Manifestare contro la sottomissione del governo M5S-Lega ai gruppi imperialisti italiani, alla BCE e all’UE, alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti e al suo sistema finanziario

18 Dic

Comunicato CC 24/2018 – 18 dicembre 2018

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Che l’opera dei Gilet gialli in Francia sia un esempio per le masse popolari di tutti gli altri paesi europei!

Allargare la breccia aperta dalle masse popolari nel sistema politico del nostro paese con il voto del 4 marzo!

Promuovere l’organizzazione dei lavoratori avanzati in ogni azienda capitalista e pubblica, in ogni istituzione civile e militare, in ogni quartiere e paese!

Nonostante le vanterie di Matteo Salvini e i proclami di Luigi Di Maio, le promesse elettorali del M5S e della Lega si infrangono davanti all’opposizione del sistema finanziario internazionale impersonato dalla Commissione Europea e dalla Banca Centrale Europea.

Sono un po’ più di sei mesi che il governo M5S-Lega è insediato. La definizione del bilancio statale per il 2019 ha messo alla prova la sua volontà e capacità di rompere la sottomissione dello Stato italiano ai gruppi imperialisti europei impersonati dalla loro Commissione Europea e dalla loro Banca Centrale e la sua capacità di realizzare le promesse elettorali favorevoli alle masse popolari incluse nel Contratto di governo, in particolare il reddito di cittadinanza e l’abolizione della Legge Fornero contro i pensionati.

In realtà il governo M5S-Lega sta rinviando di mese in mese l’attuazione di questi due provvedimenti e sta sottomettendo il suo piano di entrate e di spese per l’anno prossimo alle imposizioni del sistema finanziario internazionale dettate dalla Commissione Europea. Ha ridotto il disavanzo complessivo dello Stato per il 2019 dal 2.4% del PIL al 2.04 (“i numerini” di Salvini e Di Maio), in gran parte (4 su 6.5 miliardi di euro di riduzione) a spese dei pensionati e dei poveri (rinvio della correzione della Legge Fornero e dell’erogazione del reddito di cittadinanza) e per il resto con nuove privatizzazioni del patrimonio pubblico e nuove riduzioni della spesa sociale. Prosegue cioè la linea dei governi delle Larghe Intese: da Prodi, a Berlusconi, a Monti, a Letta, a Renzi, a Gentiloni. Nessuna decisione ancora a proposito delle pensioni d’oro e dei redditi faraonici di funzionari, politicanti e amministratori di aziende capitaliste e pubbliche. Nessuna misura contro i responsabili dei crolli (il Ponte Morandi di Genova è esemplare), delle inondazioni e della devastazione del paese, i fruitori delle privatizzazioni di Prodi e suoi complici e successori.

Al contrario il governo M5S-Lega ha già ripreso per suo conto e in alcuni casi persino peggiorato (Decreto Matteo Salvini sulla Sicurezza) la repressione dei lavoratori e degli studenti in lotta (aumento delle pene per blocchi stradali, aumento delle pene pecuniarie che per i ricchi significano l’impunità, estensione del DASPO), le espulsioni di famiglie e attività sociali che occupano case vuote e la persecuzione degli immigrati: tutte attività già collaudate dai governi   delle Larghe Intese tra Berlusconi e PD, mentre le Forze Armate italiane continuano agli ordini della NATO le guerre nei paesi oppressi e i gruppi capitalisti italiani proseguono la loro parte nella loro manomissione economica e sociale. Le misure che “il governo del cambiamento” ha preso a favore dei lavoratori si limitano al prolungamento della Cassa Integrazione Guadagni per i casi di cessazione di attività, CIG che il governo Renzi-Gentiloni aveva soppresso con il Jobs Act. Nel frattempo continuano in tutto il paese le grandi opere inutili e dannose alle masse popolari, come il TAP in Puglia e il Terzo Valico in Liguria. La scusa è che dovrebbero creare posti di lavoro, ma in realtà gli innumerevoli lavori necessari per porre riparo al degrado delle strutture e del territorio nell’intero paese ristagnano: sono per i capitalisti meno redditizi delle grandi opere. Il degrado sociale, morale, intellettuale e ambientale, dell’istruzione, della sanità e della sicurezza dell’ambiente, delle persone e dei beni prosegue in tutto il paese. Il lavoro diventa sempre più precario, in molte aziende capitaliste e istituzioni pubbliche viene ridotto il personale, proseguono lo smembramento delle aziende, la loro vendita a gruppi capitalisti stranieri, la chiusura o delocalizzazione all’estero. La Bekaert di Figline Valdarno è un caso esemplare: uno dei pochi assurti all’onore delle cronache nonostante la cappa di silenzio che il sistema di disinformazione e di intossicazione dell’opinione pubblica fa gravare sulle masse popolari.

