Archivio | maggio, 2013

Saluto del CC del nuovo PCI al I° Congresso Nazionale dell’Unione dei Sindacati di Base

31 Mag

Comunicato CC 24/2013 – 30 maggio 2013

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A nome del Comitato Centrale del (n)PCI mando calorosi auguri di buon lavoro a tutti voi delegati e dirigenti dell’USB che celebrate il vostro I° Congresso Nazionale.

Il vostro Congresso si svolge in un momento di grandi difficoltà per le masse popolari del nostro paese e del mondo intero. In tutti i paesi imperialisti le masse popolari vengono private pezzo dopo pezzo dei diritti e delle conquiste che nel secolo scorso sulla scia della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale avevano strappato alla borghesia e al clero. Ma proprio per questo è anche un momento in cui grandi e decisivi cambiamenti sociali, politici ed economici sono diventati necessari e possibili, come ben dice il vostro documento congressuale. Continua a leggere

Trasformare le Amministrazioni Comunali in Amministrazioni Comunali d’Emergenza!

29 Mag

Comunicato CC 23/2013 – 29 maggio 2013

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Costituire subito un Governo di Salvezza Nazionale!

 

 

L’esito delle elezioni comunali di domenica 26 e lunedì 27 maggio conferma chiaramente che cresce l’indignazione delle masse popolari contro i vertici della Repubblica Pontificia e i loro portavoce. L’astensione è il risultato delle mancanza a livello locale di gruppi dirigenti autorevoli che abbiano dimostrato di essere decisi a percorrere la via della costruzione di amministrazioni comunali d’emergenza. Questa è la causa principale dello scarso risultato elettorale nelle elezioni locali anche delle liste del Movimento 5 Stelle che ha ottenuto un grande successo nelle elezioni nazionali di febbraio. Le esitazioni di Beppe Grillo e del M5S a costituire un Governo di Salvezza Nazionale dopo la vittoria elettorale di febbraio, la rinuncia il 20 aprile a mobilitare le masse per impedire il colpo di Stato perpetrato dai vertici della Repubblica Pontificia, il legalitarismo che ha fatto dell’Amministrazione Comunale di Parma (2012) l’onesta esecutrice delle leggi, norme e imposizioni della Repubblica Pontificia e del suo governo illegittimo e illegale, alla pari dell’Amministrazione De Magistris a Napoli (2011) e Pisapia a Milano (2011), hanno portato l’indignazione crescente delle masse popolari ad esprimersi come mostrano i risultati di domenica e lunedì. Continua a leggere

Costituire subito un Governo di Salvezza Nazionale!

26 Mag

Comunicato CC 22/2013 – 26 maggio 2013

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Se il prossimo scontro politico in Italia si riducesse davvero allo scontro elettorale tra un capocomico e un nano, certamente sarebbero i vertici della Repubblica Pontificia a vincere: con il nano o con il capocomico!

Le masse popolari organizzate possono avviare il nostro paese verso la fine della crisi del capitalismo e con questo aprirebbero anche alle masse popolari degli altri paesi imperialisti la strada del progresso fino a instaurare il socialismo e porre fine al capitalismo!

Beppe Grillo ha proclamato che alle elezioni previste per il prossimo autunno, lo scontro sarà tra lui, capocomico sconclusionato (così lo aveva qualificato Berlusconi), e il nano (così Grillo ha qualificato Berlusconi). Ma lo scontro sarebbe tra un nano e un capocomico, solo se Grillo si candidasse anche lui a diventare il portavoce politico dei vertici della Repubblica Pontificia. Da quasi trent’anni i vertici della Repubblica Pontificia non hanno trovato portavoce politico migliore di Berlusconi, capo della criminalità organizzata e prima burattinaio di Craxi e poi, dopo “la trattativa Stato-Mafia” dei primi anni ’90, in prima persona in combinazione con Prodi, come ben sanno Napolitano, Violante & C: “come tutti sanno” direbbe D’Alema. Berlusconi ha molti nemici anche nei vertici della Repubblica Pontificia, ma sostituirlo non è facile. Ci hanno provato con Prodi e con Monti, ma i risultati non sono stati buoni per i vertici della Repubblica Pontificia. Continua a leggere

Chiedere al governo Letta-Napolitano-Berlusconi di cambiare strada o cambiare governo? Quale governo e come costituirlo?

22 Mag

Comunicato CC 21/2013 – 22 maggio 2013

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Sulla manifestazione di sabato 18 maggio a Roma

 

 

A quasi tre anni dal referendum di Pomigliano (giugno 2010) e dalla manifestazione di Roma del 16 ottobre 2010 con più di mezzo milione di persone in piazza, dopo tanto girovagare da un progetto all’altro e tanto tergiversare è la FIOM ritornata al punto di partenza? Cioè è ritornata sulla via che la porta a diventare centro aggregatore e catalizzatore per la costituzione di un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate, il Governo di Blocco Popolare?

