Avviso ai naviganti 81 – Portare fiducia in se stessi nelle file dei proletari!

28 Giu

28 giugno 2018

(Scaricate il testo in versione Open Office o Word )

 

Diffondere insicurezza e panico nelle file della borghesia imperialista!

 

Avanzare nella creazione del nuovo potere popolare in tutto il paese!

 

La borghesia imperialista non riesce più a governare il mondo come lo ha governato finora. La crisi generale del capitalismo si aggrava. La crisi del sistema politico della borghesia imperialista si aggrava in ogni paese e a livello internazionale. In ogni paese imperialista il governo finisce nelle mani degli esponenti più avventuristi e spericolati della classe dominante o di organismi e personaggi che riescono a presentarsi come esponenti dell’insofferenza delle masse popolari per il catastrofico corso delle cose imposto dalla borghesia imperialista. La comunità dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti è dilaniata da mille contrasti. È uno dei sintomi della situazione rivoluzionaria.

Nel nostro campo l’insofferenza delle masse popolari si esprime in mille modi su tutti i terreni. Il governo M5S-Lega è il risultato al quale per ora è approdata in Italia. L’esito delle elezioni del 4 marzo ha aperto una breccia nel sistema politico delle Larghe Intese. Le elezioni amministrative di giugno hanno allargato la breccia. Inutilmente gli esponenti del sistema politico delle Larghe Intese (da Grasso a Renzi a Berlusconi) cercano una qualche combinazione di organismi e personaggi per riprendere in mano il governo del paese. Essi e i gruppi e personaggi della vecchia sinistra borghese (quella erede dei revisionisti moderni) non riescono a fare altro che dire e mostrare con clamore che per le masse popolari il governo Di Maio-Salvini non fa meglio dei governi Prodi, Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni-Minniti, dei governi benedetti dai presidenti Ciampi, Napolitano e Mattarella. Grande scoperta, grande consolazione!

Effettivamente il governo Di Maio-Salvini è anch’esso come quei governi succube dell’oligarchia finanziaria europea e americana, dell’Unione Europea e della NATO, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale che opera agli ordini della Federal Reserve USA. Le aziende sono ancora nelle mani dei capitalisti, che delocalizzano, riducono, trasformano, appaltano, subappaltano, esternalizzano, precarizzano, licenziano: ognuno di loro gestisce ogni azienda come sua proprietà privata per fare profitti. La Pubblica Amministrazione è ancora fatta di funzionari selezionati e formati per servire i capitalisti, partecipare alla suddivisione del bottino, arricchirsi e collaborare con la criminalità organizzata, infierire sui lavoratori, sugli immigrati, sugli emarginati. Intrecciati ai traffici dei grandi capitalisti fioriscono i traffici della criminalità organizzata che recluta e sfrutta la miseria e il degrado in cui la borghesia imperialista costringe le masse popolari: qui i padroni reclutano.

 Il capitalismo si abbatte, non si cambia! Il governo Di Maio-Salvini, frutto dell’insofferenza delle masse popolari che hanno aperto una breccia nel sistema politico delle Larghe Intese, dà un’altra prova di questo principio!

Di contro a questo cresce anche nel nostro paese la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari, dei proletari aggregati e no nelle aziende capitaliste e pubbliche e nelle istituzioni pubbliche. Questa è la forza che può cambiare il corso delle cose, che crescendo crea una vera alternativa al sistema economico, politico e sociale della borghesia imperialista, instaura nel paese il sistema del nuovo potere popolare della classe operaia che passo dopo passo prende il posto del potere della borghesia imperialista e del suo clero fino a quando lo eliminerà del tutto e instaurerà il socialismo. Nei prossimi mesi il governo M5S-Lega combinerà qualcosa di sostanzialmente migliore per le masse popolari, in rottura con la corsa al degrado ambientale e sociale, alla devastazione del territorio e delle città, all’abbrutimento intellettuale e morale, alla criminalità organizzata e minuta, alla guerra tra immigrati e italiani d’origine e all’aggressione ai paesi oppressi d’Africa, d’Asia e dell’America Latina, combinerà qualcosa in rottura con la corsa promossa dai governi che lo hanno preceduto, solo se crescerà nel paese il nuovo potere popolare, nella misura in cui esso condizionerà il nuovo governo e il nuovo governo si appoggerà ad esso contro i gruppi imperialisti italiani ed esteri. La costruzione del sistema del nuovo potere popolare avanza, ma avanza lentamente nonostante il rapido procedere della crisi del sistema politico della borghesia imperialista.

