I primi 7 Comunicati rapidi e i prossimi

26 Ott

Avviso ai naviganti 84

26 ottobre 2018

(Scaricate il testo in versione Open Office o Word )

Per dirigere la propaganda e orientare l’attività ad allargare la breccia aperta dalla costituzione del governo provvisorio M5S-Lega.

Ad agosto il CC del (n)PCI ha incominciato a migliorare il suo sistema di direzione della propaganda e di orientamento dell’attività delle organizzazioni territoriali e di base del Partito, degli altri organismi della Carovana (in primo luogo il P.CARC) e degli organismi, gruppi e singoli compagni che in qualche misura sono influenzati dal Partito. Una delle misure è la diffusione di Comunicati rapidi: ognuno illumina un singolo evento o un singolo aspetto della realtà inquadrandolo nel corso e nel contesto generale delle cose (quindi analizzandolo alla luce del materialismo dialettico [http://www.nuovopci.it/dfa/avvnav58/avvnav58.html] in contrasto con l’empirismo e l’eclettismo imperanti nei discorsi e negli scritti della sinistra borghese e quindi spesso in contrasto con l’interpretazione dell’evento o dell’aspetto propria del senso comune), accende i cuori o dà indicazioni di attività (indicazioni che non escludono mai la traduzione nel suo particolare che ogni organismo territoriale deve fare e la sua creatività nell’attuazione concreta).

Questi comunicati rapidi li diffondiamo su Facebook. Essi presuppongono lettori decisi a usare la propria testa e impegnati nella lotta di classe. Chiediamo a tutti quelli che sono consapevoli della gravità della situazione e dei cambiamenti necessari e che sono decisi a contribuire alla lotta per imporli, che li condividano e quindi allarghino la cerchia dei lettori. Una commissione di esponenti del partito prenderà in serio esame tutti i commenti e le critiche che lo meritano. Di tanto in tanto, tramite un apposito Avviso ai naviganti, invieremo ai destinatari (alcune decine di migliaia) dei Comunicati CC e di Avviso ai naviganti, al loro personale indirizzo di posta elettronica, la raccolta dei Comunicati rapidi diffusi su Facebook, ordinati dal più recente al più lontano dalla data dell’AaN. Ogni Comunicato rapido è disponibile (consultabile e registrabile) da subito nella omonima sezione del sito http://www.nuovopci.it.

Qui di seguito riportiamo i 7 comunicati rapidi diffusi su Facebook sino ad oggi. Buona lettura e buon lavoro.

I lettori che vogliono ricevere subito al loro personale indirizzo di posta elettronica ogni singolo Comunicato rapido, lo chiedano alla Delegazione: faremo il possibile per organizzarci e soddisfare la loro richiesta.

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Comunicato rapido n. 7 – 26 ottobre 2018

Matteo Salvini lo sciacallo

Per garantire la sicurezza della persona e dei beni, dobbiamo abolire il sistema capitalista!

Nella notte tra mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre una banda di abbrutiti ha violentato e ucciso una ragazza drogata in uno stabile vuoto e abbandonato in un quartiere degradato di Roma.

 In cerca di voti e popolarità, Matteo Salvini, il responsabile dell’ordine pubblico in seno al “governo del cambiamento” M5S-Lega, si è precipitato dal Ministero degli Interni nel quartiere degradato e, imitando Marco Minniti e altri suoi predecessori, ha promesso sicurezza grazie a più pattugliamento di poliziotti e carabinieri (cioè di ufficiali e agenti di corpi dove predominano gli autori e i complici dell’omicidio Cucchi – https://www.facebook.com/notes/nuovo-partito-comunista-italiano/tre-lezioni-dalla-lotta-della-famiglia-cucchi/1741561085953951/ – e di innumerevoli altri delitti di Stato), all’aumento della persecuzione degli immigrati, a punizioni più esemplari dei colpevoli di reati. Alla rincorsa di Matteo Salvini, Forza Nuova, uno dei gruppi di scimmiottatori del fascismo del secolo scorso, annuncia per sabato 26 ottobre la scorreria delle sue squadracce nel quartiere degradato della città degradata, dipendente dal turismo dei ricchi di tutto il mondo, in preda alle inondazioni e ai crolli, dominata dalla Mafia e dalle Congregazioni del Vaticano.

La sicurezza oggi non è questione di invasori e di razze o nazionalità. La mancanza di sicurezza delle persone, dei beni, delle strutture e delle infrastrutture (il Ponte Morandi di Genova https://www.facebook.com/nuovo.pci/posts/1698164066960320 è solo il caso più eclatante e un monito) è la conseguenza del degrado delle relazioni sociali imposto dai capitalisti. Oggi una società che non garantisce a tutti di poter guadagnare quello che occorre per una vita dignitosa facendo un lavoro utile e dignitoso, crea inevitabilmente una massa di individui a disposizione per caporali e per organizzazioni criminali ed è inevitabile che i più intraprendenti di essi prendano essi stessi iniziative di ogni genere per procurarsi tutto il benessere che gli riesce di procurarsi. Dove non c’è sicurezza per tutti, oggi non c’è più sicurezza per nessuno! Espulsioni e galere non cambieranno la situazione. Le misure d’emergenza non peggiorano la situazione solo se sono prese nell’ambito del movimento che supera lo stato attuale delle cose, cioè nell’ambito della creazione del potere delle masse popolari organizzate. Roma è un caso esemplare.

Quanto alla Lega, a Matteo Salvini e alla sua politica della sicurezza, riporto subito qui di seguito, con qualche ritocco, dal mensile del P.CARC, Resistenza, di ottobre la Lettera aperta agli esponenti della Lega. Raccomando anche la lettura della Lettera aperta agli esponenti del M5S – http://www.carc.it/2018/10/11/respingere-il-decreto-salvini-lettera-aperta-ai-deputati-e-ai-senatori-del-m5s/.

Franco d’Avola

Respingere il decreto Salvini – Lettera aperta ai deputati e ai senatori del M5S

Il 24 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il Decreto Salvini sulla sicurezza e l’immigrazione che contiene almeno due misure che dimostrano una “strana” contraddizione fra quello che la Lega dice e quello che la Lega fa.

