Per trasformare il mondo e porre fine al catastrofico corso delle cose, bisogna avere il coraggio di avanzare e di vincere!

7 Dic

Comunicato CC 32/2020 – 5 dicembre 2020

[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

Agli esponenti e agli eletti del M5S

Ai comunisti

 

Il M5S fino al 4 marzo 2018 ha dato voce al malcontento, all’insofferenza e all’indignazione di larga parte delle masse popolari contro il corso delle cose che da quaranta anni a questa parte i gruppi imperialisti italiani ed europei impongono prima con i governi del CAF (Craxi-Andreotti-Forlani) e poi con i governi delle Larghe Intese del PD + partiti satelliti con Berlusconi + i partiti complici Lega e FdI: il Patto del Nazareno. Per questo il M5S ha raccolto tanti voti. Dopo il 4 marzo il M5S ha ceduto ai vertici della Repubblica Pontificia, con la scusa che non aveva in Parlamento voti sufficienti per fare il governo da solo. Ma con chi avrebbero fatto il governo i vertici della Repubblica Pontificia se il M5S non avesse accettato di farlo che alle proprie condizioni? Che risultato avrebbero dato nuove elezioni?

Il M5S invece ha accettato le condizioni dei vertici della Repubblica Pontificia, prima con la Lega di Matteo Salvini e poi con il PD di Nicola Zingaretti. Ha formato governi in cui i posti chiave, tra cui il Ministero dell’Economia e della Finanze e il Ministero degli Interni e nel Conte 2 anche quello delle Forze Armate, erano nelle mani di uomini di fiducia dei vertici della Repubblica Pontificia e dell’Unione Europea. Per questo il M5S ha perso seguito tra le masse popolari. Ora si trova nuovamente in una situazione analoga a quella della primavera 2018.

Se opterà per gli interessi delle masse popolari italiane e boccerà il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) dando un colpo a tutta la costruzione UE dei gruppi imperialisti europei, il M5S risalirà la china nel favore delle masse popolari. Perché il MES non è che una catena in più che i gruppi imperialisti impongono alle masse popolari, oltre quelle già imposte con l’UE e la NATO: il MES prenderebbe a prestito dal sistema finanziario internazionale soldi che il governo italiano dovrebbe restituire con gli interessi, ma che potrebbe spendere solo sotto un controllo dell’Unione Europea più stretto dell’attuale. E la Grecia di Tsipras mostra cosa significa.

I vertici della Repubblica Pontificia minacciano la crisi di governo se il Parlamento non approva la riforma del MES. Basta non avere paura della crisi e non cedere alla minaccia. Anche se i vertici della RP ricorrono alla crisi di governo, poi dovranno cedere. Nell’immediato non hanno altra soluzione che cedere loro e il nuovo governo anti-MES e anti-UE troverà una maggioranza anche in Parlamento oltre che tra le masse popolari. Il suo futuro dipenderà poi dalle misure che farà valere contro la pandemia e contro la crisi economica, ambientale, culturale e in generale sociale.

Quindi se il M5S non cede, cederanno i vertici della RP: ma punteranno a riguadagnare con il tempo le posizioni che cedono oggi. Cioè punteranno a sabotare e boicottare l’attività del governo tramite gli alti dirigenti della Pubblica Amministrazione, uomini scelti dai vertici della RP. Lo si è visto bene con Tito Boeri all’opera alla testa dell’INPS. I vertici della RP punteranno a erodere il governo anti-MES e anti-UE, ricattandolo e indebitandolo in combutta con i gruppi imperialisti italiani ed europei e con il sistema finanziario internazionale e ricorrendo ad attentati, stragi di Stato, assassini stile USA-Mossad e ad analoghe operazioni di cui hanno una lunga esperienza.

Ma il nuovo governo sarà in grado di far fronte con successo a minacce e ricatti se si appoggerà alle masse popolari: agli organismi di lavoratori che già sono sorti e sorgeranno nelle aziende e in ogni dove: dalla Whirlpool di Napoli, alla ex-ILVA di Taranto, alle aziende travolte dall’intesa FCA-Peugeot, in tutte le aziende minacciate di chiusura, di riduzione, di morte lenta e delocalizzazione. Se nazionalizzerà senza indennizzo e farà funzionare le aziende che i capitalisti vogliono chiudere. Se assicurerà un reddito dignitoso a ogni lavoratore dipendente e autonomo e un sussidio adeguato alle aziende che a causa della pandemia devono fermarsi. Il governo anti-MES e anti-UE deve appoggiarsi agli organismi operai e popolari che già sono sorti e che sorgeranno in ospedali, scuole e altre istituzioni pubbliche e aziende private, agli organismi che già sono sorti e sorgeranno in paesi e quartieri, nelle stessi corpi delle Forze Armate e della Forze dell’Ordine e negli altri settori comunali, regionali e statali della Pubblica Amministrazione.

