dell’UE e le minacce di guerra contro la Federazione Russa e la Repubblica Popolare Cinese, si aggiungono all’eliminazione delle conquiste di civiltà e benessere che nel secolo scorso le masse popolari dei paesi imperialisti avevano strappato alla borghesia e al suo clero, che questi avevano concesso per far fronte allo slancio rivoluzionario delle masse popolari. Lo smantellamento dell’apparato produttivo colpisce duramente la classe operaia del nostro paese. La resistenza delle masse popolari si sviluppa anche dove noi comunisti non siamo ancora in grado di assumere la direzione.

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Indice dei comunicati del 2021

14 Dic

Comunicato CC 36/2021
25 dicembre 2021

La lotta continua e se continuiamo la vittoria è sicura!

Francesco Borgomeo ha comperato da GKN – Melrose terreno, fabbricati e macchinari a Campi Bisenzio (Firenze) ed è convinto di aver comperato anche gli operai che vi lavoravano, che dal 9 luglio occupano e presidiano lo stabilimento e che in vari modi mobilitano operai e solidali di tutta Italia a insorgere contro lo smantellamento dell’apparato produttivo di beni del quale i capitalisti sono convinti di essere padroni in Italia e la fanno da padroni. (…)

Comunicato CC 35/2021 – 12 dicembre 2021 anniversario della Strage di Stato del 1969 a p.zza Fontana a Milano [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
La catastrofe non è incominciata l’8 dicembre 1991! A tutti quelli che vogliono porre fine al catastrofico corso delle cose che i vertici della Repubblica Pontificia impongono alle masse popolari del nostro paese!
A tutti quelli che vogliono porre fine al catastrofico corso delle cose che la borghesia imperialista impone nel mondo: epidemie, guerre, fame, emigrazione, devastazione del territorio, riscaldamento climatico, abbrutimento intellettuale e morale!
(…)
Tutti quelli che vogliono porre fine all’attuale catastrofico corso delle cose devono tirar lezione dai motivi della decadenza che l’Unione Sovietica ha subito da quando con il XX Congresso del PCUS (febbraio 1956) i revisionisti moderni sovietici capeggiati da Kruscev hanno inaugurato il corso delle cose che ha portato alla dissoluzione del 1991. (…)
Comunicato CC 34/2021 – 28 novembre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Auto elettrica, Stellantis e leggende metropolitane La campagna condotta a partire da luglio 2021 dal Collettivo di Fabbrica della GKN di Campi Bisenzio (FI) sta passo dopo passo coinvolgendo e collegando settori sempre più ampi delle masse popolari: dagli studenti, ai pensionati, ai lavoratori del trasporto aereo e dei trasporti urbani minacciati ora anche dalla privatizzazione, ma in particolare sempre più larga è la partecipazione dei lavoratori delle aziende minacciate da riduzione, delocalizzazione, chiusura: alla testa i lavoratori metalmeccanici e in prima fila quelli del settore autoveicoli, i dipendenti di Stellantis, dei suoi fornitori e del suo indotto. (…)
Comunicato CC 33/2021 – 27 ottobre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Agli agenti delle Forze dell’Ordine che intendono agire secondo coscienza e attenendosi fedelmente ai principi costituzionali! Il clima che si respira preoccupa molti ai quali sta a cuore la tenuta di quello che la borghesia non ha ancora eliminato delle istituzioni e degli indirizzi democratici inscritti nella Costituzione della Repubblica redatta dopo la vittoria dei Partigiani sui nazifascisti nel 1945. (…)
Comunicato CC 32/2021 – 25 ottobre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Organizzarsi per impedire lo smantellamento della produzione di autoveicoli e componenti nel nostro paese! Ai padroni conviene produrre autoveicoli in paesi dove i diritti dei lavoratori e i salari sono minori e le conquiste che le masse popolari italiane hanno strappato alla borghesia durante la prima ondata delle rivoluzione proletaria (1917-1976) non sono mai esistite o sono già state completamente cancellate. (…)
Comunicato CC 31/2021 – 10 ottobre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Avanzare verso un governo popolare d’emergenza! L’assalto alla sede centrale della CGIL a Roma, arrivato a sorpresa o lasciato fare o promosso da servizi di Stato (il Collettivo di Fabbrica della GKN ha fatto giustamente notare che “siamo appena tornati da una manifestazione a Roma dove ogni operaio GKN era guardato a vista da almeno tre poliziotti. (…)
Comunicato CC 30/2021 – 6 ottobre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Avanti, compagni! Con scienza e coscienza! I risultati delle elezioni di domenica 3 ottobre e lunedì confermano che tra le masse popolari crescono il malcontento, l’indignazione e la rivolta contro il regime della borghesia imperialista e il suo governo, il governo del banchiere Mario Draghi che i vertici della Repubblica Pontificia (RP) hanno installato ponendo fine ai governi M5S, chiudendo così, momentaneamente con successo, la breccia che le elezioni del 5 marzo 2018 avevano aperto nel loro sistema politico. (…)
Comunicato CC 29/2021 – 2 ottobre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Per avanzare nella rivoluzione socialista bisogna combinare in maniera giusta il ruolo specifico svolto dai membri del partito comunista e la mobilitazione e organizzazione delle masse popolari! La celebrazione del 17° anniversario è l’occasione per fare il bilancio del consolidamento e rafforzamento del partito a livello nazionale e per ogni suo organismo nella propria zona operativa. (…)
Comunicato CC 28/2021 – 22 settembre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Dopo la manifestazione del 18 settembre, avanzare passo dopo passo con determinazione e scienza! Fino alla vittoria! Dalla GKN di Firenze a tutto il paese, organizzarsi ed estendere la mobilitazione per mettere fine allo smantellamento dell’apparato produttivo! La manifestazione del 18 settembre è stata la marcia dei 40 mila, questa volta quella buona! Alla chiamata del Collettivo di Fabbrica GKN hanno risposto in decine di migliaia di persone. Hanno risposto operai in lotta contro chiusura e delocalizzazione della produzione come quelli di Whirlpool ed ex Embraco o contro la “delocalizzazione di diritti, leggi e contratti” come quelli di Texprint, operai di fabbriche in morte lenta come Piaggio, Stellantis di Pomigliano e Pratola Serra, Sanac, di fabbriche che funzionano come Same, Nuovo Pignone e altre. Hanno risposto i lavoratori di Alitalia. Hanno riposto gli studenti. Hanno risposto i sindacati alternativi e di base. Ha risposto il movimento NO TAV (…)
Comunicato CC 27/2021 – 17 settembre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Abbattere il governo Draghi Sostenere in ogni modo la manifestazione indetta dal Collettivo di Fabbrica GKN a Firenze per domani sabato 18 settembre e lo sciopero generale indetto dai sindacati di base per lunedì 11 ottobre! (…)
Comunicato CC 26/2021 – 15 settembre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Combattenti vinti e maramaldi Un aspetto secondario ma indispensabile di questo nostro lavoro è denunciare e indicare al disprezzo di tutti quelli che vogliono cambiare il corso delle cose, gli individui che, camuffati da comunisti, nascondendosi negli organismi e nei gruppi del MCCO, denigrano le rivoluzioni sconfitte e i loro promotori, dirigenti e combattenti. (…)
Comunicato CC 25/2021 – 11 settembre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Gloria e onore al Presidente Gonzalo Ci è giunta oggi notizia della morte del Presidente Gonzalo, Abimael Guzman Reynoso, fondatore e dirigente di Sendero Luminoso, il movimento promosso dal Partito comunista del Perù che negli anni ’80 del secolo scorso, valorizzando creativamente gli insegnamenti di José Carlos Mariátegui, sviluppò la guerra popolare rivoluzionaria (GPR) in tutto il Perù e, forte dei successi ottenuti, promosse a livello mondiale l’adozione del maoismo come terza superiore tappa del pensiero comunista. (…)
Comunicato CC 24/2021 – 2 settembre 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
La campagna che lavoratori e Comitato di Fabbrica GKN conducono per salvare la loro azienda è in realtà una parte della lotta contro lo smantellamento di tutto l’apparato produttivo di beni e servizi in Italia. La borghesia imperialista e i vertici della Repubblica Pontificia hanno installato il governo Draghi perché conduca in porto con maggiore determinazione l’eliminazione delle conquiste che le masse popolari hanno strappato ai capitalisti nella prima parte del secolo XX quando il movimento comunista cosciente e organizzato era forte nel mondo. (…)
Appello – Comunicato CC 23/2021 – 30 agosto 2021 [Scaricate il testo dell’appello in Open Office / Word ]
Appello a organismi ed esponenti del movimento comunista cosciente e organizzato di tutto il mondo perché inviino e facciano inviare messaggi e videomessaggi di solidarietà al Collettivo di Fabbrica e ai lavoratori della fabbrica GKN di Campi Bisenzio (Firenze – Italia) Il 9 luglio 2021 il fondo finanziario speculativo britannico MELROSE ha notificato via WhatsApp a ognuno dei 490 lavoratori dell’azienda metalmeccanica GKN che era licenziato perché l’azienda chiude. Ma i lavoratori si sono ribellati.
La GKN è un’azienda storica: esiste dal 1939. Fino al 1994 era un’azienda FIAT (Italia). Poi è passata di padrone in padrone, restando un’azienda che produce componenti per aziende automobilistiche, soprattutto (per l’80% – 90%) per FIAT; poi per FCA – nata nel 2014 dalla fusione di FIAT e di Chrysler (USA); ora per Stellantis – nata nel 2021 dalla fusione di FCA e di Peugeot (Francia).
La liquidazione della GKN è un ulteriore passo dello smantellamento del settore auto in Italia (…)
Comunicato CC 22/2021 – 27 agosto 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Assemblee del Collettivo di Fabbrica GKN, lotta contro lo smantellamento dell’apparato produttivo ed elezioni amministrative di ottobre Lo abbiamo detto dall’inizio: Gkn è una vertenza politica, Gkn è una vertenza generale. E oggi c’è una discussione politica sul tema delle delocalizzazioni. (…)
Comunicato CC 21/2021 – 16 agosto 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
La GKN non si salva da sola! I lavoratori italiani hanno la forza per vincere, dipende solo da loro. Quando i lavoratori si mobilitano, la borghesia imperialista non ha più la forza di resistere. Il sistema politico borghese è in sfacelo in Italia e in tutti i paesi del mondo. (…)
Comunicato CC 20/2021 – 9 agosto 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
La GKN non è un caso isolato! I lavoratori di ogni azienda dove i padroni minacciano chiusura, delocalizzazione, riduzione devono contrattaccare: organizzarsi e collegarsi con i lavoratori delle altre aziende minacciate, sollecitare il concorso di tutti gli altri lavoratori, chiamare tutte le masse popolari alla mobilitazione contro i capitalisti e il loro governo. (…)