Salvini sostiene che il degrado delle nostre città è dovuto alla presenza degli immigrati clandestini, ma appena ha la possibilità di eliminare gli immigrati clandestini (una volta censiti gli immigrati e iscritti all’anagrafe dei comuni, inserirli nel tessuto produttivo per occuparsi di uno dei mille lavori di cui c’è urgenza – http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2018/com18-18/Com_CC_18_2018_Non_bastano_ammortizzatori_sociali.html – ad esempio la ricostruzione delle zone terremotate – di immigrati clandestini non ce ne sarebbero più…) che fa? Un decreto che produce di botto decine di migliaia di immigrati clandestini, abolendo il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Voi che avete “il polso” del territorio da cui provenite, dovreste sapere cosa signi fica una simile misura: le piazze dove oggi si riuniscono 20 o 30 “immigrati clandestini”, saranno punto di ritrovo per 200 o 300; i centri in cui oggi sono “ospitati”, saranno svuotati (e questo in effetti fa incazzare le varie coop), ma non bastano prigioni, centri di rimpatrio, caserme dismesse e vecchi manicomi per  contenerli tutti. Precisando, per inciso, che è del tutto ininfluente che esista o meno il reato di clandestinità. Quindi toccherà a voi, rappresentanti dei territori in Parlamento, tornare sui territori e spiegare che la Lega, che voleva “eliminare i clandestini”, li ha invece moltiplicati per dieci.

Non è dato sapere, a noi che scriviamo, il motivo vero per cui è stato fatto questo decreto. Ma se il motivo è la speranza che con l’aumento dei clandestini, aumentino i consensi alla Lega, significa che avete fatto male i conti, senza l’oste. Avete raccolto quasi 6 milioni di voti promettendo rimpatri (che non sono così automatici e veloci quanto annunciarli nei comizi: “di questo passo ci vorranno 80 anni” ha detto lo stesso Salvini), promettendo l’abolizione della Legge Fornero e la salvaguardia degli interessi italiani. State facendo cilecca su tutto: i clandestini aumentano, la Legge Fornero più che abolirla la state riverniciando – e timidamente, gli “interessi italiani” li state subordinando a questa o quella potenza mondiale (le sanzioni alla Russia imposte da Trump, costano vari miliardi di euro all’economia degli italiani, la partecipazione alle “spedizioni umanitarie” e ai preparativi e dispositivi di guerra della NATO ancora di più …). Continuiamo: Salvini dice “prima gli italiani”. Quali italiani? Perché alzando le pene per occupazione abusiva di terreni o immobili voi state minacciando decine di migliaia di operai italiani, italianissimi, “padani”, che contro la chiusura e le delocalizzazioni (ah, gli interessi italiani!) occupano le aziende, fanno picchetti e blocchi stradali. Voi volete mandarli in prigione, dai 4 ai 6 anni? Dovreste forse specificare “prima i padroni e gli speculatori” e che siano italiani o meno, fa poca differenza. Sì, perché la Grande Distribuzione Organizzata è quasi del tutto in mano agli stranieri che nel nostro paese, nei “nostri territori” fanno quello che vogliono (negozi aperti 24h su 24 e 7 giorni su 7), come lo fanno e lo faranno i colossi stranieri che hanno comprato le aziende italiane (vedi Magneti Marelli – http://www.nuovopci.it/voce/comunicati/com2018/com19-18/ComCC_19-23.10.2018_No_alla_vendita_di_Magneti_Marelli.html). Agli operai, italiani, che protestano e protesteranno, voi prospettate il carcere, come alle famiglie, italiane, che non accettano di vivere sotto i ponti.

Forse prevarrà in questa fase, ancora, la propaganda gridata sulla “sinistra che rosica” e che “cerca di fermare il cambiamento”, ma i fatti sono questi. Una larga parte di chi vi ha votato il 4 marzo non è né di destra né di sinistra (altrimenti il 17% la Lega se lo sognava), ma sono soprattutto operai e lavoratori. È a loro che dovete rendere conto e farlo con senso di responsabilità, mettendo da parte la propaganda gridata e facendo davvero i loro interessi.

Salvini dice “il decreto sicurezza non è blindato”, questo vuol dire che il Parlamento può migliorarlo nell’interesse degli italiani:

– bocciare l’abolizione del permesso di soggiorno per motivi umanitari.

– perseguire penalmente (anni di carcere, ma, soprattutto, espropriazione senza indennizzo!) i grandi proprietari immobiliari che lasciano volutamente sfitte numerosissime case per non far abbassare i prezzi degli affitti, requisire quelle case e metterle a disposizione degli enti locali affinché le assegnino; perseguire penalmente (anni di carcere!) i dirigenti degli enti che gestiscono il patrimonio immobiliare pubblico e che in combutta con i grandi proprietari immobiliari lasciano le case sfitte e abbandonate: applicare “il silenzio assenso”, questo significa “abolire le occupazioni abusive”;

 – bocciare l’innalzamento delle pene per le occupazioni abusive di terreni e immobili a scopo di abitazione e di opere sociali.

Se volete fare davvero gli interessi degli italiani, lasciate perdere la guerra contro i poveri e continuate a mettere i poteri forti che occupano il nostro paese (NATO e UE) di fronte al fatto compiuto (come il governo ha già fatto con la chiusura dei porti): via le sanzioni alla Russia, impedire la chiusura di aziende, assegnare case per le famiglie dei lavoratori e asili e scuole sicure per i loro figli, finirla con le “spedizioni umanitarie” della NATO e con i suoi preparativi e dispositivi di guerra.

 La sicurezza oggi non è questione di razza e di invasori. Oggi una società che non garantisce a tutti di poter guadagnare quello che occorre per una vita dignitosa facendo un lavoro utile e dignitoso – https://www.facebook.com/nuovo.pci/posts/1727082454068481, crea inevitabilmente una massa di individui a disposizione per caporali e organizzazioni criminali ed è inevitabile che i più intraprendenti tra loro prendano essi stessi iniziative di ogni genere per procurarsi tutto il benessere che gli riesce di procurarsi. Dove non c’è sicurezza per tutti, oggi non c’è più sicurezza per nessuno! Non sono espulsioni e galere che cambiano la situazione.

