Il nuovo Partito comunista italiano e il governo M5S-Lega

4 Ott

Comunicato CC 17/2018 – 3 ottobre 2018

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Oggi cade il 14° anniversario della fondazione del nuovo Partito comunista italiano. Abbiamo fondato il Partito il 3 ottobre 2004 dopo che con un lavoro pluriennale avevamo creato le condizioni necessarie per farlo con scienza e coscienza. In particolare avevamo studiato, e sottoposto (con la rivista Rapporti Sociali, opuscoli, conferenze e riunioni) alla critica di tutti quelli che in quegli anni di preparazione vi erano interessati, i motivi che avevano impedito di instaurare il socialismo in Italia e negli altri paesi imperialisti nel corso della prima crisi generale del sistema imperialista mondiale, nella prima parte del secolo XX. La causa dell’insuccesso sono stati alcuni precisi limiti (descritti uno a uno) del movimento comunista cosciente e organizzato nella comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe. Essi risultavano da una accurata analisi della storia. Un esempio della nostra ricerca è dato nell’articolo Pietro Secchia e due importanti lezioni (La Voce n. 26). La natura e i risultati di quel lavoro sono sinteticamente illustrati nella Risoluzione della Commissione Preparatoria allargata (La Voce n. 18) che annunciò la fondazione del Partito e lanciò il secondo stadio della sua costruzione, lo stadio ancora in corso del consolidamento e rafforzamento del Partito.

Una delle differenze fondamentali tra il nuovo Partito e tutti i partiti comunisti che lo hanno preceduto in Italia e negli altri paesi imperialisti, riguarda la forma delle rivoluzione socialista. Facendo il bilancio dell’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria avevamo concluso che nei paesi imperialisti i comunisti non devono essere quelli che “si preparano per quando ci sarà la rivoluzione socialista”, quelli che “creano le condizioni per approfittare dell’occasione quando la rivoluzione socialista scoppierà” (è ancora oggi la concezione che del ruolo dei comunisti hanno molti compagni: il Partito Comunista di Marco Rizzo è un aggregato esemplare di essi). Essi non sono solo i promotori più decisi e lungimiranti delle lotte rivendicative del proletariato. Tanto meno sono un partito che come altri partecipa alla lotta politica corrente in ogni paese imperialista.

La rivoluzione socialista è una guerra delle masse popolari (in particolare del proletariato) contro la borghesia imperialista. I comunisti sono quelli che la promuovono all’interno della società borghese, avanzando passo dopo passo. È una guerra che inizia con la costituzione del suo Stato Maggiore, il Partito comunista e si conclude con l’instaurazione del socialismo. Una guerra che consiste (come illustrato nel nostro Manifesto programma cap. 3.3) nella creazione del potere delle masse popolari organizzate che il Partito mobilita e orienta. Contrariamente a quello che pensano i militaristi e altri ingenui, il potere non consiste solo nell’avere armi: potere è far fare ad altri quello che senza il tuo intervento non farebbero. Il nuovo potere da ora, iniziando in ogni punto in cui vi è un’organizzazione operaia o popolare (OO/OP), si contrappone al potere della classe dominante (la borghesia imperialista e il suo clero). Giunto a un certo punto del suo sviluppo, esso soppianterà il potere della borghesia imperialista oggi ancora ben più forte e instaurerà il socialismo (dittatura del proletariato, proprietà pubblica dei mezzi di produzione, crescente partecipazione universale dei lavoratori alla direzione della vita  sociale). La guerra popolare rivoluzionaria è una guerra che sta ai comunisti promuovere, approfittando delle condizioni della lotta di classe che il materialismo dialettico permette loro di vedere e che si sviluppa in ogni campo della vita sociale, secondo i principi ben indicati già da Lenin nella lezione ai comunisti dei paesi imperialisti stesa nel 1920, L’estremismo, malattia infantile del comunismo. Questo comporta che il Partito comunista operi secondo un preciso piano di guerra elaborato sulla base delle condizioni reali in cui opera e che traduce via via in campagne, battaglie e operazioni tattiche adattandosi alle circostanze e ai risultati della sua lotta.

Di converso a tutti quelli che oggi si dichiarano comunisti e non condividono questa nostra concezione, noi senza riserve chiediamo (e dobbiamo chiedere) quale è la lezione che hanno tratto e traggono a proposito della forma della rivoluzione socialista dal bilancio dell’esperienza della prima ondata mondiale della rivoluzione proletaria esauritasi negli anni ’70 del secolo scorso. Ma questo (il fronte della lotta teorica) è un aspetto indispensabile della nostra lotta, ma non l’aspetto decisivo. L’aspetto decisivo sta nella linea particolare che di fase in fase seguiamo e nei risultati che ne traiamo in termini di costruzione del nuovo potere.

La svolta prodottasi nel sistema politico dei paesi imperialisti (La Voce n. 59) ci impone di definire più in dettaglio la nostra tattica.

