Perché Conte martedì 21 aprile non ha sottoposto all’approvazione di Camera e Senato la linea che seguirà giovedì 23 aprile al Consiglio Europeo?

26 Apr

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Comunicato CC 15/2020 – 22 aprile 2020 – 150° anniversario della nascita di Lenin, fondatore del primo paese socialista

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Perché Conte martedì 21 aprile non ha sottoposto all’approvazione di Camera e Senato la linea che seguirà giovedì 23 aprile al Consiglio Europeo?

Martedì 21 aprile Giuseppe Conte non ha esposto chiaramente né a Camera né a Senato la linea che seguirà giovedì 23 aprile nel Consiglio Europeo a proposito del ruolo del MES nel finanziamento delle misure anticrisi.

Perché in proposito la maggioranza parlamentare che sostiene il governo Conte 2 è divisa tra M5S che ufficialmente è contro il MES (ma una parte dei suoi parlamentari pur di mantenere in vita il governo Conte 2 sarebbero disposti ad ingoiare la soggezione al MES) e il PD che ufficialmente è favorevole al MES (ma in realtà è diviso tra un’ala facente capo a Matteo Renzi, ma più estesa di Italia Viva, che è effettivamente favorevole al MES e un’ala facente capo a Zingaretti che si barcamena per non compromettere il recupero di consenso popolare che è l’obiettivo che persegue nel PD). Quindi Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri giovedì 23 aprile a Bruxelles nel Consiglio Europeo si barcameneranno cercando di far ufficialmente approvare (ancora una volta) una linea sibillina che rimanda tutto a quando si voterà lo Statuto del MES (che comunque una “maggioranza qualificata” di creditori potrà sempre modificare).

Quanto all’opposizione, Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) e Matteo Salvini (Lega) hanno buon gioco a reclamare da Giuseppe Conte il voto alla Camera e al Senato: sanno che non può chiederlo perché salterebbe il governo Conte 2. In realtà se Giuseppe Conte chiedesse il voto, forse verrebbe alla luce del sole anche la divisione tra FdI e Lega da una parte e Forza Italia (il gruppo Berlusconi-Tajani) dall’altra. Diciamo forse, perché FI, ufficialmente favorevole al MES, in realtà lo è solo a metà: proclama di essere “opposizione responsabile”, cioè di non voler far cadere il governo ma nello stesso tempo si atteggia ancora a capo del “polo Berlusconi” con FdI e Lega.

La divisione sul MES in realtà, se consideriamo i padrini delle clientele che costituiscono i gruppi parlamentari e i partiti della democrazia borghese italiana, è la divisione tra le clientele infeudate a padrini affiliati o succubi dei gruppi imperialisti USA e sionisti da una parte e dall’altra e le clientele infeudate a padrini affiliati o succubi dei gruppi imperialisti europei (i quali in qualche misura “giocano” su Russia e soprattutto la Repubblica Popolare Cinese), con il Vaticano diviso tra i due raggruppamenti delle clientele.

 

Che cos’è il MES? Un cappio ancora più stretto al collo dei singoli paesi!

Il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità, detto anche Fondo Salva-Stati) è un’istituzione dell’UE (formalmente costituita come accordo intergovernativo autonomo dalla Commissione UE) che ha rafforzato il cappio che i gruppi imperialisti europei hanno messo al collo dei singoli paesi con la creazione dell’Unione Europea (Trattato di Maastricht, firmato il 7 febbraio 1992 e in vigore dal 1° novembre 1993 e Trattato di Lisbona, firmato il 13 dicembre 2007 e in vigore da 1° dicembre 2009). Con l’UE i gruppi imperialisti europei miravano a eliminare completamente le conquiste che le masse popolari dei paesi europei hanno strappato alla borghesia imperialista nel corso della prima ondata della rivoluzione proletaria mondiale (1917-1976) quando nel mondo il movimento comunista era forte. In Italia sono alcuni decenni che i governi delle Larghe Intese in nome di “lo vuole l’Europa” aggirano gli ostacoli che ognuna delle clientele che sostiene il governo incontra a far ingoiare ai suoi seguaci le misure che i governi prendono. Contemporaneamente i gruppi imperialisti europei miravano ad avere la parte del leone nella lotta sempre più acuta in corso a livello mondiale tra i gruppi imperialisti ognuno dei quali deve valorizzare (aumentare) il suo capitale nonostante la sovraccumulazione assoluta di capitale che affligge la società borghese. Essi hanno imposto l’UE grazie all’adesione dei singoli governi nazionali ma contro la volontà delle masse popolari. Ogni volta che hanno incautamente osato indire dei referendum a favore dell’UE, lo hanno perso: dal referendum francese sulla Costituzione Europea indetto dal presidente Jacques Chirac il 29 maggio 2005, al referendum sull’appartenenza della Gran Bretagna all’UE indetto dal primo ministro David Cameron il 23 giugno 2016. L’UE è rimasta in piedi solo perché i gruppi imperialisti hanno violato o aggirato i risultati negativi di tutti i referendum pro-UE che hanno osato indire.

