Perché il movimento comunista che nel secolo scorso aveva assunto nel mondo intero la direzione dello sviluppo dell’umanità, si è ridotto in Europa al livello attuale?

22 Ott

Comunicato CC 29/2020 – 22 ottobre 2020

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Ai promotori e attivisti delle “costituenti comuniste”

Perché il movimento comunista che nel secolo scorso aveva assunto nel mondo intero la direzione dello sviluppo dell’umanità, si è ridotto in Europa al livello attuale?

Cosa devono fare quelli che sono coscienti che la sua rinascita è necessaria?

Per far rinascere il movimento comunista, la coscienza della sua necessità e la buona volontà non bastano, tanto meno basta l’unità organizzativa di tutti quelli che si dichiarano comunisti. Occorre individuare le cause dell’esaurimento della prima ondata della rivoluzione socialista (1917-1976) e giovarsi delle lezioni che ne derivano.

La coscienza della necessità del movimento comunista si diffonde e le condizioni sono favorevoli alla sua rinascita. Infatti la pandemia del coronavirus Covid-19 ha fatto deflagrare la crisi economica, ambientale, culturale e sociale che si sviluppava da tempo e la borghesia imperialista non ha soluzioni accettabili per le masse popolari.

La borghesia imperialista, e per quanto riguarda il nostro paese la Repubblica Pontificia e il sistema politico delle Larghe Intese, sono responsabili di aver creato le condizioni ambientali e sociali favorevoli allo sviluppo di pandemie. Certo le epidemie ci sono sempre state, ma oggi non siamo a due secoli fa: oggi l’umanità ha le conoscenze e i mezzi per prevenire lo sviluppo di epidemie come, in generale, di preservare e migliorare la natura.

Ma c’è di peggio: contro la pandemia in corso le autorità della Repubblica Pontificia (RP) non hanno adottato e non adottano adeguati mezzi e misure di cura e di prevenzione (la medicina territoriale e di base, la protezione degli anziani e degli immunodeficienti, la moltiplicazione dei posti per terapia intensiva, la messa a punto del vaccino). Si profondono invece in pie esortazioni e ne approfittano per ostacolare la mobilitazione delle masse popolari e in particolare dei lavoratori e per reprimerli, in particolare con pene pecuniarie che non toccano i ricchi (quindi oltretutto anche anticostituzionali). Rimandano la ripresa economica ai soldi che le autorità dell’Unione Europea promettono di erogare l’anno prossimo e gli anni successivi (con il contagocce) in cambio oggi e subito della maggiore sottomissione politica e della partecipazione del nostro paese alle campagne militari NATO e alle sanzioni commerciali e finanziarie NATO e UE contro i paesi indocili (“paesi canaglia”) dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina, contro la Federazione Russa e contro la Repubblica Popolare Cinese. Quanto alla crisi ambientale, per capire cosa in realtà fanno le nostre autorità basta considerare la condotta dell’ENI, le grandi opere inutili e dannose e le guerre in corso in Africa e in Asia per estrarre e veicolare petrolio e gas in quantità crescenti.

Contro questo corso delle cose si moltiplicano nelle aziende capitaliste e pubbliche le proteste e le lotte rivendicative dei lavoratori, si moltiplicano nelle città e nei villaggi le proteste delle masse popolari e le iniziative autonome (brigate di solidarietà e altro). Molte sono anche le iniziative per coordinarle a livello locale e nazionale, per farne una forza che impedisce alle autorità locali e nazionali di proseguire nell’attuazione del programma comune che la borghesia imperialista impone da quando, quasi cinquanta anni fa, ha ripreso in mano la direzione del corso delle cose. In Italia le masse popolari fanno leva anche sulla breccia aperta nel sistema delle Larghe Intese con le elezioni del 4 marzo 2018 e che finora si è espressa nel governo prima M5S-Lega e poi M5S-PD. Aumenta il consenso ai propositi di costituire un sistema di potere delle masse popolari organizzate che sostituisca interamente nell’attività civile e militare dello Stato italiano le Larghe Intese ed elimini l’influenza del Vaticano, dell’UE, della NATO e del mondo finanziario nazionale e internazionale.