Proprio per la concezione della rivoluzione socialista che abbiamo indicato, non siamo tra quelli che “stanno a vedere” cosa farà il governo M5S-Lega che i vertici della Repubblica Pontificia (RP) hanno sia pure controvoglia insediato il 1° giugno scorso. Non siamo neanche tra quelli che si accontentano di denunciarlo come governo “fascioleghista”, come il “governo più di destra che abbiamo mai avuto”, stendendo di fatto un velo sul catastrofico corso delle cose che i governi delle Larghe Intese (Prodi, Amato, D’Alema, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni), destra e sinistra combinate, hanno imposto alle masse popolari mettendo il nostro paese al servizio delle istituzioni (UE, BCE e NATO) dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti. Non siamo neanche tra quelli che si aspettano che il “governo del cambiamento” realizzi promesse che non ha e non si dà i mezzi per realizzare.

Nostro compito è profittare della breccia che l’insofferenza e la ribellione delle masse popolari hanno aperto nel sistema politico del nostro paese (e di altri paesi imperialisti). Non è importante che il governo M5S non è conforme ai nostri valori e alle nostre aspirazioni. L’importante è che, a parte alcuni esponenti (Tria, Moavero e altri) del vecchio sistema politico delle Larghe Intese imposti dai vertici della RP, è composto da esponenti di due organismi (M5S e Lega) che hanno conquistato i voti di ampie masse popolari grazie alla promessa di porre rimedio ad alcuni degli effetti antipopolari del corso delle cose imposto dai gruppi imperialisti europei, USA e sionisti e li conserveranno solo se larga parte delle masse popolari sarà soddisfatta dei risultati della loro opera. Hanno promesso soluzioni che corrispondono al senso comune con cui si ritrova oggi una larga parte delle masse popolari dopo la prima ondata e il suo esaurimento e sotto l’azione del sistema di intossicazione e di diversione messo in campo dalla borghesia imperialista e dal clero. Noi comunisti non possiamo prescindere da questo. Dobbiamo approfittare delle operazioni del governo M5S-Lega per fare scuola di comunismo alle ampie masse.

Hanno promesso che ogni famiglia deve avere il minimo necessario per evitare emarginazione sociale e povertà estrema; che ogni persona deve essere al sicuro per quanto riguarda la sua vita e i suoi beni personali; che ogni paese deve godere di sovranità nazionale. Hanno promesso questo e altre cose elementari di buon senso comune.

Le loro promesse sono campate in aria (per questo diciamo che è un governo provvisorio): né M5S né Lega si sono dati i mezzi per far fronte al sabotaggio e al boicottaggio dei gruppi imperialisti, mentre d’altra parte i rimedi promessi ledono gli interessi dei capitalisti. I capitalisti hanno bisogno di disoccupati, di immigrati e di lavoratori precari per costringere chi lavora ad accettare infami condizioni di lavoro e di salario; hanno bisogno di una massa di emarginati perché tra essi possono attingere reclute per le loro attività, in particolare per le loro attività criminali: pazienza se qualcuno dei più intraprendenti “si mette in proprio”, i ricchi si proteggono moltiplicando polizie pubbliche e private;  hanno bisogno di una scuola che non insegna a pensare, perché il loro potere si basa sulla rassegnazione e l’ignoranza delle masse popolari; hanno bisogno di un sistema sanitario pubblico che non funziona perché l’assistenza sanitaria privata è un affare; hanno bisogno di servizi pubblici privatizzati e di infrastrutture date in gestione, perché sono una fonte di valorizzazione del loro capitale: l’elenco potrebbe continuare. Per quanto riguarda le malefatte, infami e perfino criminali del nuovo governo (la persecuzione degli immigrati e degli emarginati, la collaborazione delle forze armate italiane e dei gruppi imperialisti italiani alla devastazione dei paesi oppressi e alla cacciata delle loro popolazioni, lo sgombero delle case vuote occupate per abitazione e per attività socialmente utili, ecc.), non ce n’è una che non fosse già attività corrente dei governi delle Larghe Intese, quello che facevano i governi di Prodi, di Berlusconi, di Renzi e di altri che ora latrano contro il governo M5S-Lega.

Continuiamo la lotta contro queste malefatte, ma la parte principale del nostro lavoro è mobilitare le masse popolari a prendere in parola M5S e Lega, ad esigere che applichino i rimedi promessi, a sfidarli applicandoli direttamente in ogni caso in cui si tratta di rimedi applicabili a livello locale con le forze di cui già le masse popolari organizzate dispongono, ad approfittare di ogni misura presa dal governo per mettere in luce i mali del capitalismo (approfittare del censimento delle abitazioni vuote occupate per mettere in luce gli edifici vuoti abbandonati al degrado, approfittare delle angherie e gesticolazioni dei Centri per l’Impiego per mettere in luce i lavori utili, necessari per un viver civile).