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Comunicato rapido n. 6 – 20 ottobre 2018

Tre lezioni dalla lotta della famiglia Cucchi

L’uccisione di Stefano Cucchi, arrestato dai carabinieri il 15 e morto il 22 ottobre 2009, è diventato ufficialmente un altro omicidio di Stato. Dopo la deposizione fatta davanti a un pubblico ministero dal carabiniere Riccardo Casamassima il 30 giugno 2015, la magistratura ha aperto un secondo processo. Finora già 4 carabinieri (Riccardo Casamassima, Maria Rosati, Francesco Tedesco e Francesco Di Sano) hanno deposto davanti a magistrati contro gli assassini e contro i funzionari e dirigenti dell’Arma che hanno coperto gli assassini, depistato le indagini e guidato il primo processo durante i governi Berlusconi, Monti e Letta. Nell’ambito della breccia aperta nel sistema politico delle Larghe Intese, il Ministro della Difesa del governo M5S-Lega, Elisabetta Trenta, ha indotto il Comandante Generale dell’Arma, Giovanni Nistri, a partecipare mercoledì 17 ottobre a un incontro con Ilaria Cucchi (sorella di Stefano) chiuso con una conferenza stampa in cui ha parlato solo la Ministra che ha esaltato l’incontro e il ruolo positivo dell’Arma e della magistratura nella “ricerca della verità”. In realtà successivamente Ilaria Cucchi ha rivelato che nell’incontro il gen. Nistri non ha lodato i CC che dopo anni di complicità avevano rotto l’omertà, ma ha ripetuto minacce contro “tutti gli agenti che non osservano le regole”. Stante che in tutti gli anni trascorsi dall’omicidio all’apertura del secondo processo nel 2015 e fino ad oggi l’Arma non ha preso misure contro gli assassini ma dopo il 2015 ha perseguitato quelli che hanno deposto contro di loro, a buon intenditor poche parole: il gen. Nistri, installato alla testa dell’Arma dal governo Gentiloni nel gennaio 2018, minaccia chi implicherà ancora ufficiali e magistrati responsabili della copertura degli assassini.

Lo smascheramento degli assassini di Stefano Cucchi e dei loro complici carabinieri e magistrati è uno squarcio aperto sull’apparato dello Stato della Repubblica Pontificia e ci dà alcune lezioni importanti per la lotta che conduciamo per costituire il Governo di Blocco Popolare e far avanzare la rivoluzione socialista. Ne indico solo tre.

  

1. Lo smascheramento è il risultato nella lotta per “la verità e la giustizia” che i familiari di Stefano Cucchi stanno conducendo da nove anni, aggregando intorno a sé sinceri democratici, organismi popolari, esponenti della società civile e della sinistra borghese e spingendo con il loro esempio anche altri parenti delle vittime di Stato a lottare, a non accettare passivamente l’omicidio di un loro caro per mano di agenti, a non chinare la testa davanti allo Stato e a non lasciarsi scoraggiare dal “muro di omertà”, dalla Magistratura complice, dai depistaggi sistematici, dalla stampa di regime puntualmente denigratoria.

La famiglia Cucchi con la sua determinata lotta sta oggettivamente contribuendo ad allargare e approfondire il distacco che esiste tra le masse popolari e il sistema politico delle Larghe Intese: i partiti di centro-destra e centro-sinistra – da Berlusconi al PD di Prodi e di Renzi – che per quarant’anni hanno governato il nostro paese operando con unità di indirizzo e attuando un programma comune di “lacrime e sangue” per le masse popolari: smantellamento dei diritti conquistati sotto la guida del movimento comunista, aumento della repressione, attacco agli immigrati, politiche di aggressione dei paesi oppressi.

Che la famiglia Cucchi sia cosciente o meno di tutto questo è secondario: oggettivamente con la sua azione sta dando un importante contributo al distacco delle masse popolari dal sistema politico delle Larghe Intese e all’opera tesa ad  “allargare la breccia” aperta il 4 marzo con l’affermazione del governo M5S-Lega. Essa giova alla nostra opera e allo stesso tempo solo noi comunisti possiamo far sì che non si fermi alla denuncia e alla lotta contro la singola “mela marcia”, che da lotta di difesa diventi una lotta offensiva che contribuisce alla creazione delle condizioni per la costituzione del Governo di Blocco Popolare.

2. La vicenda Cucchi mette in luce anche un altro aspetto che è necessario fissare per inquadrare bene il “campo di battaglia” in cui operiamo, le sue contraddizioni e gli appigli che possiamo usare in particolare in quello che chiamiamo il quarto campo del lavoro esterno del Partito [http://www.nuovopci.it/voce/voce59/nel4camp.html] . Essa conferma, che per quanto grande sia lo sforzo della borghesia e dei suoi alti funzionari di creare Forze dell’Ordine e Forze Armate fatte di “mercenari affidabili”, in esse ci sono tanti “piccoli Snowden”.

Queste istituzioni non sono un “blocco unico” e un discorso analogo vale anche per la Magistratura: ci sono pubblici ministeri come Enrico Zucca pubblicamente schierato contro la tortura e criminali abbrutiti; ci sono i Gianni Tonelli [http://www.nuovopci.it/dfa/avvnav79/avvnav79.html] (ora parlamentare della Lega di Salvini) che inneggiava ai poliziotti che uccisero Federico Aldovrandi e ci sono poliziotti e carabinieri che recalcitrano a eseguire operazioni antipopolari; ci sono reparti formati e addestrati al lavoro sporco, come il VII Reparto Mobile di Bologna [http://www.nuovopci.it/dfa/avvnav78/avvnav78.html] e reparti di orientamento diverso. Nella classe dominante stessa e negli apparati di mercenari che essa forma per controllare e reprimere le masse popolari, c’è sempre una destra, un centro e una sinistra: persone influenzate dal legame personale con elementi delle masse popolari, dal ruolo progressista svolto dalla borghesia nella sua fase di ascesa, dalla crisi generale del capitalismo e dal lascito della prima ondata della rivoluziona proletaria che ha scosso e sconvolto il mondo nel secolo scorso. Il carattere clandestino del (n)PCI permette ai suoi membri e organismi di arrivare dappertutto e far contribuire alla rivoluzione socialista tutti  gli individui che per un qualche motivo sono contro il catastrofico corso delle cose e i suoi promotori.