Finora tutto sommato il cambiamento del paese è rimasto sulla carta.

Finché l’apparato produttivo del nostro paese è in mano ai capitalisti e funziona per i loro interessi e secondo le procedure che ne derivano, la spesa dello Stato e in particolare il disavanzo tra la quantità di denaro che la Pubblica Amministrazione incamera ogni anno con imposte, tasse, ticket e altri tributi e quello che spende in salari, acquisti e trasferimenti a imprese, istituzioni e famiglie è un fattore determinante della quantità delle attività produttive di beni e servizi e dell’occupazione, del livello di vita dei proletari e della limitazione del degrado sociale e ambientale. È quello che noi marxisti indichiamo dicendo che i rapporti di produzione hanno oramai assunto un carattere collettivo che contrasta con la permanenza della proprietà privata delle forze produttive e dell’iniziativa economica dei capitalisti.

La sottomissione del governo alle pretese di aumentare il trasferimento di denaro dallo Stato ai membri del sistema finanziario italiano e internazionale (istituzioni finanziarie, fondi d’investimento, banche e altri gruppi italiani e stranieri detentori dei titoli del Debito Pubblico e acquirenti dei nuovi titoli) soffoca le attività produttive e aumenta la divisione tra da una parte ricchi che diventano sempre più ricchi e dediti a sprechi e a lussi e dall’altra lavoratori che diventano sempre più poveri e precari.

A fronte di questo corso delle cose noi dobbiamo mobilitare elettori e attivisti del M5S e della Lega: una larga parte di essi si è stretta attorno al M5S e alla Lega perché indignata per la linea seguita dai partiti delle Larghe Intese, nella fiducia che M5S e Lega mantenessero fede alle loro promesse. Dobbiamo anche con loro incalzare il governo perché attui le promesse elettorali favorevoli alle masse popolari, rompa effettivamente con le catene dell’Unione Europea e della NATO e faccia valere la sovranità del popolo italiano nel proprio paese scritta nella Costituzione del 1948, contro le ingerenze e le pretese dell’Unione Europea, della NATO e del Vaticano. La collaborazione e la solidarietà con i popoli degli altri paesi sono impossibili senza sovranità nazionale. Senza sovranità nazionale si ha la sottomissione dei lavoratori italiani ai gruppi imperialisti internazionali con i quali i grandi capitalisti italiani, il Vaticano e i gruppi della criminalità organizzata formano un tutt’unico, si ha la rovina del nostro paese.

In una società basata sul modo di produzione capitalista, uno Stato non è sovrano se non può creare tutta la moneta necessaria alle sue spese (ogni iniziativa politica comporta spese monetarie) compatibile con il sistema monetario del paese. Uno Stato che per le sue iniziative dipende dal sistema finanziario dei gruppi imperialisti italiani o stranieri (cioè dai loro prestiti) ha rinunciato alla sua sovranità politica. La NATO che dal 1949 si è impiantata in Italia con le sue basi e le sue trame ha privato il nostro paese di una parte delle sue prerogative sovrane in campo politico. Il “divorzio” del 1981 tra Ministero del Tesoro e Banca d’Italia, la creazione del sistema monetario europeo e il Trattato di Maastricht   hanno completato l’abolizione della sovranità del popolo italiano scritta nella Costituzione del 1948.