Questo movimento multiforme delle masse popolari italiane è sospinto dall’esperienza degli effetti nefasti sempre più gravi della crisi generale del capitalismo che colpiscono le masse popolari del nostro paese. Esso si inserisce in movimenti analoghi in corso negli altri paesi europei, in tutti i paesi del sistema imperialista mondiale e, in modi diversi, in tutto il mondo. Un esempio di questo corso delle cose è l’esito delle elezioni che in Bolivia la scorsa domenica 18 ottobre hanno clamorosamente condannato il colpo di Stato contro la presidenza di Evo Morales promosso dalle autorità dei gruppi imperialisti USA nell’ottobre 2019.

Molte sono anche in Italia le persone consapevoli che questo movimento per dare una svolta decisiva al corso delle cose deve avere alla sua testa il partito comunista che lo dirige verso l’instaurazione del socialismo. Non mancano le iniziative che mirano a far esistere un partito comunista all’altezza di questo suo compito storico: nel seguito ci riferiremo ad esse, pur riconoscendone la diversità per ispirazione, propositi concreti e forza, con la denominazione di costituenti comuniste. In ognuna di esse l’avanguardia reale, l’ala sinistra, è composta da quelli che 1. si dedicano senza riserve al bilancio del movimento comunista del secolo scorso, 2. si chiedono perché il grande movimento comunista sviluppatosi in tutto il mondo sulla scia e sulla spinta della Rivoluzione d’Ottobre, dell’Internazionale Comunista e della costruzione dell’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin si è esaurito e a prevenirne l’esaurimento non è bastata neanche la Grande Rivoluzione Culturale Proletaria del Popolo Cinese (1966-1976) promossa dal PCC di Mao Tse-tung e 3. verificano le loro risposte applicandole oggi nel nostro paese nella lotta per la rinascita del movimento comunista e lo sviluppo della rivoluzione socialista. Essi rompono con l’empirismo e il pragmatismo dettati dall’influenza che la borghesia imperialista e il clero esercitano tra gli aspiranti comunisti tramite la sinistra borghese (ogni gruppo con la sua “lista della spesa” di obiettivi immediati e di buon senso): borghesia e clero per loro natura rifuggono dalla comprensione scientifica del corso delle cose dato che questo li condanna alla scomparsa, noi comunisti ne abbiamo assoluto bisogno per mobilitare le masse popolari a creare il loro futuro.

Il (nuovo)Partito comunista italiano ha dedicato molte energie per elaborare il bilancio del movimento comunista del secolo XX, dare risposte scientificamente fondate a questa questione e verificarle. Ovviamente la conferma definitiva che le nostre risposte sono giuste sta nel successo dell’opera che sulla base di esse abbiamo solo incominciato. Esse non sono un brevetto, ma per chi vuole contribuire alla rinascita del movimento comunista è da irresponsabili non tenerne conto. La libertà di critica è ovvia, ma consiste nel contrapporre una tesi a un’altra, come Lenin ha ben spiegato nel cap. 1 di Che Fare? (1902). Un dibattito franco e aperto è indispensabile.

I compagni che per adempiere al compito della ricostruzione del partito comunista si affidano al buon senso e alla buona volontà, che rimandano la prova della giustezza della loro linea al seguito che le loro iniziative riscontrano o riscontreranno tra le masse popolari, sono fuori strada. Date le caratteristiche della società costruita sul modo di produzione capitalista, senza teoria rivoluzionaria il movimento che instaurerà il socialismo non può svilupparsi oltre un livello elementare.

L’esaurimento del movimento comunista in Europa nella seconda parte del secolo scorso è principalmente il risultato dei limiti degli esponenti più avanzati e più devoti alla causa, della sinistra dei partiti comunisti, nella comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della rivoluzione che i partiti comunisti dirigevano con grande seguito tra le masse popolari. Per contribuire alla rinascita del movimento comunista bisogna capire quali sono stati questi limiti e operare in conseguenza. Senza la comprensione di questi limiti e il loro superamento non è possibile costruire il partito comunista capace di svolgere il ruolo che gli spetta nella rivoluzione socialista nei paesi imperialisti.