3. Infine una lezione per il governo M5S-Lega e per il futuro Governo di Blocco Popolare. La posizione assunta dal generale Nistri e prima di lui dal gen. Tullio Di Sette e prima ancora dal gen. Gianfrancesco Siazzu alla testa dell’Arma rispettivamente dal 2015 e dal 2009 si aggiunge a quella di Tino Boeri, degli alti funzionari del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Ignazio Visco governatore di Banca d’Italia e di altri, a quella dei magistrati protettori degli assassini di Falcone e di Borsellino (anche loro fermi alle dichiarazioni pilatesche “che chi sa, parli”), a quella dei magistrati protettori degli autori dell’accordo Stato-Mafia degli anni ’90 (Napolitano, Berlusconi & soci) e a quelle di molti altri. Confermano che il futuro Governo di Blocco Popolare e già ora, se non rinuncia subito ai propositi dichiarati, il governo M5S-Lega devono favorire la mobilitazione e organizzazione dei dipendenti pubblici civili e militari e dei magistrati che vogliono instaurare l’ordine indicato dalla Costituzione del 1948 o che sono indignati e preoccupati per il catastrofico corso delle cose imposto dal sistema finanziario internazionale alle masse popolari italiane. Devono invece liberarsi, senza riguardi, convenevoli e scrupoli legalitari, dei dirigenti e dei magistrati succubi e agenti del sistema delle Larghe Intese, sabotatori dell’opera di rinnovamento e futura “quinta colonna” della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti.

Usiamo tutti i rivoli della lotta di classe per arrivare alla costituzione del Governo di Blocco Popolare!

Allarghiamo la breccia aperta il 4 marzo nel sistema delle Larghe Intese!

Franco d’Avola

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Comunicato rapido n. 5 – 9 ottobre 2018

Bekaert – dall’esperienza si impara

(…) È stato un bel successo quello strappato martedì 2 ottobre dai lavoratori delle Bekaert di Figline Valdarno (FI). Hanno indotto il governo M5S-Lega a impegnarsi perché i capitalisti padroni dell’azienda continuino la produzione fino al 31 dicembre 2018 e a riconoscere gli ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria anche in cessazione d’attività, quella che il Jobs Act di Renzi ha abolito) per tutti fino al 31 dicembre 2019.

Non solo: il governo, nella persona di Luigi Di Maio, Ministro delle Sviluppo Economico, si è in qualche modo impegnato a prendere un provvedimento analogo per gli oltre 189 mila lavoratori a cui a causa del Jobs Act di Matteo Renzi stanno scadendo cassa integrazione o contratto di solidarietà. Lo stesso Ministro si è impegnato a mobilitare altre istituzioni pubbliche (Regione e Invitalia (Agenzia Pubblica per gli Investimenti Produttivi) tra le altre) per la reindustrializzazione del sito che comunque Bekaert chiuderà il 31 dicembre 2018, delocalizzando definitivamente la produzione: questo il governo M5S-Lega non ha voluto impedirlo.

Quali sono i motivi del successo? Cosa insegna la vittoria?

Con una mobilitazione prolungata i lavoratori della Bekaert, benché solo 318, hanno indotto il governo a impegnarsi pubblicamente. Hanno occupato lo stabilimento, continuato la produzione, mo bilitato su larga scala la solidarietà della popolazione e impedito così che sindacati di regime e autorità locali avallassero la morte lenta della Bekaert come hanno silenziosamente lasciato morire tante altre aziende, come stanno facendo per tante altre. I lavoratori Bekaert hanno approfittato della crisi politica in corso, si sono ben inseriti nella breccia che il voto del 4 marzo ha determinato nel sistema politico delle Larghe Intese che negli ultimi 40 anni ha privatizzato aziende e servizi pubblici e ha devastato il tessuto produttivo del paese lasciando che i capitalisti ridimensionassero, chiudessero o delocalizzassero intere aziende, esternalizzassero in Italia o all’estero la produzione di pezzi. M5S e Lega hanno ottenuto il voto di milioni di elementi delle masse popolari che hanno votato M5S e Lega per fiducia nelle promesse che hanno fatto, insofferenti delle misure imposte dai governi delle Larghe Intese (PD da Prodi a Renzi con Forza Italia di Berlusconi).

Il successo è il risultato della mobilitazione dei lavoratori Bekaert, della solidarietà popolare che essi hanno saputo suscitare e organizzare, della breccia aperta nel sistema politico delle Larghe Intese che essi hanno saputo sfruttare.

Possono accontentarsi del successo strappato?

Se lo faranno, si troveranno ben presto nei guai. Il periodo di respiro strappato (15 mesi) passa alla svelta. Comunque che il governo M5S-Lega mantenga promesse e impegni è tutto ancora da verificare: M5S e Lega di promesse ne hanno fatte tante. Per mantenerle devono far fronte ai gruppi imperialisti europei, USA e sionisti e alle loro istituzioni finanziarie e politiche (UE e BCE in primo luogo) che li pressano dall’estero e ai patroni delle Larghe Intese che li pressano all’interno.

La Bekaert di Figline Valdarno non è un’isola. La sorte dei lavoratori della Bekaert è legata alla sorte dei lavoratori dell’indotto, delle masse popolari della zona, delle masse popolari del resto del paese. È legata all’andamento dello scontro tra i lavoratori italiani e i grandi gruppi capitalisti italiani (è l’italianissimo Pirelli che pochi anni fa ha venduto l’azienda di Figline Valdarno al gruppo capitalista belga Bekaert) strettamente combinati questi ai grandi gruppi industriali e finanziari soprattutto europei, USA e sionisti. È uno scontro che i lavoratori della Bekaert non possono condurre da soli e tanto meno possono vincerlo da soli, ma possono fare la loro parte perché i lavoratori lo vincano.