Questa era la questione decisiva posta alla manifestazione di sabato a Roma. La FIOM aveva chiamato a parteciparvi tutti i settori delle masse popolari, analogamente a come aveva fatto nell’ottobre di due anni e mezzo fa. A quella questione le masse popolari nel complesso hanno risposto che non hanno fiducia che la FIOM abbia ripreso e riprenda la via della costituzione del GBP. La loro partecipazione alla manifestazione di Roma di sabato scorso è stata certamente meno di un quinto di quella di due anni e mezzo fa. Nell’immediato questo è la risposta che più conta, è l’indice più sicuro di come decine e decine di migliaia di lavoratori e altri membri delle masse popolari giudicano la condotta che il gruppo dirigente della FIOM ha dato all’organizzazione negli ultimi anni. È una risposta significativa di cosa può svilupparsi dalle masse popolari, ancora più significativa di quanto lo sia stato il successo di Beppe Grillo e del M5S nelle elezioni di febbraio, dato il ruolo che gli operai hanno avuto in questa risposta e il ruolo che essi hanno nella nostra società. Ma restiamo per il momento alla FIOM. Continua a leggere

Avviso ai naviganti 19 – S. Raffaele e Richard Ginori

19 Mag

18 maggio 2013

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Ai compagni decisi a diventare Stato Maggiore della rivoluzione socialista

S. Raffaele e Richard Ginori

Praticare la concatenazione!

Ogni battaglia deve aprire la strada e creare le condizioni per una battaglia di livello superiore!

Dipende da noi!

La strategia per instaurare il socialismo nei paesi imperialisti è la Guerra Popolare Rivoluzionaria.

Il nuovo PCI promuove in Italia la GPR che culminerà nell’eliminazione della Repubblica Pontificia e l’instaurazione del socialismo: è anche il maggiore contributo che il nPCI e le masse popolari italiane possono e quindi devono dare alla nuova ondata della rivoluzione proletaria che avanza in tutto il mondo.

La fase attuale della GPR consiste nella costituzione del Governo di Blocco Popolare.

Attuare le parole d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti” e “a ogni individuo i beni e i servizi necessari per una vita dignitosa” è la sintesi di tanti obiettivi particolari su cui si costituiscono e moltiplicano le OO e OP che si coordinano tra loro e partecipano alla lotta per costituire il GBP (rendono il paese governabile da parte delle masse popolari organizzate) rendendo il paese ingovernabile da parte dei vertici della RP. Continua a leggere

La crisi attuale è la crisi del capitalismo! – La crisi attuale è una crisi strutturale, sistemica, epocale!

10 Mag

Comunicato CC 20/2013 – 9 maggio 2013

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La crisi in corso, l’Unione Europea e come la sinistra borghese intralcia la lotta delle masse popolari

Sull’economia reale capitalista del mondo intero grava attualmente una massa enorme di capitale finanziario che la usa per le sue operazioni e le succhia risorse (denaro, capitali, funzionari e sacerdoti del capitale) in misura crescente fino a renderne stentata e precaria la vita. Si tratta di una massa di denaro, depositi, titoli di proprietà o d’assicurazione e affini che tutto compreso ammontano a circa 10 milioni di miliardi di dollari in valore nominale.

Essa si è formata negli ultimi decenni come rimedio per salvare l’economia reale capitalista, quella dove i capitalisti fanno lavorare manodopera a produrre beni e servizi, dagli effetti della sovraccumulazione assoluta di capitale. Già nei primi anni ’70 del secolo scorso questi effetti incominciavano a turbare nuovamente l’economia capitalista mondiale con manifestazioni che allora vennero sintetizzate con il termine stagflazione (“l’acqua c’è, ma il cavallo non beve”). Se nei paesi imperialisti i capitalisti avessero continuato a investire nell’economia reale tutto o anche solo gran parte del capitale che venivano accumulando nelle loro mani, l’economia reale capitalista sarebbe stata rapidamente sconvolta e il movimento comunista, allora ancora forte, avrebbe ripreso nuovo slancio anche nei paesi imperialisti. Per alcuni decenni operazioni finanziarie di forme svariate, vecchie alcune e altre nuove, hanno fornito ai capitalisti un terreno d’investimento alternativo all’economia reale che così hanno preservato dalla crisi. La borghesia imperialista ha costituito istituzioni (società finanziarie, fondi d’investimento, banche, borse, ecc.) che lo manovrano, lo creano e lo alimentano e ha creato e consolidato una rete di conseguenti relazioni nazionali e internazionali tra proprietari, amministratori e alti funzionari civili e militari del mondo intero, facenti capo alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti. Continua a leggere

In morte di Giulio Andreotti, esponente tipico dei vertici della Repubblica Pontificia

7 Mag

Comunicato CC 19/2013 – 6 maggio 2013

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La morte di Giulio Andreotti sarà certamente l’occasione per molti discorsi, articoli, dibattiti e spettacoli. Ai comunisti, ai lavoratori avanzati, a tutti quanti vogliono trasformare le condizioni e la vita delle masse popolari del nostro paese la morte di Andreotti offre l’occasione per domandarsi, per domandare e per mettere in chiaro quale è la natura del regime politico che ha governato il nostro paese dopo la fine del Fascismo e la cacciata dei Savoia: diciamo negli ultimi 70 anni per fissare le date.

La cultura corrente spinge a concentrare l’attenzione sull’individuo: sulle caratteristiche personali di Giulio Andreotti. A far discendere dalle sue particolari doti o dai suoi particolari difetti il ruolo che egli ha svolto nella storia del nostro paese negli ultimi 70 anni, nei molti settori della vita sociale in cui direttamente o indirettamente ha esercitato potere, direzione o influenza.

Ma il ruolo che egli ha svolto è strettamente legato al regime del nostro paese nell’epoca in cui egli ha vissuto. Non sono le sue caratteristiche personali che hanno creato il suo ruolo. Esse hanno solo reso Giulio Andreotti adatto ad esercitarlo e hanno per così dire determinato dettagli e aspetti secondari della forma in cui lo ha esercitato. Continua a leggere