I gruppi imperialisti europei hanno messo a punto il MES (come modifica del Trattato di Lisbona) nel periodo 2011-2012 (per l’Italia il periodo del governo Silvio Berlusconi e del governo Mario Monti). Esso è entrato in vigore nell’ottobre 2012 (governo Monti) e il MES ha funzionato in Grecia con l’accordo dei governi di Enrico Letta e Matteo Renzi. Il MES raccoglie soldi dagli Stati membri (che finora si sono impegnati per circa 700 miliardi di euro, di cui circa 125 a carico dello Stato italiano) e altri ne prende in prestito da banche e istituzioni finanziarie private e con essi finanzia i creditori di Stati che per qualche motivo non sono in condizione di far fronte ai propri pagamenti ma che il MES decide di “salvare” alle proprie condizioni obbligando gli altri Stati membri a garantire essi i nuovi debiti.

Dal dicembre 2017 (per l’Italia con il governo Paolo Gentiloni) i gruppi imperialisti europei hanno dato il via a un processo di rafforzamento del MES. Una tappa importante di questo processo è stato l’Accordo intergovernativo del 13 giugno 2019 (quindi per l’Italia vi ha aderito il governo M5S-Lega, anche se ora M5S e ancora più Salvini cercano di farlo dimenticare). Con il rafforzamento del MES in corso, i gruppi imperialisti europei introducono il diritto dell’UE di dettare l’azione interna e internazionale dei singoli Stati che hanno bisogno di essere “salvati” oltre i limiti attuali, praticamente in ogni campo, ricattando ognuno di essi con la minaccia di aggravare le sue spese per il rinnovo dei titoli del Debito Pubblico in scadenza, di peggiorare le condizioni di vendita dei titoli creati per far fronte a nuovi debiti e di non assistere le banche in dissesto, mentre d’altra parte l’UE vincola ogni Stato membro a contribuire a soddisfare, tramite il MES e alle condizioni imposte dalla Commissione UE, dalla BCE e dal FMI (Fondo Monetario Internazionale), i creditori non solo degli Stati ma anche quelli delle banche in difficoltà di ogni paese dell’UE che ha adottato l’euro. Contemporaneamente al rafforzamento del MES è in corso un pacchetto di riforme che comprende anche la creazione di un sistema bancario europeo. Di conseguenza tutti i governi nazionali ossequiosi alle leggi, ai trattati internazionali e ai contratti stipulati tra gruppi imperialisti, avranno le mani ancora più legate di oggi.

Allora meglio gli Eurobond (Coronabond) proposti dal M5S o i BTP dell’Orgoglio Italiano proposti da Lega?

Nel campo della borghesia imperialista e del suo clero le spaccature sono profonde e dovute a reali contrasti d’interesse.

Ogni capitalista deve valorizzare il suo capitale. Se le aziende restano chiuse i capitalisti produttori di merci non fanno profitti e se lasciano che i concorrenti occupino la loro parte di mercato difficilmente la recupereranno. Essi mettono i loro dipendenti di fronte a un fatto reale: se noi non riapriamo, voi resterete senza posto di lavoro e senza salario.