Vincere è possibile. Milioni e miliardi di lavoratori, italiani e di tutto il mondo, di ogni paese e razza sono interessati a vincerlo. I gruppi imperialisti che minacciano i lavoratori della Bekaert sono gli stessi che opprimono e spremono milioni e miliardi di lavoratori ai quattro angoli del mondo e che devastano la Terra. La forza è dalla nostra parte, solo  che ci manca ancora l’organizzazione e la coscienza per farla valere: possiamo darcela come fecero un secolo fa i lavoratori russi e di altri paesi. Dobbiamo vincere. Dobbiamo in ogni azienda e zona organizzarci, stabilire rapporti di solidarietà con gli altri lavoratori organizzati, mobilitare a organizzarsi quelli che non lo sono ancora. Per questo mi sono avvicinato al nuovo Partito Comunista Italiano. (…)

dalla lettera di un simpatizzante del (n)Partito comunista Italiano

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Comunicato rapido n. 4 – 6 ottobre 2018

Riace

Un’amministrazione locale d’emergenza, la sicurezza degli uomini e delle donne e la manutenzione del territorio

  

Il nuovo PCI è solidale con Domenico Lucano!

Tutti i comunisti italiani devono salutare l’operato di Domenico Lucano e dell’Amministrazione Comunale di Riace. 

Hanno impedito la morte di un paese: questo era il destino a cui Riace era condannato dal sistema capitalista che sta devastando l’Italia.

Hanno dato una sistemazione e un lavoro dignitosi a immigrati che il sistema imperialista mondiale, con gli “interventi umanitari” degli USA, dell’UE e della NATO (a cui il governo M5S-Lega continua a partecipare come i governi Gentiloni, Renzi, fino a Berlusconi e Prodi) e lo sfruttamento economico imposto delle grandi imprese multinazionali, costringe a lasciare la loro terra.

Hanno salvaguardato ripopolandolo e facendo interventi adeguati, un territorio che il sistema capitalista riduceva nelle condizioni che le alluvioni di questi giorni in Calabria mettono in luce.

Ecco un esempio delle Amministrazioni Locali d’Emergenza di cui i lavoratori italiani hanno bisogno.

Hanno violato leggi, norme e direttive del governo centrale e delle sue diramazioni locali? Ben vengano simili violazioni. È una delle azioni a cui i lavoratori organizzati devono indurre tutte le Amministrazioni Locali. Senza sovvertire l’ordine antipopolare esistente non si crea l’ordine delle masse popolari organizzate!

Un effetto del governo M5S-Lega l’arresto di Domenico Lucano? No! Magistratura e Forze dell’Ordine della Repubblica Pontificia da un anno e mezzo, quindi sotto il governo Gentiloni se non già sotto il governo Renzi, dedicavano tempo e risorse a tessere la trama che, se non fosse stato per l’opera meritoria di un giudice delle indagini preliminari ribelle al sistema politico delle Larghe Intese, sarebbe finita oltre gli arresti domiciliari e la sospensione da sindaco ordinata dal Prefetto di Crotone. 

Matteo Salvini plaude all’opera del suo predecessore Minniti. Gran parte se non tutte le infamie dell’attuale governo M5S-Lega sono la continuazione dell’opera dei governi delle Larghe Intese.

Matteo Salvini fa con sghignazzi e schiamazzo quello che il suo predecessore Minniti faceva con religiosa discrezione.

La sicurezza oggi non è questione di razza e di invasori. Oggi una società che non garantisce a tutti di poter guadagnare quello che occorre per una vita dignitosa facendo un lavoro utile e dignitoso, crea inevitabilmente una massa di individui a disposizione per caporali e organizzazioni criminali ed è inevitabile che i più intraprendenti prendano essi stessi iniziative di ogni genere per procurarsi tutto il benessere che gli riesce di procurarsi. Dove non c’è sicurezza per tutti, oggi non c’è più sicurezza per nessuno! Non sono espulsioni e galere che cambiano la situazione.

Dieci, cento, mille Amministrazioni Comunali d’Emergenza come Riace!

 Ulisse, segretario generale del CC del nuovo Partito Comunista Italiano.

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Comunicato rapido n. 3 – 14 settembre 2018

  Chi è responsabile del crollo del Ponte Morandi?

Come impedire che queste stragi si ripetano?

Un dirigente, tecnico o funzionario che due mesi fa, qualche mese fa, qualche anno fa avesse sostenuto con forza che bisognava arrestare il traffico sul Ponte Morandi di Genova, decine di migliaia di auto e autocarri al giorno, ed eseguire lavori di manutenzione, certamente avrebbe provocato enormi perdite di profitti alla famiglia Benetton, agli azionisti delle sue società e di altre in qualche modo collegate ad esse direttamente o tramite la Borsa e il mercato finanziario. Gente alcuni dei quali sono molto potenti e influenti nel mondo degli affari, della ricerca, della politica e della scienza: ogni professionista deve tenerne conto. Avrebbe danneggiato finanziariamente anche i trasportatori e disturbato il traffico e migliaia e migliaia di persone e di attività connesse. Il crollo e la strage del 14 agosto non ci sarebbero stati e neanche i disagi attuali agli abitanti e ai passeggeri e trasportatori. Ma i danni certo che sì, ci sarebbero stati. Ora che il ponte è crollato, tutti dicono che certo, bisognava provvedere.

Ma visto che il crollo non ci sarebbe stato, chi dei ricchi e potenti avrebbe premiato, lodato e apprezzato il responsabile di tale sconvolgimento finanziario e del traffico autostradale e delle attività connesse? Visto che il crollo non ci sarebbe stato, avrebbero sempre potuto con argomenti contestabili ma non del tutto infondati dire che aveva esagerato il rischio e causato molti danni finanziari e d’altro genere. Chi violando il segreto bancario o commerciale rivela i reati dei ricchi viene punito e messo al bando: figuratevi cosa sarebbe successo a chi avesse causato i danni connessi all’arresto per mesi del traffico e dei pedaggi!

