Che la protesta prenda la via della costruzione di un’alternativa politica e sociale al sistema della borghesia imperialista…

25 Ott
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Comunicato CC 30/2020 – 25 ottobre 2020

[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

La situazione si fa sempre più drammatica e caotica. Il sistema politico e sociale della borghesia è in sfacelo. Dobbiamo sviluppare il potere delle masse popolari organizzate!

Che la protesta prenda la via della costruzione di un’alternativa politica e sociale al sistema della borghesia imperialista, causa del catastrofico corso delle cose, in definitiva dipende e dipenderà da noi, da ognuno di noi!

Il malcontento, l’insofferenza e l’indignazione delle masse popolari esplodono in rivolte. È principalmente un segnale positivo. I fatti di Napoli 23 e 24 ottobre si ripeteranno: la repressione non basterà a soffocare l’esplosione. Ogni forza politica e ogni gruppo organizzato cerca di approfittarne a proprio vantaggio: dai gruppi avventuristi e imbroglioni delle Larghe Intese (Lega, Fratelli d’Italia), agli scimmiottatori del fascismo del secolo scorso (CasaPound, Forza Nuova e altri), alla malavita organizzata. Sta invece a noi comunisti far diventare il malcontento, l’insofferenza e l’indignazione delle masse popolari e le loro ribellioni una forza che instaura il socialismo. Giunto all’attuale punto di sviluppo, il modo di produzione capitalista inevitabilmente genera un corso catastrofico delle cose: ogni capitalista deve valorizzare il proprio capitale. A questo sacrifica ogni interesse e diritto dei capitalisti suoi concorrenti e con ancora meno scrupoli quelli delle masse popolari: salute, ambiente, diritto al lavoro e a un reddito dignitoso, istruzione… tutto e il capitalista che non lo fa viene espulso dalla sua classe, perde il suo capitale. Le autorità politiche della borghesia imperialista in definitiva devono fare i suoi interessi. La borghesia imperialista non può che imporre l’attuale catastrofico corso delle cose.

La situazione si fa sempre più drammatica e caotica. Nessun individuo sa fin dove arriverà: non c’è dubbio che gli uomini sono in grado di cambiare il corso delle cose, ma è altrettanto certo che per farlo devono condurre un’operazione collettiva su grande scala che ogni individuo può e deve contribuire a mettere in opera, ma che nessuno individualmente è in grado di mettere in opera da solo. Per questo il movimento comunista cosciente e organizzato è un fattore decisivo della storia che dobbiamo fare e il partito comunista quello decisivo e l’esperienza della prima ondata ha dimostrato che nei paesi imperialisti è il più difficile da costruire.

Siamo in una situazione nuova, creata dalla storia che abbiamo alle spalle: dall’esaurimento della prima ondata delle rivoluzione proletaria (1917-1967), dallo sviluppo della seconda crisi generale per sovrapproduzione assoluta di capitale (il capitale è cresciuto tanto che è impossibile ai capitalisti impiegarlo tutto nella produzione e riproduzione delle condizioni dell’esistenza), della ripresa in mano da parte della borghesia (Thatcher, Reagan, ecc.) della direzione del corso delle cose nel mondo.

Il modo di produzione capitalista sviluppatosi in Europa a partire dai primi secoli del secondo millennio ha dato il via a un illimitato progresso scientifico e al suo impiego pratico. Il progresso scientifico ha accresciuto e illimitatamente accresce il dominio dell’uomo sul resto della natura. L’umanità subisce le conseguenze nefaste del progresso scientifico perché non ha ancora adottato l’ordinamento sociale che a questo progresso scientifico si confà. La conseguenza di questo ritardo è che la situazione attuale dell’umanità è come se un’arma di distruzione di massa di illimitata potenza fosse finita nelle mani di un bambino o di un pazzo che la usano senza consapevolezza della sua potenza e dei suoi effetti, cioè senza criterio, alla cieca.

È vero che le epidemie capitano dal tempo dei tempi. Un tempo gli uomini perfino si mangiavano tra loro, erano cannibali. Non solo le epidemie, ma molte delle piaghe che ancora oggi affliggono l’umanità risalgono al tempo dei tempi. Ma gli uomini non andavano ancora sulla Luna, né mandavano oggetti su Marte e più lontano, né producevano le centinaia di migliaia di sostanze di sintesi che oggi (da quando hanno sviluppato la chimica) producono, di cui inondano il mondo e i cui effetti sull’ambiente in cui viviamo e su noi stessi non sempre sono positivi. Oggi i contatti e altre vie di trasmissione di virus (o di altri elementi patogeni) sono ben altri di quelli anche solo di duecento anni fa. Però oggi gli uomini dispongono già delle conoscenze e dei mezzi necessari per conservare la natura, addirittura per migliorarla, evitare cataclismi e catastrofi naturali. Ma il modo di produzione capitalista è incompatibile con questi compiti e queste opportunità. Gli uomini devono darsi un sistema politico e sociale adeguato ai progressi compiuti. Il socialismo (potere nelle mani delle masse popolari organizzate capeggiate dal partito comunista, gestione pubblica pianificata dell’attività economica, crescente partecipazione delle masse popolari all’attività politica e a tutte le attività specificamente umane) è l’inizio di questo sistema.