I produttori autonomi sono direttamente nella stessa condizione dei lavoratori dipendenti: se non aprono, restano senza reddito (ma in Italia riaprire, vuol dire far ritornare i turisti: il turismo è più del 10% del PIL italiano e riaprire non significa che i turisti tornano).

L’alternativa è che le autorità distribuiscano redditi a produttori autonomi, a dipendenti delle aziende chiuse e a gente che normalmente “si arrangia” nelle pieghe dell’economia capitalista e che finanzino la produzione d’emergenza dei mezzi necessari alle cure dell’epidemia: quelli che i governi degli ultimi 40 anni (prima CAF e poi Larghe Intese) non hanno predisposto e addirittura ridotto privatizzando ricerca, industria farmaceutica e sistema sanitario e lasciando delocalizzare aziende.

Ma dove prendono i soldi le autorità? Oggi anche nella società borghese il denaro non è che “titolo di diritto a usufruire di proprietà e lavoro altrui rilasciato da un’autorità che ha la forza di far valere il diritto”. Ma se le autorità creano denaro distribuendo reddito sotto l’una o l’altra forma di ammortizzatori sociali, svalutano il capitale finanziario: esso esiste nella veste di denaro ed è misurato in denaro. Detto in altre parole, se creano denaro le autorità distruggono il capitale dei gruppi finanziari e speculativi. In un paese capitalista infatti ognuno vende suoi beni, servizi e proprietà al prezzo più alto che gli riesce di spuntare (è l’economia mercantile che vige in ogni paese capitalista). Se lo Stato crea denaro, chi vende cercherà di alzare il prezzo dato che ci sono clienti. Se lo Stato permette che i prezzi salgano, il gruppo finanziario che aveva un capitale di 100 si trova ad avere un capitale con cui può comperare sempre meno: il suo capitale diminuisce.

Quindi un governo succube della borghesia imperialista deve limitare la creazione di denaro: da ciò viene il fatto che (come la Federal Reserve degli USA) Mario Draghi e la BCE con il “Quantitative Easing” non davano soldi direttamente alle autorità, ma alle banche e alle finanziarie le quali poi li prestavano alle autorità attraverso il meccanismo dei titoli del Debito Pubblico, meccanismo grazie al quale banche e finanziarie (i gruppi finanziari e speculativi) guadagnano quattro volte: con le commissioni che gli Stati pagano loro per collocare i titoli del Debito Pubblico che emettono, con gli interessi che incassano dagli Stati sui titoli del Debito Pubblico che le banche e le finanziarie acquistano, con la vendita sul mercato finanziario dei titoli, con i profitti che fanno con la produzione dei beni e servizi che gli Stati acquistano con i soldi dei nuovi debiti. I gruppi finanziari e speculativi sono disposti a prestare denaro e hanno bisogno di prestare denaro agli Stati: il Meccanismo Europeo di Stabilità – MES è una delle loro agenzie e il MES ha bisogno dell’Italia più di quanto le autorità italiane abbiano bisogno del MES. Ma lo prestano alle loro condizioni.

– A condizione di avere garanzie che le autorità non creino denaro oltre quello che essi consentono. Per raccogliere tutto il denaro di cui esse hanno bisogno, le autorità devono vendere ai gruppi finanziari e speculativi a prezzi “concordati” beni demaniali e servizi. I gruppi finanziari e speculativi aspirano a convertire il loro capitale finanziario in beni demaniali e servizi pubblici degli Stati a cui prestano soldi (prima di aver spolpato l’Italia al livello in cui hanno ridotto la Grecia [immaginatevi Rockefeller proprietario del Colosseo o del Ponte dei Sospiri] vi avrebbero investito una certa quota del loro attuale capitale). È il meccanismo attraverso il quale è avvenuta la ricolonizzazione dei paesi oppressi, africani e asiatici in particolare: i prestiti imposti dalle istituzioni finanziarie (FMI, Banca Mondiale, ecc.) alle autorità di questi paesi sono stati tramutati (di fronte all’impossibilità da parte di questi ultimi di pagare interessi, rate e commissioni) nelle concessioni sullo sfruttamento delle risorse naturali e nell’acquisto di industrie e servizi pubblici di questi paesi (piano Brady e simili).