Quanto alla sicurezza delle persone e dei beni, tanto sbandierata da Matteo Salvini, finché una parte importante delle popolazione non ha un lavoro stabile, utile e dignitoso, è inevitabile che diminuisca, per quanto il governo aumenti pene e gendarmi ed estenda il numero degli individui in possesso di armi. Le persone prive di un lavoro stabile, utile e dignitoso costituiscono un esercito di riserva per la malavita organizzata e per i traffici più loschi dei ricchi ed è inevitabile che i più intraprendenti cerchino di mettersi in proprio. La sicurezza delle persone e dei beni diminuisce tanto più quanto più aumenta la parte della popolazione che non ha un lavoro stabile, utile e dignitoso.

Anche la salvaguardia dell’ambiente è impossibile senza la rottura con il sistema dell’iniziativa privata dei capitalisti. Questi sono animati da una insaziabile voracità di denaro, sacrificano tutto per avere più denaro, stanno distruggendo ogni cosa in nome del denaro. L’esperienza lo dimostra: è dagli anni ’70 del secolo scorso che si parla di salvaguardia dell’ambiente, ma il degrado non ha fatto che peggiorare. Per invertire la rotta, bisogna che il sistema della produzione dei beni e dei servizi e della loro distribuzione, in una parola l’economia del paese, diventi pubblico e sia diretto dai lavoratori organizzati: bisogna produrre per soddisfare bisogni, non per fare profitti e aumentare il denaro nelle mani dei capitalisti.

Un governo che si propone seriamente di cambiare il paese deve imporre a ogni grande azienda che opera sul territorio italiano di sottoporre al Ministero dello Sviluppo Economico i propri piani industriali per ottenere il benestare dal punto di vista della qualità dei prodotti, dell’occupazione, dell’impatto ambientale, deve vietare la vendita di aziende a gruppi esteri che per loro natura sfuggono all’autorità dello Stato italiano, deve vietare lo smembramento delle aziende, la riduzione del personale, la chiusura e la delocalizzazione. Ogni aumento della produttività del lavoro, e in questo campo l’informatica ha aperto ampi margini in gran parte ancora da valorizzare, deve tradursi non in riduzione del numero dei lavoratori, ma in miglioramento delle condizioni di lavoro, in riduzione del tempo di lavoro e in sviluppo delle attività specificamente umane.

Il passo indispensabile da fare è l’organizzazione dei lavoratori più avanzati in ogni azienda capitalista e pubblica e in ogni istituzione (scuola, ospedali, uffici pubblici locali e statali, civili e militari), superando le tradizionali divisioni tra sindacati e partiti. Questo è il compito immediato in cui il Partito dei CARC e il (nuovo) Partito comunista collaborano tra loro. I documenti del V Congresso nazionale del P.CARC (26 e 27 gennaio 2019) affrontano su larga scala proprio questo compito. Entrambi i partiti sollecitano la partecipazione e la collaborazione di tutti gli organismi, i gruppi e gli individui di buona volontà. Ogni organizzazione operaia e popolare deve difendere i diritti e gli interessi dei lavoratori, promuovere da subito i lavori che si possono fare a livello locale, esigere che le autorità in carica li facciano, farli fare direttamente e costringere le pubbliche autorità e le banche a pagare i lavoratori. Ogni azienda deve diventare per disoccupati e precari centro di reclutamento, organizzazione, formazione e impiego in lavori utili e dignitosi. Ogni organizzazione operaia e popolare deve coordinarsi con le analoghe organizzazioni operaie e popolari di tutto il paese fino a creare le condizioni per costituire un governo che attui pienamente ed effettivamente il cambiamento del paese.

Basta con l’asservimento del popolo italiano a un pugno di finanzieri e speculatori italiani, americani, europei e di altri paesi, con la scusa del Debito Pubblico!

Nessuna azienda deve essere chiusa, smembrata, ridotta di dimensioni, venduta a gruppi stranieri.

Far valere la sovranità nazionale iscritta nella Costituzione del 1948, contro il Vaticano e contro la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti e le loro istituzioni UE, BCE, FMI, NATO!

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Per mettersi in contatto con il Centro del (n)PCI senza essere individuati e messi sotto controllo dalle Forze dell’Ordine borghese, una via consiste nell’usare TOR [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ], aprire una casella email con TOR e inviare da essa a una delle caselle del Partito

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