Comunicato CC 19/2021 – 5 agosto 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Organizzarsi e unirsi fino a costituire un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate! Chi vuole davvero mettere fine al corso catastrofico delle cose, alla devastazione dell’ambiente e alle pandemie, deve unirsi nella lotta per instaurare il socialismo. Il capitalismo è diventato la malattia dell’umanità e le fa devastare la Terra con attività minerarie, piantagioni, guerre e grandi opere inutili e dannose, inquinare il suolo, il mare e l’atmosfera. (…)
Comunicato CC 18/2021 – 25 luglio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
I comunisti del (nuovo)PCI agli operai GKN e a tutti gli operai italiani! Le masse popolari di tante parti del paese hanno espresso ed esprimono la loro solidarietà a voi operai GKN. Con la resistenza all’attacco del fondo finanziario Melrose avete già suscitato la mobilitazione dei lavoratori di altre aziende e di molti gruppi e organismi delle masse popolari. Voi operai GKN oggi avete il privilegio di essere già ascoltati e seguiti da centinaia di migliaia di persone. (…)
Comunicato CC 17/2021 – 15 luglio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Solidarietà con il popolo cubano! Il complesso militare-industriale-finanziario che governa gli USA ha alzato il livello delle ostilità contro la rivoluzione cubana. Da domenica scorsa 11 luglio ha lanciato in alcune città della Repubblica di Cuba dimostrazioni di strada di organismi in vario modo affiliati ai gruppi imperialisti USA, ai gruppi imperialisti sionisti ed europei e al Vaticano. Cerca di approfittare delle difficoltà economiche e sociali create dal blocco economico, finanziario e commerciale USA che colpisce Cuba da circa sessant’anni e destabilizzare la Repubblica di Cuba. (…)
Comunicato CC 16/2021 – 13 luglio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Massima solidarietà con i comunisti tedeschi perseguitati! Stefan Engel è stato classificato come persona pericolosa e inserito nella lista dei ricercati Richiesta di saluti per il processo del 3 agosto 2021 Cari compagni, con la presente vi informiamo su un importante processo a Stefan Engel, direttore del nostro organo teorico Revolutionärer Weg e per molti anni presidente del MLPD. Molti di voi conoscono Stefan per averci avuto a che fare in attività di cooperazione internazionale. Il 3 agosto 2021 alle 10 del mattino si terrà finalmente il processo a lungo negato contro la classificazione di “persona pericolosa” che le autorità federali tedesche hanno affibbiato a Stefan Engel. Il termine “persona pericolosa” normalmente lo utilizzano contro i terroristi fondamentalisti islamici. La classificazione comporta una grave criminalizzazione e privazione di diritti democratico-borghesi. Per quasi due anni, persino un processo contro questa classificazione gli è stato negato. Per avere questo processo abbiamo combattuto duro. (…)
Comunicato CC 15/2021 – 10 luglio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Impedire ai capitalisti di chiudere la GKN! Cacciare il governo Draghi, il governo dello sblocco dei licenziamenti! Cacciare le autorità che non si oppongono con tutti i loro mezzi allo smantellamento delle aziende capitaliste o pubbliche! Certo che le modalità del licenziamento della GKN sono inaccettabili, sono un’ostentazione dell’arroganza e della presunzione dei padroni: si sentono forti perché il governo Draghi è il loro governo. Ha ristabilito perfino la prescrizione per i loro crimini! Ma non sono solo le modalità del licenziamento che sono inaccettabili! (…)
Comunicato CC 14/2021 – 14 maggio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
– Solidarietà con Hamas e gli altri gruppi palestinesi che resistono all’occupazione e lottano contro la colonizzazione dei sionisti spalleggiati dai gruppi imperialisti e dai loro governi, tra cui il governo Draghi!
– Contrastare in ogni modo l’opera del governo Draghi, la NATO e l’UE che estendono nel mondo la devastazione economica e la guerra, provocano l’emigrazione, sfruttano gli emigrati, distruggono l’apparato produttivo del nostro paese delocalizzando e chiudendo imprese!
– Rafforzare, allargare ed elevare il livello della resistenza che le masse popolari spontaneamente già oppongono agli effetti della crisi generale del capitalismo!
– Il governo Draghi è una “tigre di carta”: i vertici della Repubblica Pontificia hanno impiegato quasi tre anni per neutralizzare gli effetti del voto del 4 marzo 2018, costituire un governo affidato all’ammucchiata dei partiti delle Larghe Intese: quello che non avevano osato fare nel 2018.
Contro la sfiducia, la rassegnazione e il disfattismo,
celebriamo su larga scala il 76° anniversario della vittoria del movimento comunista contro la coalizione delle potenze della borghesia imperialista!
L’8 maggio 1945 a Berlino le forze armate naziste firmarono l’armistizio di resa all’Armata Rossa e da anni il 9 maggio 1945 è celebrato nel mondo come festa della vittoria del movimento comunista. (…)
Comunicato CC 13/2021 – 12 maggio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Guida all’uso del sito Internet del (nuovo) Partito comunista italiano Il sito http://www.nuovopci.it è contemporaneamente strumento della propaganda del Partito, biblioteca del comunista all’opera oggi e archivio del materiale di cui il (n)PCI si è nutrito nella sua opera pluriennale. Il (nuovo)PCI ha ripreso l’opera che il primo PCI, fondato nel 1921 su impulso dell’Internazionale Comunista di Lenin e di Stalin, ha abbandonato a metà strada: fare dell’Italia un paese socialista e contribuire così alla nuova ondata mondiale della rivoluzione proletaria. (…)
Comunicato CC 12/2021 – 6 maggio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
I morti sul lavoro, la speculazione sui brevetti dei vaccini e la gestione criminale della pandemia sono manifestazioni esemplari della guerra di sterminio non dichiarata che la borghesia imperialista deve condurre contro le masse popolari per prolungare la vita del sistema sociale capitalista. Si aggiungono alla lunga lista della devastazione dell’ambiente, della delocalizzazione e chiusura delle aziende, della moltiplicazione delle grandi opere speculative inutili se non dannose, dell’estensione delle guerre NATO e UE, della miseria e della disoccupazione, del degrado del sistema sanitario, dell’istruzione scolastica e universitaria, delle pensioni e di tutte le altre conquiste di civiltà e benessere che le masse popolari avevano strappato alla borghesia imperialista durante la prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976). (…)
Comunicato CC 11/2021 – 29 aprile 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Celebrare il Primo Maggio dei lavoratori, raccogliendo il testimone caduto dalle mani delle Brigate Rosse degli anni ‘70, dei Partigiani del 25 Aprile 1945, degli Arditi del Popolo e degli altri protagonisti del Biennio Rosso del 1919-1920! A chi celebra l’operato e la memoria del commissario Luigi Calabresi responsabile dell’uccisione di Giuseppe Pinelli di certo non responsabile della strage di P.zza Fontana o del generale Carlo Alberto dalla Chiesa autore dell’eccidio di via Fracchia a Genova, gioverà ricordare che proprio alla Loggia P2 e ai gruppi fascisti e della CIA (Gladio e Stay Behind) dell’epoca appartenevano gli organizzatori e gli autori delle operazioni della “strategia della tensione” (dalla strage di P.zza Fontana del 1969, a quella della Stazione di Bologna e di P.zza Della Loggia di Brescia e altre) dirette a soffocare la lotta degli operai (Autunno Caldo) e i Consigli di Fabbrica. (…)
Comunicato CC 10/2021 – 22 aprile 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
25 Aprile e Primo Maggio Un passo dopo l’altro il governo Draghi sta eliminando le tracce lasciate dai due governi M5S in termini di istituti e di uomini. Ambedue i governi M5S erano frutto di un compromesso tra i vertici della Repubblica Pontificia (RP) infeudata dal 1949 alla NATO e dal 1981 all’UE e gli esponenti del M5S. Questi con le loro promesse di cambiamento di rotta avevano riscosso un seguito popolare tale che il risultato delle elezioni del 4 marzo 2018 aveva reso impossibile ai vertici della RP costituire un governo senza l’approvazione dei gruppi parlamentari M5S. La debolezza del M5S si è manifestata nell’accettazione, in termini di uomini e di programmi, di un compromesso tale da permettere ai vertici della RP di indebolire la spinta rinnovatrice di cui il M5S si professava paladino, fino a rabberciare la breccia che il malcontento, l’indignazione e la rivolta delle masse popolari avevano aperto nel loro sistema politico. (…)
Comunicato CC 09/2021 – 7 aprile 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Saluto del CC del (nuovo)PCI ai compagni di Noi Restiamo riuniti l’11 aprile in Assemblea Nazionale a Roma che si propongono di costruire a livello nazionale un’organizzazione di giovani comunisti Cari compagni, il vostro proposito risponde alla tensione alla costruzione del partito comunista che la deflagrazione della crisi generale del capitalismo causata dalla pandemia da Covid-19 ha suscitato negli elementi più avanzati della “base rossa”, del proletariato e in generale delle masse popolari (in particolare giovani, donne, immigrati) del nostro paese. Siamo convinti che l’attività per realizzare il proposito dichiarato di creare un’organizzazione giovanile comunista, rompendo in qualche modo con la frammentazione territorio per territorio che finora ha caratterizzato gli organismi di Noi Restiamo, porterà a sviluppi fecondi sia per il rafforzamento e per l’elevazione del livello della resistenza che le masse popolari oppongono alla borghesia e al clero, sia per il consolidamento e il rafforzamento del movimento comunista cosciente e organizzato e del suo partito. Da parte sua il (nuovo)PCI farà il meglio di cui sarà capace perché diate il vostro contributo alla realizzazione di questi due obiettivi. (…)
Comunicato CC 08/2021 – 27 febbraio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Mario Draghi, da anni boia in guanti gialli responsabile di migliaia di delitti per conto della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti e la sua schiera di ministri vendipatria sono tigri di carta! La Repubblica Pontificia e il suo sistema politico delle Larghe Intese sono giganti dai piedi di argilla! Impedire con 10-100-1000 iniziative di protesta il consolidamento del governo Draghi! Tigri di carta e giganti dai piedi di argilla. Così Mao, nel suo scritto del 1962 Le divergenze tra il compagno Togliatti e noi, definiva gli imperialisti USA in risposta al revisionista moderno Palmiro Togliatti che invece ne esaltava la forza politica e militare per giustificare la linea della “via parlamentare al socialismo” e delle “riforme di struttura”: in realtà la linea dell’abbandono della lotta per il socialismo, della rinuncia a sviluppare la prima ondata della rivoluzione proletaria che la Rivoluzione d’Ottobre del 1917 aveva suscitato in tutto il mondo. Oggi constatiamo che Mao aveva ragione.” (…)