Il Debito Pubblico è uno spauracchio solo per chi se ne lascia spaventare e lo subisce. I gruppi imperialisti e il sistema finanziario internazionale hanno bisogno del Debito Pubblico italiano e degli altri Stati. Devono investire da qualche parte i loro enormi e crescenti capitali finanziari. I gruppi imperialisti europei hanno creato il MES per strangolare con il Debito Pubblico le masse popolari dei paesi europei, per fare attuare dai governi nazionali l’eliminazione delle conquiste che ancora restano e spremerle ancora di più. Lo Stato può consolidare o abolire il Debito Pubblico, come gli conviene. I gruppi imperialisti non possono fare altro che cercare di strozzarlo finanziariamente, ma ci sono molte vie per resistere alla loro aggressione: con l’intervento capillare degli organismi operai e popolari all’interno del paese e ricorrendo alle procedure internazionali a cui ricorrono Cuba, Venezuela, Iran, Federazione Russa, Repubblica Popolare Cinese e tutti gli altri paesi che non cedono a sanzioni e ricatti della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti e non li lasciano scorazzare liberamente nel proprio paese.

I comunisti favorevoli alla rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato (tra loro i promotori di “costituenti comuniste”) devono appoggiare questo corso delle cose. Devono contribuire a trasformare in ogni azienda capitalista e pubblica, in ogni istituzione, in ogni paese, quartiere e città gli embrioni già esistenti (gli individui più attivi, più coscienti, più avanzati) in veri e propri organismi operai e popolari, centri locali del nuovo potere. La rivoluzione socialista non cade dal cielo. Arriveremo a instaurare il socialismo perché via via le masse popolari si renderanno conto che per attuare le misure di cui hanno bisogno e trattare in modo positivo le contraddizioni tra loro, devono e sono in grado di far leva su se stesse (organismi operai e popolari), sui comunisti e sul Partito comunista. Dopo l’esperienza della prima ondata mondiale di rivoluzioni (1917-1976) sollevata dalla costruzione dell’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin che le masse popolari hanno alle spalle e con le trasformazioni che essa ha lasciato nel mondo e nel nostro paese, il Partito comunista diventa grande e forte solo man mano che promuove la rivoluzione socialista: lo abbiamo già visto nella Resistenza 1943-1945. Quelli che prima vogliono costruire un partito comunista grande e forte (come il vecchio PCI lo era diventato facendo la Resistenza) e solo dopo fare la rivoluzione socialista, ben a ragione li chiamiamo attendisti. Hanno una concezione libresca e idealista della rivoluzione socialista.

Avanti quindi con iniziativa e coraggio.

L’attuale pandemia è un risultato della sopravvivenza del capitalismo e della direzione dei gruppi imperialisti ristabilita nel mondo più di quaranta anni fa a seguito della decadenza dell’Unione Sovietica diretta da Krusciov e da Breznev e della sconfitta della Rivoluzione Culturale Proletaria del popolo cinese promossa da Mao Tse-tung. Ma questa pandemia ha fatto esplodere la crisi economica, ambientale e in generale sociale che era in corso da tempo. Ha creato condizioni che rendono necessaria la rivoluzione socialista. Questa è un movimento pratico che sfocia nell’instaurazione del socialismo: 1. il potere nelle mani dei lavoratori organizzati attorno al Partito comunista che reprime i tentativi dei capitalisti e dei loro agenti, 2. la gestione pubblica pianificata delle attività economiche per soddisfare i bisogni della popolazione e dei rapporti con gli altri paesi, 3. la promozione della crescente partecipazione delle masse popolari, delle donne e dei giovani a tutte le attività specificamente umane. Sta a noi comunisti promuoverla e farla avanzare!

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Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 84 di La Voce 65: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

Inviare alla Delegazione <delegazione.npci@riseup.net> l’indirizzo email di ogni conoscente e di ogni organismo a cui può essere utile ricevere i Comunicati del Partito

Mettersi in contatto con il Centro del Partito (usando il programma di criptazione PGP e il programma per la navigazione anonima TOR) e cimentarsi sotto la sua guida nella costruzione di un Comitato di Partito clandestino nella propria azienda, scuola o zona d’abitazione!

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