– Un’altra condizione è che le autorità prendano misure che aumentano i profitti del capitale impiegato nella produzione di beni e servizi (riduzione dei salari, delle pensioni, dei diritti dei lavoratori, delle leggi di salvaguardia dell’ambiente e di altri simili “lacci e laccioli” che durante la prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) i capitalisti avevano ingoiato).

Tra capitale finanziario e speculativo e capitale produttore di merci [cioè l’economia reale capitalista: l’insieme delle attività con cui i capitalisti fanno produrre da lavoratori salariati beni e servizi per ricavarne, vendendoli, un profitto che valorizza (fa aumentare) il loro capitale e che è anche l’insieme delle attività svolgendo le quali i lavoratori salariati ricevono un reddito] non c’è una muraglia cinese: il capitale finanziario soffoca l’economia reale, ma ha bisogno di essa perché l’imperialismo è una sovrastruttura del capitalismo che produce merci (beni o servizi), dell’economia reale. Analogamente va tra produttori autonomi e capitalismo: la produzione autonoma crea continuamente capitalismo e questo la soffoca e getta produttori autonomi nel proletariato (anche formalmente, oppure riducendoli a “lavoratori autonomi” le cui aziende in realtà sono appendici di aziende capitaliste).

Quindi: MES, Eurobond (o Coronabond) e BTP dell’Orgoglio Italiano di Salvini per le masse popolari sono alternativi tra loro come lo sono la zuppa e il pan bagnato! L’unica differenza reale è che il primo è strettamente legato all’UE, gli altri due sono legati al sistema finanziario internazionale dove i gruppi imperialisti USA hanno la parte del leone.

Quanto all’“affidabilità” delle proposte della Lega di Salvini, basta vedere come, dopo che Sergio Mattarella e la BCE di Mario Draghi dissero che i minibot erano illegali, ha lasciato silenziosamente cadere la mozione per la creazione di minibot votata all’unanimità del Parlamento italiano il 28 maggio 2019, oppure quello che fanno le amministrazioni regionali e comunali in cui la Lega ha un ruolo importante o quello che ha fatto il polo Berlusconi delle Larghe Intese. Salvini al governo lo abbiamo visto: l’unico campo in cui “ha fatto” è la persecuzione degli immigranti e dei lavoratori che protestano: per il resto faceva la fronda a Conte e Di Maio. Fin che sono all’opposizione, Salvini e Meloni dicono quello che gli porta voti, cose che corrispondono al malcontento delle masse popolari. Il loro successo e il consenso che raccolgono sono una conferma del malcontento e dell’insofferenza delle masse popolari per il corso delle cose imposto dalla borghesia imperialista, cioè confermano che le masse popolari sono terreno fecondo per l’avanzata della rivoluzione socialista: che avanzi effettivamente dipende da noi comunisti. In politica le promesse e proposte sono affidabili e non solo chiacchiere per carpire voti e prestigio se chi le fa è all’opera per creare le condizioni necessarie per realizzare quello che dice. Se la Lega e Fratelli d’Italia fossero al governo, il loro consenso e prestigio declinerebbero come sono declinati quelli del M5S.

 

Questo è il mondo attuale. Il risultato è che il dominio degli uomini sulla natura è più di quanto lo è mai stato, ma il modo di produzione capitalista grazie ad esso crea le condizioni perché si producono epidemie che non è in grado di stroncare stante la natura dei rapporti sociali che il capitalismo comporta, produce la devastazione della Terra che avanzerà inesorabile finché le relazioni sociali saranno quelle che oggi il modo di produzione capitalista comporta, abbrutisce la massa della popolazione finché noi comunisti non la mobilitiamo nella lotta per eliminare il capitalismo.

Questo è il contesto in cui opera il governo Conte 2, come i governi degli altri paesi imperialisti: esso infatti è governo di rottura con il regime politico delle Larghe Intese ma ancora succube della borghesia imperialista e del suo clero. Le misure che mette in opera per far fronte all’attuale emergenza sanitaria, economica e sociale sottostanno alle condizioni sopra esposte: per questo acuiscono la contraddizione tra le masse popolari e la borghesia imperialista e manifestano la natura criminale della borghesia imperialista.