Comunicato CC 07/2021 – 15 febbraio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Dal Pilota automatico al Commissario UE? A meno che una parte importante dei deputati e senatori M5S abbia il coraggio di rischiare il seggio conquistato, questo è quello che nell’immediato ci attende! Se Beppe Grillo & Co riusciranno a far approvare a Camera e Senato il governo di Mario Draghi, i vertici della Repubblica Pontificia, l’Unione Europea e la NATO saranno riusciti a rabberciare per il momento la breccia che le masse popolari avevano aperto nel loro sistema di governo con le elezioni del 4 marzo 2018. Solo il rifiuto di un numero consistente di deputati e senatori M5S di votare Draghi potrebbe oramai evitare l’installazione a tempo indeterminato del Commissario dell’UE. Numericamente Lega, PD, Italia Viva, Forza Italia e LeU, i partiti delle Larghe Intese, riuscirebbero a fare la maggioranza nelle due camere nazionali anche senza il M5S, ma difficilmente oserebbero sfidare fino a quel punto le masse popolari. Sono partiti ridotti oramai ognuno ad un’aggregazione nazionale di clientele e notabili locali e di associazioni malavitose, ma finché a livello nazionale, regionale e comunale esistono camere elettive, essi si contendono tra di loro gli elettori e con essi i benefici del potere. Il loro programma nazionale è il “programma unico della borghesia imperialista”, lacrime e sangue per le masse popolari, ma dei benefici del potere ognuno ne ha a secondo del seguito elettorale che riesce a mantenere e i benefici del potere sono il collante principale di ognuna delle aggregazioni nazionali. Né osano pensare a rimandare a tempo indeterminato le elezioni, apertamente abolire o congelare le camere elettive, appunto perché i partiti delle Larghe Intese sono aggregazioni di clientele e notabili locali e di associazioni malavitose in contesa tra loro.” (…)
Comunicato CC 06/2021 – 8 febbraio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Perché aspettare che Draghi si installi? Perché, anziché, come ha dichiarato l’USB, candidarsi a svolgere contro le misure antipopolari del governo Draghi “sino in fondo la sua funzione sindacale a tutela degli interessi dei lavoratori e degli strati più deboli della società. Con coraggio e senza tentennamenti”, non attaccare subito, prevenire la formazione del governo Draghi, mirare a impedirla?
Il P.CARC ha risposto a questa domanda ieri con un Comunicato che condividiamo pienamente e riportiamo qui di seguito in Appendice.
Il P.CARC spiega perché è necessario e utile mobilitare da subito le masse popolari contro la costituzione del governo Draghi, mostra che è stato possibile far ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia soluzioni e misure non di loro gradimento e spiega inoltre come sarà possibile fare ingoiare ai vertici della RP e ai loro padrini (i gruppi imperialisti UE, NATO e sionisti) il Governo di Blocco Popolare.” (…)
Comunicato CC 05/2021 – 7 febbraio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Far montare tra le masse popolari la mobilitazione e le proteste contro i vertici della Repubblica Pontificia e la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti UE, USA e sionisti che tentano di ristabilire in Italia un governo delle Larghe Intese tra Polo PD e Polo Berlusconi, il governo Draghi! I governi delle Larghe Intese tra Polo PD e Polo Berlusconi hanno governato l’Italia da più di trent’anni a questa parte. Per loro natura, se riprendono in mano il paese, non possono che continuare l’opera nefasta che hanno fatto negli anni passati. Hanno eliminato o rosicchiato molte delle conquiste che le masse popolari avevano strappato alla borghesia quando il movimento comunista era forte nel mondo, nel corso della prima ondata mondiale della rivoluzione proletaria (1917-1976). Lungo è l’elenco: dalla giusta causa per i licenziamenti individuali (art. 18 dello Statuto dei Lavoratori abolito dal governo Renzi), al Servizio Sanitario Nazionale, alle pensioni, alle Case Popolari, all’istruzione pubblica di qualità. Hanno privatizzato gran parte del comparto pubblico delle banche e delle aziende produttrici di merci (beni e servizi) dall’IRI in giù, una parte importante dei servizi pubblici, dei mezzi di trasporto e delle vie di comunicazione (quelle che non hanno privatizzato le hanno date in concessione a Benetton e ad altri criminali simili), delle strutture addette alla manutenzione dell’ambiente. Hanno contribuito all’aggravamento della crisi ambientale. Hanno dato il via alle grandi opere pubbliche inutili quando non dannose (TAV, TAP, grandi eventi, ecc.).” (…)
Comunicato CC 04/2021 – 3 febbraio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
I vertici della Repubblica Pontificia cercano di restaurare il sistema delle Larghe Intese Mario Draghi è il loro uomo Opporsi a tutti i costi alla soluzione Draghi della crisi di governo! Per comprendere il senso degli avvenimenti e delle mosse dei vari attori della crisi di governo in corso in questi giorni e intervenire in modo adeguato a promuovere l’avanzamento della rivoluzione socialista, i comunisti devono inquadrarli nelle condizioni generali della lotta tra le classi in Italia e nel mondo. La crisi del governo Conte 2 non è un colpo di testa di Matteo Renzi. Renzi ha potuto prendere l’iniziativa della crisi governativa perché i vertici della RP hanno ritenuto giunto il momento di chiudere completamente la breccia che con il voto del 4 marzo le masse popolari avevano aperto nel sistema di potere con il quale essi governano il nostro paese da quando in Italia come nel resto del mondo la borghesia imperialista ha ripreso in mano la direzione del corso delle cose. A partire dagli anni ’70 del secolo scorso la borghesia imperialista ha smesso di dover rincorrere il movimento comunista cosciente e organizzato e di dover far fronte paese per paese e nel mondo all’iniziativa delle forze rivoluzionarie socialiste o di nuova democrazia (…)
Comunicato CC 03/2021 – 27 gennaio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
La crisi del governo Conte non è un colpo di testa di Matteo Renzi, non è incomprensibile Con questa crisi i vertici della Repubblica Pontificia mirano a chiudere completamente la breccia aperta nel sistema politico delle Larghe Intese dall’esito delle elezioni del 4 marzo 2018! Con la crisi di governo i vertici della Repubblica Pontificia mirano a instaurare un governo più asservito del Conte 2 alla borghesia imperialista italiana (agli Agnelli-Elkann, ai Benetton e ad altri speculatori e criminali), all’UE e alla NATO. Il successo elettorale del M5S nelle elezioni del 4 marzo 2018 aveva aperto una breccia nel sistema politico delle Larghe Intese tra polo PD e Polo Berlusconi. Con il governo M5S-Lega di Salvini e poi con il governo M5S-PD di Zingaretti e Renzi il M5S si è sempre più arreso ai vertici della RP, a UE e NATO. Non ha sfruttato il successo del 4 marzo e sfidato i vertici della RP a non affidargli il governo. I governi Conte hanno appena scalfito il sistema sociale e politico esistente (reddito di cittadinanza, riparazione con Quota Cento di alcuni danni della Riforma Fornero contro le pensioni, rimozione di alcuni pochi tra gli alti funzionari civili e militari che sabotavano e altre misure simili). Per questo il M5S ha perso il favore di una parte importante delle masse popolari che lo avevano votato. Ora si trova in una situazione peggiore che nel 2018, ma forse può risalire la china. Non si estinguerà solo se osa sfidare i vertici della RP: o ingoiano un governo M5S che finalmente attua le promesse che il M5S ha fatto alle masse popolari prima delle elezioni del 4 marzo 2018 oppure elezioni o non elezioni i vertici della RP fanno un governo senza M5S. In ambedue i casi cambieranno le condizioni della lotta tra le classi e quali che siano ne approfitteremo per fare avanzare la rivoluzione socialista che è in corso: la costruzione del potere delle masse popolari organizzate.”(…)
Comunicato CC 02/2021 – 21 gennaio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Nel Centenario della fondazione del primo PCI – gli insegnamenti della sua esperienza applicati dal nuovo PCI Celebriamo il Centenario della fondazione del primo PCI consolidando e rafforzando il nuovo PCI e facendo avanzare la rivoluzione che farà dell’Italia un nuovo paese socialista! Cento anni fa, il 21 gennaio 1921, in Italia su impulso dell’Internazionale Comunista venne costituito il primo Partito Comunista Italiano. Per settant’anni esso fu un protagonista della vita politica e sociale del nostro paese: tanto grande era il suo ruolo tra le masse popolari che anche la classe dominante non poteva prescindere da esso. Formalmente si sciolse nel Congresso di Rimini iniziato il 31 gennaio 1991 che diede vita al PRC e al PDS (Partito Democratico della Sinistra). Tuttavia la svolta che lo trasformò da capofila di un potere antagonista al potere della borghesia imperialista in una componente imprescindibile della Repubblica Pontificia ebbe i suoi prodromi nella linea adottata nel 1944 dal PCI guidato da Palmiro Togliatti la “svolta di Salerno”); si sviluppò alla fine degli anni ’40 (dopo la vittoria della Resistenza il 25 aprile 1945 e l’inizio della ricostruzione; venne ufficialmente consacrata dal suo VIII Congresso (dicembre 1956) successivo alla svolta imboccata dal Partito Comunista dell’Unione Sovietica (PCUS) con il suo XX Congresso (febbraio 1956). Tanto decisivo era stato il ruolo dell’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin nel fare del movimento fondato nel 1848 da Marx ed Engels con la pubblicazione del Manifesto del partito comunista il primo movimento mondiale nella storia dell’umanità (con la prima ondata della rivoluzione proletaria 1917-1976), che gran parte del movimento comunista internazionale si adeguò alla corrente dei revisionisti moderni che aveva preso il sopravvento nel PCUS. Neanche la lotta condotta dal Partito del Lavoro d’Albania (capeggiato da Enver Hoxha) e con ben altra abbondanza di mezzi e profondità di teoria dal PCC (capeggiato da Mao Tse-tung) riuscì a distogliere il movimento comunista internazionale dal rovinoso corso imboccato dal PCUS (…)
Comunicato CC 01/2021 – 6 gennaio 2021 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]
Come andrà a finire negli USA? Questa è in queste ore in Italia la domanda che si pongono tutti i perdigiorno e la domanda che diffondono tutti i professionisti del sistema di diversione delle masse popolari dalla lotta di classe e di intossicazione delle menti e dei cuori dei lavoratori. Questi professionisti e i perdigiorno al loro seguito danno l’una o l’altra delle mille risposte che si possono dare, tirando a indovinare, attendono l’esito degli scontri in atto.
Ma la domanda che dobbiamo porci noi comunisti e che deve porsi chi con spirito pratico vuole porre fine al corso catastrofico delle cose che la borghesia imperialista impone alle masse popolari del nostro paese, è Cosa insegna a noi quello che sta succedendo negli USA? (…)