Cosa è che rende lenta la crescita del sistema del nuovo potere popolare?

Il freno principale alla trasformazione dell’insofferenza per il corso delle cose imposto dalla borghesia imperialista in costruzione del sistema del nuovo potere popolare è costituito dalla demoralizzazione e sfiducia in se stessi che predominano oggi tra le masse popolari.

È uno stato d’animo che la borghesia imperialista e il suo clero alimentano capillarmente e in ogni modo con tutti i mezzi che il potere conferisce loro, perché è la loro arma maggiore per perpetuare il loro dominio. È uno stato d’animo che i gruppi e i personaggi della sinistra borghese disfattista (“il socialismo è roba d’altri tempi”, “sarebbe bello ma non è possibile”, “va male ma non c’è alternativa”, ecc.) alimentano usando quello che resta della loro influenza sulle masse popolari. Il fallimento dei loro tentativi di per sé inconsistenti di correggere il capitalismo, di applicare qua e là rimedi alle piaghe del capitalismo, lo usano da disfattisti per demoralizzare le masse popolari (“noi la buona volontà ce la mettiamo, ma non è possibile”, “le masse popolari, gli altri, sono stupidi e vigliacchi, non vogliono combattere”). Ma quello stato d’animo, oggi largamente diffuso tra le masse popolari, deriva anzitutto dalla sconfitta subita dal movimento comunista cosciente e organizzato, sconfitta tradottasi nell’esaurimento nella seconda metà del secolo scorso della prima ondata mondiale della rivoluzione proletaria. La vittoria della Rivoluzione d’Ottobre un secolo fa in Russia, la costituzione e la resistenza vittoriosa dell’Unione Sovietica sotto la direzione prima di Lenin e poi di Stalin a tutte le potenze imperialiste (democratiche e nazifasciste) avevano fatto montare in tutto il mondo una grande ondata rivoluzionaria delle classi e dei popoli oppressi, un’ondata che ha determinato la storia del secolo scorso e cambiato la faccia del mondo. Ma questa ondata non è arrivata fino a instaurare il socialismo nei paesi imperialisti e un po’ alla volta ha perso vigore. Il trionfo del revisionismo moderno nella direzione dell’Unione Sovietica ha determinato il suo lento declino come base rossa mondiale della rivoluzione proletaria, fino al crollo di circa trenta anni fa. All’effetto di questa sconfitta sta a noi comunisti porre rimedio.

Come nostra è la gloria per la grande avanzata compiuta il secolo scorso nell’emancipazione generale delle classi e dei popoli oppressi, principalmente nostro è oggi il compito di individuare i limiti ed errori che hanno portato alla sconfitta di quel movimento. Solo individuando i nostri limiti nella comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe e gli errori che di conseguenza abbiamo commesso e ponendovi rimedio rimonteremo la china.  Questo è il lavoro che abbiamo incominciato a fare e portato a buon punto. Il Manifesto Programma del (nuovo) Partito comunista italiano e il lavoro della sua Carovana (degli organismi che in misura più o meno ampia hanno assimilato e applicano il bilancio e la linea generale del Partito) sono il risultato di questo lavoro. Il sito www.nuovopci.it permette a chiunque ne ha il tempo e la capacità di rendersene conto.