La conclusione delle nostre ricerche è che i limiti principali dell’ala sinistra dei partiti comunisti europei, particolarmente evidenti nell’esperienza dei partiti comunisti italiano e francese, sono stati tre, come in maggiore dettaglio abbiamo illustrato nel nostro Manifesto Programma (2008) e in I quattro temi principali da discutere nel movimento comunista internazionale (2016). Essi riguardano:

1. la crisi generale derivante dalla sovrapproduzione assoluta di capitale, che ha non eliminato ma reso secondarie le crisi cicliche dovute al carattere anarchico della produzione capitalista: i partiti comunisti invece hanno continuato ad analizzare il corso delle cose in termini di crisi cicliche;

2. il regime politico dei paesi imperialisti: non potendo fare a meno di un certo livello di consenso o almeno di passività delle masse popolari in campo politico, la borghesia ha instaurato un sistema di controrivoluzione preventiva: i partiti comunisti hanno continuamente oscillato tra elettoralismo e militarismo;

3. la forma della rivoluzione socialista nei paesi imperialisti non è né un’insurrezione scatenata dal partito comunista né una rivolta generale delle masse che scoppia a seguito delle sofferenze imposte dai capitalisti alle masse popolari nel corso della quale i comunisti prendono il potere: la rivoluzione socialista ha la forma di una guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata, invece il militarismo e l’economicismo sono e continuano ad essere piaghe dei gruppi e partiti comunisti. Questo determina natura e ruolo del partito comunista nella rivoluzione socialista.

Un aspetto importante dello sviluppo compiuto dal movimento comunista cosciente e organizzato nel secolo scorso in tutto il mondo è la costruzione del socialismo in Unione Sovietica. Il crollo dell’Unione Sovietica (1991) ha pesato e pesa sul movimento comunista cosciente e organizzato di tutto il mondo e con particolare forza del nostro paese. Qui la decadenza e corruzione dell’URSS seguite alla svolta impressa alla linea del PCUS dai revisionisti moderni (Kruscev & C) con il XX Congresso si è combinata con la subordinazione del PCI al regime DC imposta da Togliatti & C dopo la vittoria della Resistenza e con la conseguente graduale corruzione e disgregazione del Partito e del movimento comunista cosciente e organizzato sfociate nella dissoluzione del PCI del 1991 (svolta della Bolognina).

Solo chi comprende quali furono gli indirizzi fuorvianti che Kruscev e i suoi impressero all’Unione Sovietica a partire dal XX Congresso del PCUS del febbraio 1956 è in grado di trarre insegnamento dall’esperienza dell’Unione Sovietica. Senza questo l’esaltazione del passato sovietico è principalmente retorica e uso strumentale per raccogliere consensi stante la memoria che le masse popolari ancora ne hanno.

I principali di questi indirizzi fuorvianti riguardano:

1. la natura dello Stato sovietico: “lo Stato di tutto il popolo” che mascherava (scimmiottando la democrazia borghese che maschera il regime di controrivoluzione preventiva) il potere della nuova borghesia sovietica, invece della dittatura del proletariato (potere degli operai organizzati capeggiati dal partito comunista che promuove la crescente partecipazione delle masse popolari all’attività politica e alle attività specificamente umane);

2. le relazioni tra le aziende sovietiche: la crescente autonomia finanziaria, commerciale e produttiva delle singole aziende ognuna delle quali vendeva i suoi prodotti al migliore offerente e comperava dal migliore fornitore, invece dell’economia pianificata per far produrre a ogni azienda beni e servizi necessari alle masse popolari sovietiche e per le relazioni di solidarietà, collaborazione e scambio con gli altri paesi;

3. il ruolo internazionale dell’URSS: l’assunzione della competizione economica e politica con la borghesia imperialista degli USA e dell’Europa a principio guida delle relazioni internazionali dell’URSS, invece del ruolo di base rossa della rivoluzione socialista e di nuova democrazia nel mondo che l’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin aveva svolto.

La rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato è un aspetto imprescindibile della rivoluzione che farà dell’Italia un nuovo paese socialista. Il partito comunista di tipo nuovo, Stato Maggiore della guerra popolare rivoluzionaria del campo delle masse popolari contro il campo della borghesia imperialista, è la premessa della rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato. Il partito comunista è formato dai compagni che condividono la concezione comunista del mondo (la scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia), il bilancio del movimento comunista del secolo scorso, l’analisi del corso delle cose e la linea generale, concorrono a verificarli e contribuiscono a svilupparli mobilitando le masse popolari, in primo luogo la classe operaia, a fare la rivoluzione socialista.