Avvisi ai naviganti per fare dell’Italia un nuovo paese socialista!

14 Dic
Avviso ai naviganti 115 03.12.2021 Il numero 69 di La Voce è disponibile sul sito del Partito Il numero tratta di vari argomenti relativi alla rivoluzione socialista che il Partito promuove, ma è incentrato sul concetto che la rivoluzione socialista è un’operazione d’attacco del proletariato contro la borghesia imperialista, per toglierle il potere; un’operazione che si avvale di tutte le battaglie con cui le classi oppresse difendono il reddito, i salari, il lavoro, i diritti e le conquiste che hanno strappato alla borghesia nel corso della prima ondata mondiale della rivoluzione proletaria (1917-1976) e ostacolano la devastazione dell’ambiente e il riscaldamento climatico.
Avviso ai naviganti 114 18.08.2021 Dall’Afghanistan alla GKN e, tramite Pisariev, Lenin e Stalin, fino a Roma Mentre i soldati USA richiamati da Trump e dal suo successore Biden scappano da Kabul con i loro collaboratori afghani e i loro complici, i soldati di tutti i paesi NATO compresi quelli italiani di nome ma in realtà dei governi Larghe Intese e del Vaticano, noi sogniamo che i lavoratori e il Collettivo di Fabbrica GKN, sollecitati e affiancati dai lavoratori avanzati delle duecento aziende già in agitazione, facciano risuonare da un capo all’altro dell’Italia il loro appello “Insorgiamo” contro il governo Draghi e costituiamo un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate, con ministri provenienti dai tre serbatoi.
Avviso ai naviganti 113 27.07.2021 Pubblicato il numero 68 di La Voce – Scaricarlo, riprodurlo, studiarlo e diffonderlo!
Avviso ai naviganti 112 22.07.2021 Impedire la chiusura della GKN, della Gianetti Ruote, della Timken! Organizzarsi e organizzare contro l’operazione del gruppo Agnelli-Elkann! Bloccare la liquidazione del comparto autoveicoli e componenti! L’operazione Stellantis è un’altra tappa dell’abbandono da parte del gruppo Agnelli-Elkann della produzione di autoveicoli in Italia per trasferirla in altri paesi dove può sfruttare i lavoratori e l’ambiente con meno vincoli e per ampliare la sua attività nel campo della speculazione finanziaria mondiale, che ai fini della valorizzazione dei suoi capitali è più redditizia e meno impegnativa della produzione di autoveicoli.
Avviso ai naviganti 111 28.06.2021 Il ruolo del PCC nel movimento comunista internazionale e il ruolo della RPC nel sistema delle relazioni internazionali In occasione del Centenario della fondazione del Partito Comunista Cinese (1° luglio 1921) il CC del (n)PCI e la segreteria del Comitato Direttivo (sCD) del P.CARC hanno deciso di presentare un intervento congiunto alla Conferenza organizzata dalla rivista Atreverse (Osare) diffusa da compagni peruviani profughi in Bolivia. Di seguito riportiamo la locandina della Conferenza: inizia alle 21 ora italiana di giovedì 1° luglio e può essere seguita dai compagni che capiscono lo spagnolo. A chiusura di questo AaN pubblichiamo il testo integrale in italiano dell’intervento congiunto.
Avviso ai naviganti 110 06.06.2021 Lettera aperta del Segretario Generale del (n)PCI a Elisabetta Trenta e ad altri ex ministri e autorevoli esponenti del M5S Pubblichiamo la lettera che il Segretario generale del CC del (n)PCI ha inviato a Elisabetta Trenta dopo che il 3 giugno l’ex Ministro della Difesa del governo Conte 1 (1° giugno 2018-5 settembre 2019) aveva pubblicato sulla propria pagina Facebook le sue dimissioni dal Movimento Cinque Stelle. Infatti questa lettera del SG del (n)PCI è un incitamento a fare il bilancio della nascita, dello svolgimento e del risultato dei due governi Conte. Con le elezioni del 4 marzo 2018 il malcontento, l’insofferenza, l’indignazione e la ribellione di un’ampia parte delle masse popolari italiane di fronte al corso delle cose imposto nel nostro paese dai governi delle Larghe Intese si erano espressi nell’assegnazione a candidati del M5S di una larga maggioranza relativa nel Parlamento e nel Senato della Repubblica Pontificia (RP). Per installare un governo che avesse l’approvazione della maggioranza assoluta alle Camere senza i voti dei parlamentari M5S i vertici della RP avrebbero dovuto farlo approvare dai parlamentari di tutti i partiti delle Larghe Intese. Questi, ridimensionati nel Parlamento e nel Senato dalle elezioni del 4 marzo a causa dei voti al M5S e delle astensioni, avrebbero perso ancora più seguito e consenso tra le masse popolari italiane.
Avviso ai naviganti 109 28.05.2021 La Comune di Parigi schiacciata nel sangue, Lenin e la clandestinità del partito comunista Il 28 maggio 1871 si concluse la “settimana di sangue” della Comune: i soldati della borghesia il 21 maggio avevano fatto irruzione nella città di Parigi attraverso la porta di un bastione delle mura aperta loro da un traditore e uccisero dai 20 ai 30 mila comunardi. Una delle principali lezioni della Comune è che la ferocia criminale della borghesia non ha limiti. Su una popolazione che a Parigi ammontava a circa 400 mila persone, la borghesia vittoriosa ne massacrò da 20 a 30 mila e ne esiliò nelle colonie alcune altre decine di migliaia. Contro la Comune la borghesia e il clero cattolico, diretto da Pio IX e dal 1878 da Leone XIII, si unirono in una nuova “santa alleanza”. Essi contarono di aver stroncato per sempre il proletariato: anche allora come poi nel 1991 proclamarono la “fine della storia”. La prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) ha smentito la loro profezia una prima volta. Il catastrofico corso attuale delle cose li sta smentendo per la seconda volta. I tempi della nostra vittoria dipendono dai tempi della rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato della quale noi comunisti siamo i promotori.

La Voce 69 – novembre 2021

14 Dic
La Voce 69. del (nuovo)Partito comunista italiano anno XXIII – novembre 2021 – Indicela copertina di 'La Voce' n. 69 

Indice

La Vocen. 69
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Indice degli articoli:
Copertina

Il partito comunista deve essere strategicamente all’attacco

La lotta del Collettivo di Fabbrica e degli operai della GKN ha aperto la strada!

Promuovere il legame della lotta contro il Green Pass con le altre mobilitazioni operaie e popolari

Da Trieste a tutta l’Italia

Lotte rivendicative, organismi di lotta e lotta per il comunismo Meglio tardi che mai!

Avere fiducia in noi stessi e nelle masse popolari!

Usare appigli e fessure esistenti nelle Forze Armate italiane ai fini della rivoluzione socialista

Ancora sulla crisi generale in corso
PIL mondiale e capitale finanziario
A proposito di PIL mondiale e capitale finanziario

Aspiranti comunisti, animatori delle lotte di difesa, insofferenti del capitalismo

A proposito dell’Appello Siamo comuniste e comunisti
Cosa è stato il bambino e cosa l’acqua sporca?