In realtà le alternative sono solo due e nette

Oggi l’economia reale (la produzione di beni e servizi) dei paesi imperialisti è al servizio del capitale finanziario e del capitale speculativo, una montagna di denaro fiduciario che costituisce il sistema finanziario internazionale.

Un’alternativa è rompere le catene del sistema finanziario internazionale, creare una moneta nazionale, consolidare o abolire il Debito Pubblico.

L’altra alternativa è sottostare alle iniziative con le quali i gruppi imperialisti cercano di ingrandire la loro parte nel sistema finanziario internazionale.

Solo un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate avrà la forza di optare per la prima soluzione e far fronte ai ricatti, alle minacce, alle sanzioni e alle aggressioni dei signori del sistema finanziario internazionale.

La continuazione del dominio dei gruppi imperialisti sul nostro paese implica la continuazione delle delocalizzazioni delle aziende nei paesi dove i salari sono più bassi e più permissive o inesistenti le leggi che regolano lo sfruttamento dei lavoratori, l’inquinamento dell’ambiente e la devastazione del territorio. Implica la distruzione dell’apparato produttivo del nostro paese, implica la riduzione se non l’eliminazione dei servizi pubblici e l’abbrutimento delle masse popolari, in particolare delle nuove generazioni. Ogni persona di buona volontà che vuole opporsi realmente a questo corso delle cose deve in ogni campo mettere in opera ogni mezzo per impedire ognuna di queste misure, ma la lotta contro le singole misure per svilupparsi con successo e su larga scala deve mirare a rafforzare gli organismo operai e popolari, a portarli a coordinarsi fino ad avere la forza di costituire e imporre un proprio governo che prenda la direzione del paese e cambi il corso delle cose. Abbiamo chiamato un simile governo, Governo di Blocco Popolare.

Creare le condizioni per rompere le catene del sistema finanziario internazionale implica promuovere in ogni azienda privata e pubblica la costituzione di organismi operai e popolari che salvaguardano posti di lavoro e servizi pubblici, promuovono l’organizzazione delle masse popolari in ogni zona d’abitazione, agiscono da autorità pubbliche contrastando gli effetti della crisi generale, si coordinano tra loro fino ad avere la forza di costituire un proprio governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare e farlo ingoiare alla borghesia imperialista, al Vaticano, alla malavita organizzata e ai loro padrini, i gruppi imperialisti europei, USA e sionisti!

A differenza di un governo dei capitalisti (succube dei capitalisti), il Governo di Blocco Popolare potrebbe emettere (stampare banconote o usare scritture di conto corrente bancario) suo denaro D (come lo sarebbero stati i minibot di cui abbiamo detto sopra) comunque denominato e imporne il corso forzoso: cioè imporre che chiunque nei confini dello Stato mette in vendita un bene o un servizio è tenuto per legge a indicarne il prezzo in D (o per lo meno anche in D) e a cederlo a chi gli offre il prezzo in D che lui ha indicato). Lo Stato stesso dovrebbe pagare forniture e prestazioni con D, distribuire reddito in D e accettare D a pagamento di imposte, servizi, multe, condanne, ecc. Dovrebbe nel contempo stabilire il cambio tra D e altri denari X in circolazione nel paese o all’estero (usati da fornitori e clienti) e fare i conti con quelli che chiederanno D in cambio di X o X in cambio di D. Il GBP potrà emettere tanto denaro quanto ritiene conveniente emetterne per realizzare i suoi propositi. Un governo dei capitalisti (succube ai capitalisti) non può giovarsi di questo fatto, perché creando denaro il governo distruggerebbe (svalorizzerebbe) il capitale finanziario, un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate invece lo farà.

Quanto alle minacce e alle ritorsioni di cui sarebbe oggetto, si tratta di vedere di che natura sono: il Governo di Blocco Popolare ci farà fronte come ci fanno fronte Iran, Venezuela, Russia, RPC, ecc.