Dobbiamo quindi adottare, costringere le autorità di fatto esistenti ad adottare, spingere tutti e costringere i renitenti ostinati ad adottare tutti i mezzi che nell’immediato neutralizzano o almeno alleviano gli effetti nefasti del virus che si è diffuso (medicina di prossimità, territoriale e di base; protezione degli anziani e degli immunodeficienti; produzione e uso universale e non riservato ai privilegiati delle medicine antivirali già note; moltiplicazione dei mezzi e strumenti di terapia intensiva; adozione diffusa dei mezzi di protezione individuale; messa a punto del vaccino spezzando la concorrenza tra gruppi finanziari e laboratori di ricerca).

Contemporaneamente (e le due cose sono connesse), dobbiamo operare perché l’umanità adotti un ordinamento sociale confacente al grado che essa ha raggiunto di dominio sul mondo e di conoscenza delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia. Forza base e principale di questa trasformazione sociale sono i lavoratori delle aziende capitaliste e pubbliche, gli altri proletari (lavoratori precari, dipendenti di aziende familiari e disoccupati), i lavoratori autonomi, le donne che il sistema capitalista discrimina, i giovani che il sistema capitalista condanna a un’istruzione di basso livello e ai quali il sistema capitalista nega un futuro dignitoso, gli immigrati che il sistema capitalista sfrutta ed emargina.

Che essi si ribellino al corso delle cose è molto bene, i comunisti devono porsi alla loro testa.

Noi comunisti dobbiamo mobilitare e organizzare, sostenere con forza tutte le loro lotte contro gli effetti della crisi generale del capitalismo, anche lotte contrastanti, perché è il modo di produzione capitalista che le rende contrastanti (nel socialismo c’è posto per tutti quelli che svolgono scrupolosamente il loro lavoro e nella società socialista ogni adulto ha un posto di lavoro dignitoso).

Quelli che vogliono essere comunisti devono organizzarsi per svolgere i compiti fin qui illustrati in unità d’azione e trarre le lezioni utili alla rivoluzione in corso dal bilancio della prima ondata della rivoluzione proletaria scatenata nel mondo dalla vittoria della Rivoluzione d’Ottobre e dalla costruzione dell’URSS di Lenin e di Stalin, dai suoi successi arrivati fino alla fondazione della Repubblica Popolare Cinese e di altri paesi socialisti e dal suo esaurimento senza aver instaurato il socialismo nel mondo.

Questa è l’alternativa realisticamente praticabile all’attuale catastrofico corso delle cose. Questo è la linea che noi comunisti seguiamo in ogni ambito e in ogni campo.

Questa è la linea che devono seguire tutti quelli che vogliono veramente porre fine al corso catastrofico delle cose.

Questa è la linea che deve adottare il M5S diventato forza del governo della Repubblica Pontificia: cambiare il modo di funzionare può essere necessario ma non basta; la denuncia del catastrofico corso delle cose bastava finché il M5S era forza di opposizione; al governo deve fare e per fare deve ricorrere alla mobilitazione e organizzazione delle masse popolare ed eliminare gli esponenti delle alte cariche civili e militari dell’Amministrazione Pubblica, i tipi alla Tito Boeri ex presidente dell’INPS, che sabotano l’attuazione delle misure favorevoli alle masse popolari, smettere di salvaguardare gli interessi dei Benetton, degli Agnelli-Elkann, di Whirlpool, dei gruppi promotore delle grandi opere (TAV, TAP, ecc.) inutili se non dannose, ecc.

La situazione è favorevole allo sviluppo del potere delle masse popolari organizzate. Abbiamo molto da imparare e da fare, ma la vittoria è possibile. La borghesia non ha futuro. La pandemia da coronavirus Covid-19 è un esempio di quello che essa porta l’umanità: distruzione dell’ambiente, inquinamento, povertà, disoccupazione e miseria.

Far avanzare la rivoluzione socialista è la sola via per evitare il disastro.

Bando alla paura!
Bando alla sfiducia e al disfattismo!

Non sono le masse popolari che non combattono: siamo noi comunisti che dobbiamo imparare a svolgere meglio il nostro ruolo!

Costituire Comitati di Partito in ogni azienda, scuole, istituzione pubblica e in ogni territorio!

Mettersi in contatto con il Centro del Partito!

La riscossa delle masse popolari è possibile! Ciascuno può e deve dare il suo contributo!

Il partito comunista è il fattore decisivo della vittoria!

Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 72 di La Voce 65: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

Inviare alla Delegazione <delegazione.npci@riseup.net> l’indirizzo email di ogni conoscente e di ogni organismo a cui può essere utile ricevere i Comunicati del Partito

Mettersi in contatto con il Centro del Partito (usando il programma di criptazione PGP e il programma per la navigazione anonima TOR) e cimentarsi sotto la sua guida nella costruzione di un Comitato di Partito clandestino nella propria azienda, scuola o zona d’abitazione!

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