Gloria e onore al Presidente Gonzalo!

Contro l’uso menzognero della storia del Partito Comunista Greco (KKE)

L’introduzione del marxismo in Italia e il contributo di Antonio Labriola Consolidamento e rafforzamento del (nuovo)PCI
Avanti nella raccolta delle forze!
Contro la mentalità movimentista e infantile
La Riforma Intellettuale e Morale è un’arma nelle mani dei comunisti: usiamola!

Note sull’articolo Contro il diffuso atteggiamento antiscientifico e irrazionale di Rapporti Sociali n.26/27

I membri del (n)PCI devono studiare
Locandina del (nuovo)PCI in formato PDF
10, 100, 1000 Collettivi di Fabbrica come alla GKN! Fare di ogni azienda minacciata di delocalizzazione, chiusura, ristrutturazione un centro promotore della lotta contro lo smantellamento dell’apparato produttivo del nostro paese!

La Comune di Parigi schiacciata nel sangue, Lenin e la clandestinità del partito comunista

28 Mag
Visita il sito del (n)PCI Vai al Blog del (n)PCI Leggi e diffondi La Voce n. 67 del (n)PCI

Avviso ai naviganti 109

28 maggio 2021 – 47° anniversario della strage di Piazza della Loggia (Brescia)

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Ai fautori dell’instaurazione del socialismo in Italia e quindi di un Partito che promuove la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari e le dirige a fare la rivoluzione socialista!

“Non siam più la Comune di Parigi che tu borghese schiacciasti nel sangue…”

La Comune di Parigi schiacciata nel sangue, Lenin e la clandestinità del partito comunista

È importante rendere omaggio all’eroica impresa della Comune, ma più importante ancora è comprendere, assimilare e applicare le lezioni che essa ci ha dato. Il movimento comunista non ha ancora instaurato il socialismo in nessuno dei paesi imperialisti. Nonostante le esortazioni e pressioni di Lenin e dell’Internazionale Comunista capeggiata da Stalin, nel corso della prima crisi generale del capitalismo (1900-1945) i partiti comunisti dei paesi imperialisti non hanno compreso, assimilato e applicato gli insegnamenti che la Comune di Parigi ha dato al mondo tanta è la forza del sistema di controrivoluzione preventiva e la sua influenza anche nelle nostre file. La Comune ha avuto eredi e continuatori solo in paesi arretrati dal punto di vista dello sviluppo del modo di produzione capitalista (la Russia e la Cina sono stati i maggiori) e quindi più esposti all’affermazione della borghesia tipica dei paesi socialisti.

 

Il 28 maggio 1871 si concluse la “settimana di sangue” della Comune: i soldati della borghesia il 21 maggio avevano fatto irruzione nella città di Parigi attraverso la porta di un bastione delle mura aperta loro da un traditore e uccisero dai 20 ai 30 mila comunardi.

Una delle principali lezioni della Comune è che la ferocia criminale della borghesia non ha limiti. Su una popolazione che a Parigi ammontava a circa 400 mila persone, la borghesia vittoriosa ne massacrò da 20 a 30 mila e ne esiliò nelle colonie alcune altre decine di migliaia. Contro la Comune la borghesia e il clero cattolico, diretto da Pio IX e dal 1878 da Leone XIII, si unirono in una nuova “santa alleanza”. Essi contarono di aver stroncato per sempre il proletariato: anche allora come poi nel 1991 proclamarono la “fine della storia”.

La prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) ha smentito la loro profezia una prima volta. Il catastrofico corso attuale delle cose li sta smentendo per la seconda volta. I tempi della nostra vittoria dipendono dai tempi della rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato della quale noi comunisti siamo i promotori.

 

Noi comunisti abbiamo assimilato che la borghesia reprime e reprimerà senza alcun ritegno. Il limite alla sua ferocia è posto solo dall’efficacia con cui preveniamo le sue mosse, approfittiamo senza riserve della contraddizione antagonista che contrappone la borghesia imperialista alle masse popolari e alla media e piccola borghesia e dei contrasti che contrappongono l’uno all’altro i gruppi imperialisti e tagliamo loro gli artigli. Chi si aspetta che la borghesia imperialista faccia di per sé un uso moderato della sua forza si illude. Confermano questa lezione non solo la Comune di Parigi, ma mille episodi della lotta di classe: dalle aggressioni contro l’URSS, la RPC, la Corea, il Vietnam e Cuba, dall’Indonesia (1966), al Cile (1973), alle cento guerre in corso in questi giorni, con la sempre più vasta e attiva partecipazione anche dell’Italia con il governo Draghi. Parimenti si illude chi pensa che nei paesi cosiddetti democratici la borghesia imperialista si lasci togliere il potere dalla classe operaia con le elezioni, attenendosi anche con i comunisti alle pratiche correnti nella contesa tra i suoi partiti: quindi che la conquista del potere da parte della classe operaia possa avvenire per via elettorale e parlamentare e possa esistere un “partito rivoluzionario (cioè che persegua realmente e non solo a parole l’obiettivo di instaurare il socialismo) nei limiti della legge”. Confermano questa lezione non solo Gladio, la P2, le stragi di Stato e i mille “segreti d’Italia” che costellano la storia del nostro paese, non solo le strutture e prassi illegali palesi e occulte (la “guerra sporca”) messe in opera, con l’omertà di tutte le istituzioni e le forze politiche, negli anni ’70 e ’80 contro le Brigate Rosse e i loro reali o presunti fiancheggiatori. Ma anche mille altri episodi recenti saliti in questi giorni alla ribalta della cronaca: dalla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sulle intercettazioni di massa operate dai servizi segreti britannici di concerto con quelli statunitensi e denunciate da Edgar Snowden, alla “lobby ungherese” nella Magistratura italiana, all’esercito segreto creato dal Pentagono e denunciato da Newsweek: un esercito di circa 60 mila effettivi, militari e civili, che vivono sotto copertura e vengono attivati all’occorrenza in operazioni segrete negli USA e nel resto del mondo.

 

Questa lezione attiene strettamente allo scontro in atto in questi mesi in Italia tra fautori coerenti e fautori accademici del partito comunista (revisionisti camuffati da ricostruttori): riguarda infatti 1. la forma della rivoluzione socialista nei paesi imperialisti (la risposta dei comunisti è che essa deve essere una guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata) e 2. la natura del partito dettata dalla forma della rivoluzione che il partito deve promuovere e dirigere (la risposta dei comunisti è che il partito deve essere clandestino).

Forma della rivoluzione e natura del partito sono due questioni assenti nei dibattiti delle “costituenti comuniste” in occasione del centenario della fondazione del PCI e del 150° anniversario della Comune di Parigi. Sono due questioni che i fautori accademici del partito comunista eludono. Tutti essi aborrono dal trattarne apertamente. Al massimo, anche quelli che si professano leninisti, alla clandestinità del partito obiettano che un partito clandestino non è in grado di legarsi alle masse. A quelli che prendono per seria questa obiezione e ne sono preoccupati, raccomandiamo la lettura dell’articolo di Lenin Partito clandestino e lavoro legale che riportiamo in appendice. E che il Partito di Lenin fosse legato alle masse, la pratica lo ha dimostrato!

 

Il proletariato vincerà perché i comunisti comprendono sempre più a fondo le condizioni della lotta di classe, correggono i loro errori, superano i loro limiti e applicano le lezioni dell’esperienza nel promuovere e dirigere la rivoluzione socialista in corso.

La Comune di Parigi è stata l’araldo delle lotte che creano il nostro futuro!

 

La situazione è favorevole allo sviluppo del potere delle masse popolari organizzate. Abbiamo molto da imparare e da fare, ma la vittoria è possibile.

La borghesia non ha futuro. La pandemia da coronavirus Covid-19 è un esempio di quello che essa porta all’umanità: distruzione dell’ambiente, inquinamento, povertà, disoccupazione, abbrutimento, guerre e miseria.

 

Bando alla paura! Bando alla sfiducia e al disfattismo! Bando all’attesa che la rivoluzione socialista scoppi!

 

Fare dell’instaurazione del socialismo la propria scelta di vita!

 

Costituire Comitati di Partito clandestini

in ogni azienda, scuola, università, istituzione, quartiere e paese!

 

Il Partito comunista è il fattore decisivo della vittoria, esso orienta

– alla fusione di tutte le lotte in un fronte anti Larghe Intese,

– al coordinamento tra tutte le organizzazioni delle masse popolari,

– alla costituzione del Governo di Blocco Popolare,

– all’instaurazione del socialismo.

Diffonde la concezione comunista del mondo e costituisce il retroterra organizzativo per elaborarla, per formare i comunisti e per resistere alla repressione!

 

Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 84 di La Voce 67: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

Mettersi in contatto con il Centro del Partito (usando il programma di criptazione PGP e il programma per la navigazione anonima TOR) e cimentarsi sotto la sua guida nella costruzione di un Comitato di Partito clandestino nella propria azienda, scuola o zona d’abitazione!

 

Lenin- Partito clandestino e lavoro legale

Lenin scrisse questo articolo nel novembre 1912. Il testo è estratto da Opere, vol. 18: traduzione rivista sull’originale – testo reperibile anche sul sito http://www.nuovopci.it – Classici del marxismo.

Il carattere clandestino del Partito comunista è un tratto essenziale per un Partito che assume la guerra popolare rivoluzionaria come strategia per instaurare il socialismo in un paese imperialista. Uno dei segnali della mancanza di serietà di gruppi che pur si proclamano addirittura maoisti sta precisamente nel professarsi partigiani della strategia della guerra popolare rivoluzionaria e non aver mai spiegato ai lavoratori italiani e ai comunisti a cui si rivolgono come un partito legale può promuovere e dirigere una guerra.

