Archivio | gennaio, 2013

In occasione dell’Assemblea nazionale dei delegati dei lavoratori della FIOM

15 Gen
(nuovo)Partito comunista italiano   Comitato Centrale
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Delegazione
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Comunicato CC 1/2013 8 gennaio 2013

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Ai comunisti!
Agli operai avanzati!

Il Contratto di Lavoro separato e l’Accordo sulla Produttività che i padroni, il loro governo e i capi dei sindacati complici vogliono imporre, pongono ancora una volta gli operai metalmeccanici della FIOM di fronte al compito e all’occasione di assumere il ruolo di protagonisti e promotori della lotta delle masse popolari per evitare la catastrofe in cui il nostro paese sempre più è trascinato con il resto del mondo.

Si tratta di assumere con maggiore lungimiranza e maggiore decisione il ruolo di dirigenti del resto delle masse popolari che i metalmeccanici della FIOM avevano assunto nel 2010 con la battaglia di Pomigliano, questa volta senza lasciarlo però nella mani malferme di Maurizio Landini e dei suoi colleghi della direzione nazionale della FIOM. Sono i nuclei di operai avanzati che nel corso dei due anni e mezzo trascorsi si sono consolidati o formati in un certo numero di aziende (dalla Piaggio, alla SAME, alla FIAT di Termoli, all’ILVA di Taranto, alla Marcegaglia, ecc. ecc.) che devono prendere in mano la direzione e portare la lotta delle masse popolari contro la Repubblica Pontificia a un livello superiore. La loro iniziativa indurrà anche i dirigenti della FIOM, del resto della sinistra sindacale e dei sindacati alternativi e di base ad assolvere meglio alle loro responsabilità, perché senza gli operai non sono niente. Mentre limitarsi a criticare Landini e gli altri dirigenti della FIOM non porta lontano. Per i nuclei operai si tratta di compiere un’impresa grande e quindi difficile: ma si tratta di un’impresa possibile perché le masse popolari dell’intero paese non hanno altra via per far fronte alla crisi e li seguiranno. Questa è anche la sola via per gli operai metalmeccanici che vogliono raggiungere i loro obiettivi particolari e non arrendersi a Marchionne & C. Continua a leggere