Non c’è altra via per porre fine al catastrofico corso delle cose, che distrugge uomini e cose, l’intera società umana. La pandemia in corso lo mostra chiaramente. Lamentarsi e denunciare serve a qualcosa solo se è l’inizio della lotta per cambiare il corso delle cose. Le idee e le parole servono solo se portano all’azione, altrimenti sono diversione dalla realtà, accademia. La borghesia imperialista impone l’attuale catastrofico corso delle cose non perché i singoli capitalisti sono tutti cattivi, ma perché il loro sistema li obbliga a questo: ogni capitalista deve valorizzare il suo capitale, se uno non lo fa i concorrenti lo soppiantano. Non esiste un capitalismo buono. Superare la crisi del capitalismo, implica instaurare il socialismo e dare il via alla sistematica trasformazione del sistema di relazioni sociali e quindi anche dei sentimenti e delle idee che lo rispecchiano.

 

Oggi tutto, persone e organismi vanno misurati sulla soluzione dei problemi della crisi sanitaria, economica e sociale.. Quello che occorre fare oggi in Italia per risolvere problemi immediati, apparentemente non ha niente a che fare con il comunismo e il socialismo. Ma noi comunisti sappiamo che in realtà risolverli è far avanzare la rivoluzione socialista. La soluzione dei problemi immediati riesce solo se avanza la trasformazione generale del sistema sociale, se ogni soluzione particolare è fatta con l’occhio alla soluzione generale.

Politica ed economia oramai, a differenza che nel lontano passato, sono intrecciate: siamo nel capitalismo monopolistico di Stato, anticamera del socialismo. Il socialismo è una società in cui lo Stato del proletariato è proprietario delle aziende che producono beni e servizi. Il capitalismo monopolistico di Stato è una società in cui lo Stato della borghesia gestisce d’accordo con i proprietari delle forze produttive la loro attività economica obbedendo loro e conciliando i loro divergenti interessi. Quindi molte istituzioni delle due società sono simili se non eguali. Il Consorzio dei capitalisti produttori di zucchero, diventa Consorzio delle aziende statali che producono zucchero. Solo che lo Stato della borghesia ha l’obiettivo di tenere alti i profitti dei gruppi monopolistici, invece lo Stato del proletariato ha l’obiettivo di accrescere la partecipazione della massa della popolazione alle attività specificamente umane tra cui le attività politiche, culturali ecc. (le attività umane superiori).

Noi comunisti e tutti quelli che in qualche misura si associano con noi dobbiamo far leva sugli oppositori del MES e portarli a favorire la moltiplicazione e il rafforzamento delle organizzazioni operaie e popolari e a indirizzarle a costituire la rete del potere popolare: solo la costituzione del Governo di Blocco Popolare rende realistico il proposito di indipendenza nazionale da UE e USA e di mettere fine al catastrofico corso delle cose. Per porre fine al catastrofico corso delle cose bisogna promuovere rivendicazioni di diritti e di ammortizzatori sociali e promuovere la formazione di brigate di solidarietà e di altri analoghi organismi con cui mobilitare e organizzare le masse popolari, in ogni scontro particolare bisogna far concretamente leva su tutti quelli che in quello scontro concreto condividono il nostro obiettivo immediato, ma bisogna che noi comunisti marciamo con autonomia verso il nostro obiettivo storico: la costituzione del Governo di Blocco Popolare, passo verso l’instaurazione del socialismo.

Costituire un governo deciso e in grado di far valere la sovranità nazionale iscritta nella Costituzione del 1948 contro la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti, le sue istituzioni (UE, BCE, FMI) e il suo braccio armato (la NATO)!

Osare lottare, osare vincere! Il futuro è nostro!

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Riprodurre e affiggere ovunque, con le dovute cautele, la locandina di pag. 72 di La Voce 64: vedere che il (n)PCI clandestino è presente infonde fiducia nei lavoratori e smorza l’arroganza dei padroni!

Inviare alla Delegazione delegazione.npci@riseup.net l’indirizzo email di ogni conoscente e di ogni organismo a cui può essere utile ricevere i Comunicati del Partito

Mettersi in contatto con il Centro del Partito (usando il programma di criptazione PGP e il programma per la navigazione anonima TOR) e cimentarsi sotto la sua guida nella costruzione di un Comitato di Partito clandestino nella propria azienda, scuola, caserma o zona d’abitazione!

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