A chi sostiene che un partito clandestino non può legarsi alle masse né fare un efficace lavoro di massa, noi ricordiamo l’esempio del Partito di Lenin che operò nell’Impero Russo in clandestinità e dalla clandestinità raccolse nelle sue file migliaia di operai e di comunisti ed esercitò un’ampia opera di orientamento e di direzione sulle masse popolari russe.

A chi sostiene che nei paesi imperialisti non è possibile costruire il partito nella clandestinità perché “la polizia controlla tutto”, oltre all’esempio del nostro partito, il (n)PCI, che esiste ed opera nella clandestinità da quando nel 1999 si è costituita la CP (Commissione Preparatoria del Congresso di fondazione), ricordiamo l’esempio del Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR) costituito clandestinamente nell’Impero zarista. Ovviamente potremmo a pari titolo ricordare i molti esempi di partiti comunisti clandestini di paesi imperialisti costituiti e operanti in clandestinità nei paesi imperialisti nel corso della prima ondata della rivoluzione proletaria, in primo luogo il PCI e il KPD (Partito Comunista Tedesco). Questi visse e operò in Germania durante tutto il periodo nazista (1933-1945) e costituì cellule perfino nei campi di concentramento.

Il testo che riportiamo qui di seguito illustra la lotta di Lenin contro quelli che in Russia dopo la Rivoluzione del 1905 (che aveva strappato alcune forme di attività politica legale) volevano liquidare il partito clandestino e la sua concezione circa il legame tra partito clandestino e lavoro di massa.

***

La questione del partito clandestino e del lavoro legale dei socialdemocratici in Russia è una delle questioni più importanti del partito; durante tutto il periodo che è seguito alla rivoluzione del 1905, il POSDR si è occupato di questa questione che ha suscitato la più accanita lotta interna nelle sue file.

I liquidatori del partito clandestino e i loro avversari si sono scontrati essenzialmente su questa questione. Se lo scontro tra loro è stato tanto accanito, fu perché in definitiva esso riguardava la questione se deve o non deve esistere il nostro vecchio partito clandestino. La conferenza di dicembre del POSDR, tenutasi nel 1908, condannò risolutamente il liquidatorismo ed espose chiaramente, in un’apposita risoluzione, il pensiero del partito sulla questione organizzativa: il partito è costituito dalle cellule socialdemocratiche clandestine; esse devono crearsi dei “punti di appoggio per il lavoro tra le masse” sviluppando una rete, quanto più possibile estesa e ramificata, di associazioni operaie legali di ogni genere.

Sia l’assemblea plenaria del CC del gennaio 1910, sia la conferenza di tutta la Russia del gennaio 1912 confermarono pienamente questa tesi del partito. Essa è chiara, netta e precisa quanto più non si potrebbe. La sua precisione e chiarezza sono messe in luce forse nel modo più evidente dall’ultimo Giornale del compagno Plekhanov (n. 16, aprile 1912). Diciamo “più evidente” perché proprio Plekhanov ha assunto una posizione neutrale sul significato della conferenza del gennaio 1912 [in questa conferenza i bolscevichi ruppero definitivamente ogni legame di partito con i menscevichi, che erano quasi tutti liquidatori, salvo alcune eccezioni, come ad es. Plekhanov]. Pur restando su questa posizione neutrale, Plekhanov conferma interamente la tesi del partito. Infatti nel suo Giornale sostiene che non è possibile considerare i cosiddetti “gruppi d’iniziativa” — che sono staccati dall’organizzazione clandestina del partito: l’hanno abbandonata o si sono formati al di fuori di essa – come organizzazioni del partito a meno che ci sia una specifica decisione di un congresso o di una conferenza delle cellule clandestine. Sarebbe anarchia, dal punto di vista dei principi e un sostegno e una legittimazione del liquidatorismo dal punto di vista pratico — scrive Plekhanov — il permettere ai “gruppi d’iniziativa” di definire essi stessi la loro appartenenza al partito.

Si sarebbe potuto credere che, dopo un simile chiarimento dato da un neutrale come Plekhanov, la questione, decisa tante volte dal partito in modo del tutto preciso, fosse esaurita. Ma la risoluzione dell’ultima conferenza dei liquidatori ci costringe a ritornarvi sopra ancora una volta, dati i nuovi tentativi di intricare ciò che era districato e di offuscare ciò che era chiaro.

Infatti questa conferenza ha adottato a proposito del patito clandestino e del lavoro legale, vale a dire a proposito di una delle questioni più importanti, una risoluzione che conferma che si è trattato di una conferenza di liquidatori. E questo benché il Nievski Golos (n. 9) affermi il contrario, sparando insulti che più violenti non poteva contro gli antiliquidatori.

È quindi necessario analizzare particolareggiatamente questa risoluzione. Per farlo occorre citarla integralmente.

 

I

La risoluzione della conferenza dei liquidatori è intitolata: “Le forme organizzative da applicare nella costruzione del partito”. In realtà già il primo punto mostra chiaramente che la risoluzione tratta non delle “forme” di costruzione, ma della natura del partito che si deve costruire: quale partito? il vecchio partito o uno nuovo?

Ecco il primo paragrafo della risoluzione.

La conferenza, dopo aver discusso delle forme e dei metodi da seguire nella costruzione del partito, è giunta alla seguente conclusione:

1. La trasformazione della socialdemocrazia in un’organizzazione autonoma del proletariato socialdemocratico può avvenire soltanto nella misura in cui l’organizzazione socialdemocratica si costruisce nel corso del processo inteso a far partecipare le masse operaie a tutte le manifestazioni pubbliche della vita economica e sociale”.

È quindi chiaro, fin dalle prime parole, che questa risoluzione sulla costruzione del partito, in realtà dichiara senza esitazione che la trasformazione della socialdemocrazia è una necessità inderogabile. Ciò è per lo meno strano. Ogni membro del partito ha, s’intende, il diritto di volere la “trasformazione” del partito, ma sono già quattro anni che si discute se si deve o no mantenere in vita il vecchio partito. Questa discussione è di pubblico dominio e non si vede come qualcuno possa ignorarla.

La risoluzione adottata dal partito nel novembre 1908 condanna in modo chiarissimo i liquidatori che vogliono “sostituire” il vecchio partito con uno nuovo. Nell’aprile 1912 Plekhanov ha posto senza alcun equivoco possibile ai sostenitori dei “gruppi d’iniziativa”, che volevano convocare (e hanno convocato) la conferenza dei liquidatori, la domanda: “Esiste o no il nostro vecchio partito?” (Giornale del socialdemocratico, n. 16, aprile 1912, pag. 8).

Non si può eludere questa domanda. Essa è stata posta da quattro anni di lotta. È questa domanda che rende così aspra quella che si indica come la “crisi” del partito.

Quindi, quando a questa domanda si risponde dicendo: “La trasformazione della socialdemocrazia… può avvenire soltanto… ”, vediamo subito che non si tratta di una risposta, ma di un tentativo di eluderla.

Della trasformazione del partito possono parlare solo i membri del partito. Voi, signori, eludendo la domanda se esiste o no il vecchio partito e proclamando senz’altro (in una conferenza a cui partecipano “gruppi d’iniziativa” non di partito) che la “trasformazione è una necessità inderogabile”, non fate che confermare pienamente che voi fate parte della corrente dei liquidatori. Questo fatto diventa ancora più evidente quando la risoluzione – dopo frasi declamatorie assolutamente prive di senso su una “organizzazione autonoma del proletariato socialdemocratico” – arriva a dire che la “trasformazione” “può avvenire soltanto nella misura in cui l’organizzazione socialdemocratica”… (non ci soffermiamo qui sulla fraseologia ridicola, tronfia e sciocca)… “si costruisce nel corso del processo inteso a far partecipare le masse operaie a tutte le manifestazioni pubbliche della vita economica e sociale”!!

Che cosa vuol dire questo? Forse sono gli scioperi e le dimostrazioni quello che gli autori di questa strana risoluzione intendono per partecipazione delle masse alle “manifestazioni pubbliche della vita economica e sociale”, ecc.? A lume di logica si direbbe di sì. In questo caso però la risoluzione è una volgare idiozia poiché tutti sanno che l’“organizzazione si costruisce” anche quando non ci sono scioperi e dimostrazioni. L’organizzazione – saggissimi signori – esiste costantemente, mentre le masse agiscono apertamente solo di tanto in tanto.

In realtà quello che i signori liquidatori intendono per “vita politica e sociale aperta” (notate per favore lo stile liberale burocratico di questi individui, si direbbe quello delle Russkie Viedomosti di trent’anni fa!) non sono gli scioperi e le dimostrazioni, ma le forme legali del movimento operaio. Benissimo. Anche così intesa la risoluzione resta un’idiozia, poiché da noi non è “soltanto” nel corso del processo teso a far partecipare le masse al movimento legale che “si costruisce” e si è costruita l’organizzazione. Ci mancherebbe proprio questo. Tutti sanno che questa organizzazione esiste in molti posti dove non è permessa nessuna forma di movimento legale.

Si vede quindi che il punto fondamentale della risoluzione (l’organizzazione si costruisce “solo nella misura…”) è solo volgare confusione, non vale assolutamente nulla.

Ma in questa confusione si scorge chiaramente il contenuto liquidatore. La trasformazione è possibile soltanto nel corso del processo teso a far partecipare le masse al movimento legale: ecco a che cosa si riduce il linguaggio incomprensibile del primo punto. E questo è appunto liquidatorismo della più schietta marca.

Sono quattro anni che il partito dice che la nostra organizzazione è composta da cellule clandestine attorniate da una rete il più ramificata possibile di associazioni legali.