Ora tra tutti quelli, dirigenti e tecnici, che avevano i poteri per bloccare il traffico o almeno influenzare una simile decisione, i magistrati da settimane cercano i responsabili che avrebbero potuto scatenare la decisione e non l’hanno fatto. A crollo avvenuto, tutti sono d’accordo che bisogna intervenire per tempo. Cercheranno i colpevoli ancora per settimane, mesi e qualche anno: primo grado, secondo grado e poi cassazione, come minimo. A un mese dal crollo, non hanno ancora fatto l’incidente probatorio, la Procura chiede mezzi al governo, il governo esita tra Benetton e le aziende pubbliche. Chi ha incassato più soldi dalla continuazione del traffico e della riscossione dei pedaggi fino al crollo del 14 settembre, ha più soldi per assoldare i migliori azzeccagarbugli. Questi dimostreranno che altri sono più responsabili del loro assistito, che i sintomi non erano univoci, che il crollo non era sicuro che avvenisse, che l’urgenza non era tale da esigere una decisione immediata, che il potere non era nelle mani del suo assistito e tanto meno solo di lui, che lui aveva fatto la sua parte, che la responsabilità va come minimo ripartita. Un articolo del codice, un codicillo lo si trova sempre e i magistrati fanno il loro mestiere, hanno le loro relazioni: finita la magistratura, vanno a dirigere aziende e istituzioni, se non loro i loro figli.

Così funziona il sistema capitalista. Nel campo della costruzione, manutenzione e gestione delle infrastrutture, delle opere pubbliche e di tanto altro. Ma vale anche per l’inquinamento e per ogni altra attività. Se incassi soldi e fai incassare soldi a chi ti paga, va tutto bene. L’economia funziona, il PIL cresce, lo spread diminuisce. Ogni opera per la sicurezza sul lavoro, per la stabilità di case e infrastrutture, per la prevenzione delle malattie, per evitare disastri che non è neanche sicuro succederanno, è una spesa certa per il capitalista. Il danno finanziario è certo. Se succede il disastro, vedremo come si ripartiranno i danni finanziari, per le responsabilità penali poi è tutto da vedere.

  

 Un sistema di rapporti di lavoro che mira a massimizzare i profitti porta ai risultati che vediamo. Un sistema che mira a massimizzare il benessere della popolazione, non esclude che si facciano errori, ma non è un incitamento a rischiare, a far correre il rischio alla popolazione e ai lavoratori, a ridurre ad ogni costo le spese.

Criminali sono i membri della classe che protrae la vita del sistema sociale capitalista, i capitalisti e i loro complici.

Chi veramente vuole essere solidale con le vittime del crollo del Ponte Morandi, deve arruolarsi nelle file del Partito comunista che lotta per eliminare il capitalismo e instaurare il socialismo. Una società dove una cosa è tanto legata all’altra come è la società attuale, se è governata da individui ognuno dei quali deve aumentare il capitale che lui amministra altrimenti è soppiantato da altri, non è in grado di evitare disastri, prevenire catastrofi, per forza di cose provoca inquinamento e distruzione dell’ambiente, abbrutimento degli individui, miseria e sprechi, guerre e delitti d’ogni genere.

Solo con l’instaurazione del socialismo l’umanità ha un avvenire felice e il libero sviluppo di ogni individuo diventa la condizione del libero sviluppo di tutti.

Sulla base della scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia, il nuovo Partito comunista ha elaborato e attua un preciso piano d’azione per instaurare il socialismo. La velocità con cui attuiamo il nostro piano dipende dal numero delle persone che si arruolano nelle nostre file.

Ulisse, segretario generale del CC del nuovo Partito Comunista Italiano.

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Comunicato rapido n. 2 – 3 settembre 2018

Il governo del cambiamento deve cambiare il paese!

Le masse popolari gli hanno dato la maggioranza parlamentare per farlo!

Luigi Di Maio aveva ben detto: non è rispettando codicilli e commi da azzeccagarbugli che faremo rispettare il diritto degli italiani alla vita. Il problema è che a venti giorni dal crollo del ponte Morandi a Genova, il governo Conte e la sua maggioranza parlamentare non hanno ancora deciso cosa fare a Genova. Non hanno neanche osato tenere un’assemblea a Genova. Bisogna restituire Genova ai genovesi, le città e il territorio devono essere di chi ci abita, non nodi autostradali e dei trasporti aerei e ferroviari. Il terreno è per chi ci abita, non per i capitalisti che ci speculano. Invece dominano i Benetton e simili con i loro azzeccagarbugli, con i magistrati al loro servizio (quanti milioni di processi hanno in sospeso?) e con gli alti funzionari ministeriali e i grandi professoroni che si rimpallano il problema e le responsabilità.

Luigi Di Maio ha ben detto: ogni famiglia oggi in condizioni di povertà deve avere un reddito che gli consenta una vita dignitosa e ogni adulto deve avere anche un lavoro utile e dignitoso. A tre mesi dalla costituzione, il “governo del cambiamento” quali passi ha fatto per realizzare l’obiettivo? Il decreto Dignità in alcuni campi è un passo nella direzione giusta, ma non basta: il lavoro precario  continua a crescere a scapito del lavoro a tempo indeterminato, la giusta causa contro i licenziamenti arbitrari non è ancora ristabilita.

M5S e Lega avevano promesso di abolire l’infame riforma Fornero che ha alzato l’età delle pensioni in Italia al livello più alto d’Europa e del mondo. Cosa aspetta il “governo del cambiamento” a abolirla, ad alzare a un livello dignitoso le pensioni di fame? Quante pensioni d’oro ha abolito? Chi sono i titolari delle pensioni d’oro? “Ma è un diritto acquisito!” – Che vadano a leggere la Costituzione e vedranno quanti diritti i governi delle Larghe Intese, da Prodi a Berlusconi a Renzi hanno abolito, quanti diritti non hanno attuato. Il governo Di Maio-Salvini imbroglia se pretende cambiare il paese con la collaborazione degli azzeccagarbugli e dei magistrati che lavorano per i violatori della Costituzione e i rapinatori delle masse popolari!