I rimedi promessi dal M5S e Lega conformi agli interessi delle masse popolari sono incompatibili con la sottomissione delle masse popolari ai capitalisti e con la gestione capitalista delle aziende. L’attività attribuita ai Centri per l’Impiego è incompatibile con la morte lenta delle aziende e con la riduzione dei servizi pubblici, con la delocalizzazione delle aziende capitaliste. La riduzione dell’inquinamento e del riscaldamento climatico è incompatibile con il trasporto di merci di uso corrente da un angolo all’altro del mondo, con le attività militari, con la diffusione dello spostamento abitazione-lavoro, con la trasformazione del turismo in attività economica essenziale, con la moltiplicazione dei marchi dello stesso prodotto, la concorrenza in pubblicità e in imballaggi, e con altre manifestazioni della crisi generale del capitalismo: l’attività economica deve essere mirata a soddisfare i bisogni di una vita civile, non a moltiplicare il denaro dei capitalisti. Dobbiamo portare le masse popolari a constatare e contrastare questo, sulla scala più ampia di cui siamo capaci. Sarà una formidabile scuola di comunismo, assolutamente necessaria.

Il governo M5S-Lega ha già incominciato a mettere in evidenza la sottomissione del governo italiano alle istituzioni dei gruppi imperialisti (UE, BCE, fondi di investimento, ecc.) che i governi delle Larghe Intese tenevano accuratamente nell’ombra. In Italia la sovranità nazionale, affermata a chiare lettere dalla Costituzione del 1948, era già stata aggirata con il ruolo di governo occulto di ultima istanza del paese svolto dal Vaticano e con il protettorato USA coperto dalla NATO. L’asservimento è diventato ancora più stringente con la rinuncia dello Stato al potere di creare moneta (Divorzio Tesoro – Banca d’Italia del 1981) culminata nell’inclusione dell’Italia nella UE e nella delega alla BCE del potere di creare moneta. Mettere questa dipendenza alla luce del giorno è, anche solo questo, un grande anche se involontario contributo di M5S e Lega alla rivoluzione socialista. È impossibile instaurare il socialismo senza sovranità nazionale. È impossibile trasformare il sistema delle relazioni internazionali in un sistema mondiale di scambio, collaborazione e solidarietà tra i popoli senza sovranità nazionale. Con il Debito Pubblico al posto della creazione di moneta, i gruppi imperialisti europei, USA e sionisti hanno legalizzato il loro potere sui governi nazionali: il governo M5S-Lega o lo spezza o sarà esso distrutto.

Il governo M5S-Lega ha già incominciato a mettere in evidenza che il potere del governo e del Parlamento è impotenza finché alla testa dell’apparato dello Stato e di altre istituzioni pubbliche vi sono funzionari che dipendono direttamente dal Vaticano, dai gruppi imperialisti europei, USA e sionisti e dalle loro istituzioni (UE, BCE, NATO) e affini, finché una magistratura a questi asservita può bloccare ogni iniziativa usando la legalità come scusa. A quasi due mesi dal crollo del ponte Morandi a Genova, i lavori di riparazione dei danni non sono ancora incominciati e l’accesso alle case è  ancora interdetto: tutto legale ma illegittimo. Le pensioni d’oro e i licenziamenti (vedi Pomigliano e Nola) per mancanza di fedeltà al padrone sono legali, la distruzione delle aziende (Termini Imerese e Mirafiori sono i casi più illustri) legale. La rivitalizzazione di Riace è illegale, il sindaco è agli arresti domiciliari: i padroni di Autostrade per l’Italia, nonostante il crollo del ponte Morandi si godono i loro privilegi e spadroneggiano. I complici dei criminali amministrano la giustizia, perché la criminalità è legge: a questo si è ridotto lo Stato di diritto della borghesia!

Il vecchio potere della borghesia e del clero è incompatibile con la vita delle masse popolari. Il proposito di aggiustarlo mettendo alla sua testa un governo di buona volontà è campato in aria, quale che sia la buona fede dei suoi esponenti. Il vecchio potere va spazzato via e soppiantato dal potere delle masse popolari organizzate.

Sono lezioni che fanno parte della scuola di comunismo che noi comunisti dobbiamo far fare alle masse popolari, con tenacia e con fiducia nel marxismo-leninismo-maoismo, la scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia.

La nostra impresa è difficile, ma possibile e necessaria!

Avanti quindi, con coraggio e abnegazione, con scienza e coscienza!

Il nuovo Partito comunista italiano è l’associazione dei promotori di questa impresa!

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Per mettersi in contatto con il Centro del (n)PCI senza essere individuati e messi sotto controllo dalle Forze dell’Ordine borghese, una via consiste nell’usare TOR [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ], aprire una casella email con TOR e inviare da essa a una delle caselle del Partito i messaggi criptati con PGP e con la chiave pubblica del Partito [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ].

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