Sono quattro anni che i liquidatori negano di essere dei liquidatori e che sostengono che la trasformazione è possibile soltanto nel corso di un processo teso a far partecipare le masse al movimento legale. I liquidatori eludono il problema di sapere da che cosa è composto il nostro partito, quale è la natura del vecchio partito. Lo eludono proprio come devono fare dei legalitari. Assomiglia alla storia del piccolo naviglio. Nell’aprile 1912 Plekhanov domanda: esiste o no il nostro vecchio partito? La conferenza dei liquidatori risponde: “La trasformazione è possibile soltanto nella misura in cui le masse partecipano al movimento legale”!

È la risposta dei legalitari che si sono staccati dal partito. Ieri questi legalitari erano forti e attaccavano il partito. Ora sono stati sconfitti. Quindi sono diventati timidi e sono ridotti a difendersi con giri di parole.

 

II

Il secondo paragrafo della risoluzione dice:

2. Poiché le condizioni politiche e sociali sono oggi diverse da quelle che erano prima della rivoluzione, le organizzazioni clandestine del partito esistenti e quelle che sono in via di formazione devono adattarsi alle nuove forme e ai nuovi metodi del movimento operaio legale”.

Anche qui abbiamo a che fare con una strana logica. Dal cambiamento delle condizioni sociali consegue soltanto che occorre cambiare le forme dell’organizzazione, ma nella risoluzione non si dice affatto in che senso devono essere cambiate.

Perché gli autori della risoluzione tirano in campo il “cambiamento delle condizioni politiche e sociali”? Evidentemente per portare una dimostrazione, un argomento in appoggio alla loro conclusione pratica: l’organizzazione clandestina deve necessariamente adeguarsi al movimento legale. Ma dalle premesse non deriva affatto una simile conclusione. Si potrebbe anche sostenere il contrario: che “poiché le condizioni sono cambiate” vi è un movimento legale che deve adeguarsi al movimento clandestino.

Perché tanta confusione tra i liquidatori?

Perché i liquidatori hanno paura di dire la verità e si sforzano di tenere il piedi in due scarpe.

La verità è che la valutazione che i liquidatori danno del “momento attuale” (e per spiegare come “sono cambiate le condizioni politiche e sociali” bisogna dare una valutazione del momento attuale) è la valutazione liquidatrice (quella di Levitski, Larin, Iezov e altri).

Ma essi hanno paura di esporre apertamente questa valutazione. Hanno tanta paura che la loro conferenza non ha nemmeno osato porre la questione. È solo tacitamente, furtivamente, di contrabbando che ha fatto passare l’idea che sono avvenuti certi cambiamenti i quali esigono che l’organizzazione clandestina “si adatti” al movimento legale.

Questa tesi non si distingue in nulla da quella del partito cadetto [democratico borghese]. La stampa del partito socialdemocratico lo ha spiegato più volte. I cadetti riconoscono che “il loro partito è costretto a rimanere nel suo insieme nella clandestinità” (vedremo poi in proposito il paragrafo 3 della risoluzione dei liquidatori) e che, dato il cambiamento delle condizioni, il partito clandestino deve adattarsi al movimento legale. Per loro, questo è sufficiente. Infatti a loro parere l’interdizione che costringe il partito a restare clandestino è un incidente casuale, una “anomalia” nel contesto politico attuale, una sopravvivenza del passato, mentre la cosa principale, essenziale, fondamentale è il loro lavoro legale. Bisogna subito dire che questa posizione deriva del tutto logicamente dalla “valutazione del momento attuale” espressa dal signor Gredeskul [cadetto]. Secondo questa valutazione la Russia non ha bisogno di una nuova rivoluzione; ha bisogno solo di un “lavoro costituzionale”.

La clandestinità del partito cadetto è fenomeno casuale, è una anomalia nel sistema generale dell’“attività costituzionale”. Ne deriva dunque logicamente che l’organizzazione clandestina deve “adattarsi al movimento legale”. Così concepiscono le cose i cadetti.

Il partito socialdemocratico invece la pensa in modo del tutto diverso. La valutazione fondamentale che il nostro partito dà della situazione attuale è che occorre la rivoluzione e che essa si avvicina. Sono mutate le forme di sviluppo che portano alla rivoluzione, i vecchi compiti della rivoluzione sono rimasti immutati. Da qui noi tiriamo la conclusione che le forme dell’organizzazione devono cambiare, la forma delle “cellule” deve essere meno rigida, il loro allargamento spesso procederà non attraverso le stesse cellule, ma attraverso la loro “periferia” legale, ecc. Tutto ciò è stato detto molte volte nelle risoluzioni del partito.

Ma quelli che parlano di “adattare” l’organizzazione clandestina al movimento legale danno un’idea assolutamente sbagliata di questo cambiamento delle forme dell’organizzazione clandestina. Non ci siamo proprio. Le organizzazioni legali sono punti di appoggio che permettono di fare penetrare tra le masse le idee delle cellule clandestine. Questo significa che noi cambiamo la forma in cui esercitiamo la nostra influenza per dare a questa influenza una direzione clandestina.

È dunque solo la forma dell’organizzazione che si adatta al movimento legale; quanto al contenuto del lavoro del nostro partito, è invece l’attività legale che “si adegua” alle idee delle cellule clandestine (ed è da qui, sia detto di passaggio, che deriva tutta la lotta del “menscevismo rivoluzionario” contro i liquidatori).

Giudicate dunque quanto grande è la profondità di pensiero dei nostri liquidatori: essi accettano la prima premessa (quella che riguarda la forma del nostro lavoro), mentre dimenticano la seconda (quella che riguarda il contenuto del lavoro)!! E condiscono le loro tesi da cadetti con il seguente ragionamento circa le forme organizzative da usare per la costruzione del partito.

Essi dicono: “Bisogna edificare il partito in modo da trasformarlo trascinando le masse nel movimento legale e da adeguare a questo movimento la nostra organizzazione clandestina”.

Ci si chiede: assomiglia ciò sia pure in minima misura alla risposta del partito: costruire il partito significa rafforzare e moltiplicare le cellule clandestine attorniandole con una rete di punti di appoggio legali?

O non è piuttosto il tentativo di legittimare l’attività dei liquidatori con una ripetizione delle tesi dei cadetti e dei socialisti-populisti? Quando nell’agosto 1906 il socialista populista Pescekhonov voleva fondare il suo “partito legale”, egli ripeteva esattamente queste idee (si veda in proposito il n. 8 di Russkoie Bogatstvo, 1906 e l’articolo I menscevichi socialisti-rivoluzionari in Proletari, n. 4 [Lenin, Opere, vol. 11]).

 

III

Il terzo paragrafo della risoluzione dice:

3. Il partito socialdemocratico deve, fin da oggi, quando la sua organizzazione nel suo insieme è costretta a rimanere nella clandestinità, sforzarsi di svolgere apertamente singole parti del lavoro di partito e di creare a questo scopo istanze adeguate”.

Abbiamo già fatto notare che questo paragrafo tracciava, dalla prima all’ultima parola, un quadro esatto del partito cadetto. L’unica cosa fuori posto nel quadro è la parola “socialdemocratico”. In effetti il partito cadetto è “costretto” a restare, “nel suo insieme”, clandestino. Effettivamente i suoi membri si sforzano di realizzare pubblicamente “fin da oggi” (dato che, grazie a Dio, noi abbiamo già una costituzione…) alcune parti della loro attività.

La concezione di fondo, che affiora in ogni riga della risoluzione, è che il “lavoro costituzionale” se non è l’unico possibile, perlomeno è il più importante, quello più di prospettiva, l’essenziale. Proprio questa è la concezione della politica operaia liberale ed essa è sbagliata fin dalle sue fondamenta.

Quello che è clandestino non è solo il Partito socialdemocratico “nel suo insieme”, ma ognuna delle sue cellule e – e qui sta la questione essenziale – tutto il contenuto del suo lavoro che è teso a promuovere e a preparare la rivoluzione. È questa la ragione per cui il lavoro più “aperto” di una cellula socialdemocratica, anche della cellula più “pubblica” che ci sia, non può essere considerato come “una realizzazione pubblica dell’attività del partito”.

Consideriamo ad esempio il periodo che va dal 1907 al 1912. In questo periodo la cellula più “pubblica” del PSDOR è stato il suo gruppo parlamentare. Questo gruppo poteva parlare molto più “pubblicamente” di qualunque altra organizzazione del nostro partito. Era la sola legale e poteva parlare pubblicamente di molte cose.

Ma non di tutto! Non poteva, in particolare, intervenire a proposito di molti aspetti del lavoro svolto dal suo partito e doveva mantenere il silenzio sui punti essenziali. Si vede dunque chiaramente che il paragrafo 3 della risoluzione dei liquidatori non va bene neanche a proposito dell’attività del gruppo socialdemocratico alla Duma. Quanto poi alle altre parti della nostra attività, non vale neanche la pena di parlarne.

I liquidatori sono partigiani di un partito legale “pubblico”. Oggi però hanno paura di dirlo apertamente (gli operai li obbligano ad aver paura, Trotzki li consiglia di non parlarne). Hanno quindi deciso di dire le stesse cose, ma un po’ mascherate. Non parlano della legalizzazione del partito. Si limitano a promuoverne la legalizzazione un pezzo per volta!

Nell’aprile 1912 Plekhanov, di cui tutti sanno che è neutrale, ha detto chiaramente ai liquidatori che i “gruppi d’iniziativa” formati dai legalitari che si sono staccati dal partito, sono gruppi antipartito. Questi gruppi, rispondono i liquidatori, permettono di realizzare pubblicamente certe parti del “lavoro del partito”, costituiscono quel “movimento legale” a cui il partito clandestino deve “adattarsi”; sono quella “vita pubblica” a cui bisogna far partecipare le masse dato che questa partecipazione è il criterio, la garanzia e la manifestazione della necessaria “trasformazione” del partito.