Matteo Salvini ha ben ragione di sguinzagliare finalmente i prefetti e i loro funzionari a fare l’inventario delle case che  erano vuote e sono state occupate. Deve far fare l’inventario anche di quelle che sono ancora vuote e farle occupare da famiglie che hanno bisogno di una casa o destinarle ad attività utili alla popolazione. La proprietà privata e pubblica deve essere al servizio del benessere sociale, lo prescrive nettamente l’articolo 42 della Costituzione che tutti i governi precedenti, quelli delle Larghe Intese più di tutti, hanno impunemente violato! E i loro funzionari e ministri si godono pure le pensioni d’oro! In ogni zona le Pubbliche Autorità devono creare agenzie per la rimessa in uso delle case vuote, per la manutenzione e la messa in sicurezza di tutte le abitazioni e di tutti gli stabili, per porre fine al degrado degli edifici, della infrastrutture e dei quartieri. Chi non paga l’affitto deve pagarlo e se il reddito non basta a farlo, bisogna alzare i salari e integrare i redditi. Gli affitti non devono superare una quota ragionevole del reddito minimo garantito! In Italia ci sono più case vuote che famiglie senza casa.

Il “governo del cambiamento” non attua le promesse elettorali del M5S e della Lega perché non osa violare gli interessi dei capitalisti e degli speculatori che comandano tramite la Unione Europea, la Banca Centrale Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la NATO; perché aspetta il loro consenso, perché non osa rimuovere funzionari e magistrati che sabotano e boicottano, non osa fare appello ai funzionari e ai magistrati onesti, ai tecnici di valore perché collaborino a rinnovare e salvare il paese, a mettere in sicurezza le sue strutture e gli edifici pubblici e privati. Quando una casa, una chiesa o una scuola crollano o saltano in aria, non è questione che riguarda solo il suo proprietario!

I capitalisti che vogliono chiudere le aziende, la Bekaert di Figline Valdarno è un esempio assurto all’onore delle cronache ma in realtà sono migliaia, non devono poterlo fare, le aziende devono continuare a produrre. Le aziende che producono cose inutili o dannose devono essere convertite a produzioni utili. Non basta garantire un ammortizzatore sociale agli operai licenziati. E che fanno i giovani senza posti di lavoro? I lavoretti e i lavori precari generano disgregazione sociale, malavita e disperazione. Guardate la Germania: i gazzettieri di regime gridano ai nazisti, ma in realtà in Germania i patiti del nazismo come da noi gli scimmiottatori del fascismo del secolo scorso (Forza Nuova, CasaPound e simili) non fanno che intrufolarsi tra milioni di persone ridotte alla miseria e alla disperazione dai lavoretti, dal lavoro precario e dall’emarginazione sociale prodotti dai “buoni governi democratici”. Chi sono i veri assassini e criminali?

Matteo Salvini si atteggia a uomo forte contro gli immigrati. I gridolini di paura e la riprovazione che suscita nella Commissione Europea e nelle Agenzie di rating fanno il suo gioco: sembra davvero un uomo forte e coraggioso. Contro gli immigrati dice addirittura “aiutiamoli a casa loro!”: non proprio come Papa Bergoglio ma quasi. Non osa però ordinare all’ENI di smettere di manomettere  terreni in Africa, non osa ritirare i soldati italiani dall’Africa e dal Medio Oriente, non osa chiudere le basi NATO, USA e sioniste in Italia. A Salvini forse va bene il blocco navale contro gli emigranti che vengono in Europa, ma non osa neanche nominare il blocco contro gli speculatori che manomettono l’Africa e i paesi oppressi del resto del mondo. Il “governo del cambiamento” non osa collaborare con i governi come quello del Venezuela che sono anch’essi alle prese con i gruppi imperialisti che pretendono continuare a dominare il mondo che devastano e portano alla rovina.

“Ma tutte queste misure, se il “governo del cambiamento” osasse prenderle susciterebbero un putiferio!” – Certo e proprio per questo il governo Di Maio-Salvini se vuole davvero cambiare l’Italia e risanarla, deve appellarsi a tutti i lavoratori, anzitutto a quelli delle aziende condannate a morte lenta come l’ILVA, perché costituiscano organismi che vigilino a che i funzionari pubblici applichino lealmente le misure disposte dal governo a favore delle masse popolari, che impediscano le operazioni di sabotaggio e boicottaggio, che pongano fine allo spreco di edifici e di risorse, che prendano direttamente e capillarmente l’iniziativa per cambiare l’Italia a favore delle masse popolari italiane. Deve appellarsi a ogni persona onesta e devota al benessere della società perché collabori al cambiamento e prenda l’iniziativa. Se continua a non farlo, è perché proclama il cambiamento per non cambiare niente nella realtà, di fatto sottobanco va a braccetto con Mattarella e gli altri uomini dell’Unione Europea.

 La solidarietà con le vittime di disastri come quello di Genova, come la solidarietà con gli immigrati cacciati dalle loro terre dagli speculatori e dalle grande aziende americane e europee sull’esempio di quello che i Benetton hanno fatto e fanno con i loro allevamenti e le loro piantagioni in America Latina, la condanna del degrado morale, sociale e materiale dei quartieri sono chiacchiere diversive e manovre speculative di politicanti, se non si combinano con la solidarietà con i lavoratori italiani che i capitalisti cacciano dalle fabbriche condannate alla morte più o meno lenta.

Tutti i lavoratori avanzati, tutti i proletari, tutti i giovani e le donne che vogliono un futuro di dignità e di benessere per se e per tutti, tutte le persone convinte che per porre rimedio ai guai personali bisogna rinnovare il paese e mettere fine ai guai di tutti gli oppressi e sfruttati, devono unirsi. Sei mesi fa, il 4 marzo, milioni di loro hanno tolto il terreno sotto i piedi ai ladroni delle Larghe Intese che ora si lagnano e latrano contro il governo Di Maio-Salvini. Ma il “governo del cambiamento” esita a rompere con quello che quei politicanti e ladroni facevano, continua in cento campi a fare quello che loro facevano. Bisogna scendere nelle piazze e nelle strade, prendere in ogni posto e in ogni campo, capillarmente, tutte le iniziative atte a far chiaramente intendere che se il governo M5S-Lega osa avanzare avrà l’appoggio delle masse popolari e supererà ogni ricatto dei gruppi imperialisti; se imita i governi delle Larghe Intese farà rapidamente la loro fine e peggio. Un vero governo d’emergenza, un vero governo del cambiamento prenderà il suo posto.