Il partito comunista funziona secondo il centralismo democratico: non scimmiotta la democrazia borghese come ha fatto il PCI sotto la direzione prima di Palmiro Togliatti e poi di Enrico Berlinguer. In questo partito il dominio reale di un gruppo di capi che cooptava i propri eredi era mascherato dalla partecipazione fintamente egualitaria di tutti quelli che in qualche modo contribuivano a qualche attività del Partito (dal pagare la quota mensile al partecipare alle campagne elettorali del Partito): un sistema che si prestava alla manovre di elementi intraprendenti e ricattatori alla Franco Rodano e alla Giorgio Napolitano asserviti a questo o a quello dei vertici della Repubblica Pontificia. La lezione della prima ondata comporta che la candidatura, la formazione intellettuale e pratica, i percorsi di critica-autocritica-trasformazione (CAT), la riforma intellettuale e morale (RIM) sono aspetti essenziali del partito counista e riguardano ogni suo membro. Ogni membro del Partito deve concorrere all’elaborazione della linea del partito e allo sviluppo delle sue attività con tutte le sue forze e risorse.

Il contributo delle “costituenti comuniste” alla rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato sarà proporzionale alla lezione che ognuna tirerà dall’esperienza del movimento comunista e dall’analisi del corso delle cose. Il mondo è cambiato, ma è ancora fondato sulla divisione dell’umanità in classi e sul dominio della borghesia sul proletariato. È il risultato storico del modo di produzione borghese di cui Marx in Il capitale ha illustrato il percorso logico. A noi comunisti sta il compito di cambiarlo radicalmente, di completare il percorso iniziato nel secolo scorso con la prima rivoluzione socialista vittoriosa, erede della Comune di Parigi che la borghesia era riuscita a soffocare nel sangue. La prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) ha dato un indirizzo alla storia dell’umanità che il suo esaurimento non ha cancellato. È impossibile avere una comprensione scientifica dell’opera di restaurazione catastrofica, dell’epoca di barbarie che ha caratterizzato gli ultimi cinquant’anni, se non ti tiene conto dell’opera compiuta dal movimento comunista cosciente e organizzato in ogni angolo del mondo con la prima ondata.

Il nuovo partito comunista chiama tutti i promotori e attivisti delle “costituenti comuniste” a far tesoro degli insegnamenti della prima ondata della rivoluzione socialista, oltre che degli insegnamenti di Marx, di Engels e dell’opera delle prime due Internazionali (1864-1876) e (1889-1914).

Il nuovo movimento comunista nasce sotto la bandiera del marxismo-leninismo-maoismo e continua l’opera che la prima ondata non ha portato a compimento.

Può sembrare che il dibattito franco e aperto e il bilancio dell’esperienza che noi proponiamo alle “costituenti comuniste” tolgono tempo, forze e risorse all’intervento dei comunisti nelle iniziative volte a coordinare e rafforzare le mille proteste e lotte rivendicative di cui abbiamo detto all’inizio. E in termini di tempo l’obiezione è giusta. Ma se consideriamo l’efficacia dell’intervento dei comunisti e la prospettiva di potere e di vittoria delle masse popolari, l’obiezione è inconsistente. Il partito comunista all’altezza del suo ruolo storico è il fattore decisivo per fare della mobilitazione delle masse popolari una forza che cresce fino a instaurare il socialismo.

La riscossa delle masse popolari è possibile e necessaria! Ciascuno può e deve dare il suo contributo!

Il partito comunista è il fattore decisivo della vittoria!

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Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 72 di La Voce 65: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

Inviare alla Delegazione <delegazione.npci@riseup.net> l’indirizzo email di ogni conoscente e di ogni organismo a cui può essere utile ricevere i Comunicati del Partito

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Mettersi in contatto con il Centro del Partito (usando il programma di criptazione PGP e il programma per la navigazione anonima TOR) e cimentarsi sotto la sua guida nella costruzione di un Comitato di Partito clandestino nella propria azienda, scuola o zona d’abitazione!

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