Che sempliciotti hanno dovuto trovare i liquidatori se è vero quel che raccontano, e cioè che simili concezioni sarebbero state approvate dagli “antiliquidatori” guidati da Trotzki!

 

IV

Vediamo infine l’ultimo paragrafo della risoluzione:

4. L’organizzazione socialdemocratica, non avendo la possibilità, a causa della sua condizione clandestina, di attrarre nelle sue file i larghi strati di operai sui quali si diffonde la sua influenza, deve legarsi con gli strati del proletariato politicamente attivi e, attraverso di loro, con le masse. Per raggiungere questo obiettivo essa deve creare diversi tipi di organizzazioni politiche legali o illegali dalle forme più o meno rigide e diversi paraventi legali (comitati elettorali, associazioni politiche costituite in base alla legge del 4 marzo, società municipali, associazioni per la lotta contro il carovita, ecc.). Essa deve anche coordinare la sua attività con quella delle organizzazioni operaie apolitiche”.

Anche qui, ancora una volta, le concezioni che si mascherano dietro argomentazioni indiscutibili sulle coperture legali sono non solo discutibili, ma francamente liquidatrici.

La costituzione di organizzazioni politiche legali è proprio quel che predicavano Levitski e N. R-kov, è proprio la legalizzazione del partito un pezzo per volta.

Già da più di un anno diciamo ai liquidatori: basta con le parole, fondatele dunque le vostre “associazioni politiche legali”, le vostre “associazioni per la difesa degli interessi della classe operaia” ecc. Basta con le chiacchiere, mettetevi all’opera!

Solo che non possono mettersi all’opera, perché nella Russia contemporanea non è possibile realizzare i loro sogni liberali. Tutto quello che possono fare è difendere in modo mascherato i loro “gruppi d’iniziativa”, la cui tanto feconda attività consiste in utili chiacchiere, nell’indirizzarsi incoraggiamenti reciproci, nel redigere proposte sulle “organizzazioni politiche legali”.

Quando la risoluzione dichiara ufficialmente che le organizzazioni clandestine devono “legarsi con gli strati del proletariato politicamente attivi, e, attraverso di loro, con le masse”, è ben i “gruppi d’iniziativa” che la risoluzione difende!! L’indicazione della risoluzione dice che gli “strati politicamente attivi” sono fuori dalle cellule! Non è questa forse una semplice ripetizione, con altre parole, delle note frasi ed esclamazioni sulla “necrosi del partito” dal quale tutto ciò che è attivo è fuggito per andare nei “gruppi d’iniziativa”?

Ciò che la Nascia Zarià e il Dielo Gizni hanno detto esplicitamente inveendo contro il partito clandestino, Trotzki con i liquidatori esclusi dal partito lo riprendono e lo ripetono “in modo più attenuato”: è proprio al di fuori del ristretto partito clandestino che vi sono gli elementi “più attivi”, e proprio con essi bisogna “legarsi”. Siamo noi liquidatori, che ci siamo staccati dal partito, quegli elementi attivi; è attraverso di noi che il “partito” deve legarsi con le masse.

Su questo problema il partito ha preso una posizione chiarissima. Per dirigere la lotta economica le cellule socialdemocratiche devono collaborare con i sindacati, con le cellule socialdemocratiche costituite all’interno di essi, con certi attivisti del movimento sindacale. Analogamente nella campagna elettorale bisogna che i sindacati marcino assieme al partito. Tutto ciò è chiaro, preciso e comprensibile. I liquidatori, invece, predicano un nebuloso “coordinamento” del lavoro del partito nel suo insieme con le associazioni “apolitiche”, cioè apartitiche.

Axelrod ha dato a Trotzki le concezioni del liquidatorismo. Dopo gli amari insuccessi di Axelrod con la Nascia Zarià, Trotzki a sua volta ha consigliato ad Axelrod di coprire quelle concezioni con belle frasi. Ma questa compagnia non ingannerà nessuno. La conferenza liquidatrice insegnerà agli operai a penetrare più a fondo il significato delle frasi ambigue. Questa conferenza non offrirà agli operai che una “lezione” amara, noiosa, ma non priva di utilità nella società borghese.

Abbiamo esaminato abbastanza a fondo le concezioni della politica operaia liberale quando Levitski le presentava apertamente. Non è quindi difficile riconoscerle ora che si presentano nel variopinto ed elegante abbigliamento di Trotzki.

Le concezioni del partito sull’organizzazione clandestina e sulla sua attività legale spiccano in modo sempre più luminoso se le si paragonano con tutte queste ipocrite mascherate.

 

Sotsial-Demokrat, n. 28-29

5 (18) novembre 1912

 

 

Gli antifascisti devono lottare contro il governo dell’ammucchiata dei partiti delle Larghe Intese presieduto dal Commissario dell’UE Mario Draghi!

22 Apr
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Comunicato CC 10/2021 – 22 aprile 2021

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25 Aprile e Primo Maggio

Gli antifascisti devono lottare contro il governo dell’ammucchiata dei partiti delle Larghe Intese presieduto dal Commissario dell’UE Mario Draghi!
Chi sostiene gli interessi delle masse popolari deve in ogni contesto promuovere la costituzione e il rafforzamento di organismi operai e popolari tesi a costituire un loro governo d’emergenza!

Un passo dopo l’altro il governo Draghi sta eliminando le tracce lasciate dai due governi M5S in termini di istituti e di uomini. Ambedue i governi M5S erano frutto di un compromesso tra i vertici della Repubblica Pontificia (RP) infeudata dal 1949 alla NATO e dal 1981 all’UE e gli esponenti del M5S. Questi con le loro promesse di cambiamento di rotta avevano riscosso un seguito popolare tale che il risultato delle elezioni del 4 marzo 2018 aveva reso impossibile ai vertici della RP costituire un governo senza l’approvazione dei gruppi parlamentari M5S. La debolezza del M5S si è manifestata nell’accettazione, in termini di uomini e di programmi, di un compromesso tale da permettere ai vertici della RP di indebolire la spinta rinnovatrice di cui il M5S si professava paladino, fino a rabberciare la breccia che il malcontento, l’indignazione e la rivolta delle masse popolari avevano aperto nel loro sistema politico. Continua a leggere

Scaricare, riprodurre, studiare e far circolare il numero 67 di La Voce!

31 Mar
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Avviso ai naviganti 107 – 31 marzo 2021

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Scaricare, riprodurre, studiare e far circolare il numero 67 di La Voce!

Con questo Avviso ai naviganti annunciamo la pubblicazione del n. 67 di La Voce (potete scaricare la rivista al seguente indirizzo Internet: http://nuovopci.it/voce/voce67/La_Voce_67.pdf), la rivista quadrimestrale del (n)PCI.

Distribuiamo anche questo numero via Internet perché, a causa del persistere della pandemia da Covid-19, i collegamenti postali tra le regioni del paese funzionano a rilento. Ne abbiamo approfittato per farlo di 84 pagine.

Chi non è in grado di scaricarlo, può rivolgersi a singoli e a organismi che normalmente riproducono e vendono La Voce, come il P.CARC e altri: il numero è disponibile sul sito del (n)PCI.

In questo numero ci siamo occupati largamente anche delle lotte rivendicative delle masse popolari, sia di quelle rivolte ai capitalisti sia di quelle rivolte alle loro autorità politiche. Ma il tema centrale è il partito comunista e la rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato (MCCO): l’insieme di organizzazioni che in qualche misura e per un aspetto o l’altro fanno capo al partito comunista. Continua a leggere

Il senatore Nicola Morra ha dato l’esempio!

25 Mar
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Avviso ai naviganti 106 – 25 marzo 2021

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Il senatore Nicola Morra ha dato l’esempio!

Applaudiamo l’Agenzia Stampa Staffetta Rossa del Partito dei CARC (Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo) e il senatore Nicola Morra e diffondiamo a tutti i nostri lettori l’articolo di Staffetta Rossa. (1)

Che i deputati, senatori, consiglieri regionali e comunali che vogliono lottare contro il governo del Commissario dell’Unione Europea Mario Draghi che Mattarella e i suoi complici hanno messo a capo del governo italiano, usino tutti i loro poteri, le loro risorse e relazioni per sostenere la lotta delle masse popolari italiane contro l’iniqua gestione della crisi fatta dalle autorità statali dirette da questo governo di vendipatria!

Di seguito il Comunicato di Staffetta Rossa.

Buona lettura!

1. A seguito di un equivoco in cui eravamo incorsi, nella prima edizione di questo Avviso ai naviganti abbiamo scambiato l’articolo dell’Agenzia Stampa Staffetta Rossa per un Comunicato della Federazione Emilia-Romagna del P.CARC.

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[Cosenza] Il senatore Morra e l’ispezione al centro vaccinale: altro che abuso, un esempio! Partito dei CARC

24.03.2021

https://www.carc.it/2021/03/24/cosenza-il-senatore-morra-e-lispezione-al-centro-vaccinale-altro-che-abuso-un-esempio/

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Ai promotori di “costituenti comuniste” – Di quale partito comunista abbiamo bisogno?

8 Mar
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Avviso ai naviganti 105 – 6 marzo 2021

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Ai promotori di “costituenti comuniste”

Di quale partito comunista abbiamo bisogno?

Abbiamo letto con gioia e segnaliamo ai nostri lettori l’articolo di Paolo Spena La questione comunista oggi, 30 anni dopo Rifondazione, pubblicato in Senza Tregua il 21 febbraio 2021. Tra i tanti articoli comparsi in occasione del Centenario della fondazione del primo PCI e nell’ambito della discussione sul partito comunista del quale le masse popolari del nostro paese hanno bisogno per porre fine al catastrofico corso delle cose che la pandemia ha aggravato, l’articolo di Paolo Spena eccelle sia per la giusta critica dell’identitarismo Continua a leggere