Ulisse, segretario generale del CC del nuovo Partito Comunista Italiano.

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Comunicato rapido n. 1 – 18 agosto2018

È impossibile cambiare un paese rispettando i diritti acquisiti dai suoi tiranni

 Luigi Di Maio ha ben detto: non è rispettando codicilli e commi da azzeccagarbugli che faremo rispettare il diritto degli italiani alla vita. Il problema è se il governo Conte e la sua maggioranza parlamentare avranno l’ardire di farlo e di prendere le misure conseguenti, contro la massa di azzeccagarbugli e di magistrati che tutti i Benetton d’Italia e d’Europa metteranno in moto, di abolire con nuove leggi e decreti le leggi e le norme che sanciscono i diritti degli assassini e degli sfruttatori. Le privatizzazioni fatte dai governi delle Larghe Intese, da Prodi a Berlusconi a Renzi, vanno abolite con i contratti che le sanciscono. Non è legale, ma è giusto e legittimo, un governo popolare deve farlo. Se il governo Conte e la sua maggioranza parlamentare avranno il coraggio di farlo, milioni di italiani li appoggeranno: avranno quindi la forza per farlo.

Mai in nessun paese si è cambiato lo stato delle cose rispettando i diritti dei suoi oppressori e dei profittatori del regime. Il diritto e le leggi prescrivono e legalizzano gli interessi di chi comanda. Le classi dominanti hanno violato i diritti scritti sulla carta tutte le volte che erano in contrasto con i loro interessi. Quanti articoli della Costituzione del 1948 non sono mai stati attuati? Quanti articoli della Costituzione del 1948 hanno violato? La Costituzione entrò in vigore il 1° gennaio 1948 e già il 7 febbraio le sezioni riunite della Corte di Cassazione, composte da magistrati educati e promossi sotto il fascismo, sentenziarono che le norme della Costituzione che stabilivano i nuovi diritti dei lavoratori (al lavoro, all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’abitazione, ecc.), delle donne (all’eguaglianza di diritti con gli uomini) e dell’Italia alla sovranità nazionale erano solo “programmi” che avrebbero dovuto essere attuati, traducendoli in leggi nuove che non furono mai fatte. Furono attuati solo in piccola misura fin quando i lavoratori, aggregati attorno al PCI e forti del sostegno del movimento comunista mondiale e dell’Unione Sovietica, fecero ai capitalisti e al clero abbastanza paura da indurli a fare concessioni per calmare le acque.

Per migliorare le cose, bisogna avere il coraggio e la forza per farlo. Il governo ha la forza per farlo, contro leggi e regolamenti, contratti, codici e leggi se ha l’appoggio delle masse popolari, se lo sollecita, se è deciso ad appoggiarsi  sulle masse popolari che il 4 marzo si sono già espresse con il voto a favore del cambiamento.

Le pensioni d’oro sono legali, ma ingiuste: vanno abolite. Le pensioni di fame, sono legali, ma ingiuste: vanno abolite e sostituite con pensioni decenti. La disoccupazione è legale, ma ingiusta: va abolita. Ad ogni adulto va assegnato un lavoro utile e dignitoso e un reddito adeguato a una vita civile. La protezione della vita e del benessere delle persone e dell’ambiente passa davanti alle leggi: le leggi in contrasto sono ingiuste, vanno abolite. Questa è la sovranità nazionale. Abbiamo i mezzi per farlo: basta abolire i lussi e gli sprechi dei ricchi e la loro libertà di disporre dei beni del paese e del lavoro degli altri. Che il governo e la sua maggioranza parlamentare chiamino la gente in piazza, che indicano referendum su ogni questione controversa, su ogni questione in cui i ricchi e il clero, i partiti da PD a Berlusconi, la magistratura e gli alti funzionari statali fanno opposizione e ostruzione. Il governo e la sua maggioranza parlamentare devono destituire tutti gli alti funzionari civili e militari, delle Forze Armate, dei Carabinieri e della Polizia che non adempiono lealmente le decisioni del governo e della maggioranza parlamentare e nominare al loro posto persone leali e favorevoli agli interessi delle masse popolari. È la volta che finalmente un governo che fa gli interessi delle masse popolari faccia approvare con voti di fiducia misure adeguate in Parlamento e ne imponga l’attuazione chiamando le masse popolari ad attuarle anche direttamente e a controllare che ogni organo delle Pubblica Amministrazione le attui lealmente. I magistrati che non osservano rigorosamente la Costituzione della Repubblica devono essere licenziati. Con l’appoggio delle masse popo lari il governo e la sua maggioranza hanno la forza per far fronte all’oligarchia finanziaria dell’UE e alla NATO. Proprio la grandezza del Debito Pubblico (più di 2.100 miliardi di euro) è una garanzia che l’oligarchia del gruppi imperialisti europei, USA e sionisti tratterà l’Italia con cautela maggiore persino di quella che usa con la Turchia: i loro crediti diventano carta straccia se il governo italiano smette di pagare gli interessi e di rimborsare i titoli in scadenza, nazionalizza le banche e blocca i movimenti dei capitali finanziari e le istituzioni finanziarie che li movimentano.

Tutto dipende dal coraggio che Conte e il suo governo, Di Maio e il M5S, Salvini e la Lega avranno o non avranno di mettere gli interessi e la sovranità de popolo italiano prima degli interessi dell’oligarchia finanziaria che pretende governare il mondo, l’oligarchia di cui la famiglia Benetton, gli assassini di Genova, fa parte. Ogni pressione per darglielo, è giusta e benvenuta.

Qui si misura la natura del M5S e della Lega, non nelle chiacchiere, nelle dichiarazioni e nelle promesse.

La solidarietà con le vittime di Genova consiste oggi nel mobilitarsi in ogni piazza e paese e chiedere al governo Conte di prendere le misure necessarie, di avere il coraggio di mantenere le promesse elettorali.

Ulisse, segretario generale del CC del nuovo Partito Comunista Italiano.

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