Forti di questo che abbiamo fatto, noi ci appelliamo a tutti i compagni della Carovana, a tutti quelli che vogliono porre fine al catastrofico corso delle cose perché contribuiscano a combattere lo stato d’animo di demoralizzazione e sfiducia che ancora largamente è diffuso tra le masse popolari. Molti, perfino operai (indichiamo come esempio quelli dell’Assemblea di Pomigliano del 23 giugno scorso) che pur resistono con coraggio ai padroni, oggi non osano ancora dire e riconoscere che “la società senza padroni” che auspicano è il socialismo, riconoscere che la loro resistenza a Marchionne e ai suoi complici (impegnati nella guerra contro le masse popolari ancora più che nella guerra tra gruppi imperialisti) e la loro opera per promuovere mobilitazione e organizzazione degli operai e di altri lavoratori fanno parte della storia che è iniziata in Europa con la fondazione del marxismo ad opera di Marx ed Engels, è proseguita con la Rivoluzione d’Ottobre e l’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin, con la Repubblica Popolare Cinese di Mao Tse-tung e con le rivoluzioni che hanno dato corpo alla prima ondata mondiale della rivoluzione proletaria; fanno parte della storia che prosegue oggi sotto tutti i cieli e pone le premesse della prossima seconda ondata mondiale della rivoluzione proletaria. In proposito chiediamo: quanti e chi nel gennaio 1917 puntava sul rivolgimento che poco dopo ebbe inizio in febbraio in Russia?

Noi ci appelliamo a tutti quelli che comprendono i compiti del momento perché contribuiscano a combattere quello stato d’animo tra le masse popolari e, al contrario, ad alimentare l’insicurezza e il panico nelle file della borghesia e del suo clero. La nostra causa è giusta, è fondata su solide premesse materiali, ma si compie solo combattendo una dura guerra contro le classi che difendono interessi e privilegi legati al passato, legati alla società borghese che, come il marxismo e l’esperienza dimostrano, è storicamente superata. Per combattere e vincere bisogna avere fiducia in se stessi e nella vittoria. Ogni operazione, per piccola e modesta che sembri, che contribuisce a creare tra le masse popolari fiducia in se stessi e nella vittoria della rivoluzione socialista, oggi è estremamente importante. Per questo chiediamo a ognuno dei più generosi e audaci di quelli che ci leggono

1. di stampare il volantino che alleghiamo, di riprodurlo e farlo trovare dovunque riesce ad arrivare senza farsi notare agli operai, ai giovani, alle masse popolari perché sapere che c’è il (n)PCI dà loro fiducia e li invoglia a combattere, imprime una spinta contraria al disfattismo e alla demoralizzazione, alla rassegnazione e alla disperazione;

2. di stampare il volantino che alleghiamo, di riprodurlo e farlo trovare ai padroni, ai prelati e ai loro servi nelle loro case e nei loro uffici, in ogni luogo che padroni, prelati e loro servi frequentano, dovunque riesce ad arrivare clandestinamente, così seminiamo insicurezza e panico nelle loro file.

SCARICA IL VOLANTINO -> W_Karl_Marx

Il marasma è tale, tale l’insofferenza delle masse popolari e tale lo sbandamento nei circoli della borghesia imperialista e del suo clero che la vittoria della rivoluzione socialista è alle porte ed è importante ogni operazione, anche piccola, che contribuisce ad accelerare la costruzione del sistema del nuovo potere popolare.

 

Il comunismo è il movimento di trasformazione dello stato presente delle cose (Marx ed Engels, L’ideologia tedesca, 1845-1846). La scienza di questo movimento è diventata il comunismo come scienza, progetto, obiettivo, aspirazione del movimento comunista cosciente e organizzato.

Questo progetto non sorge spontaneamente negli operai come reazione e risposta all’oppressione e allo sfruttamento, come estensione della loro lotta spontanea per vendere meglio la loro forza lavoro, per attenuare lo sfruttamento. La storia di tutti i paesi attesta che la classe operaia con le sole sue forze è in grado di elaborare soltanto una coscienza rivendicativa, cioè la convinzione della necessità di unirsi in sindacati e in generale di organizzarsi, di lottare contro i  padroni, di reclamare dal governo questa o quella legge o provvedimento necessario agli operai, ecc. La dottrina del comunismo è sorta da quelle teorie filosofiche, storiche, economiche che furono elaborate dai membri colti delle classi possidenti, gli intellettuali (Lenin, Che fare? cap. 2a, Opere complete ER (1958) vol. 5 pag. 346). Essa non riguarda principalmente la lotta degli operai come attori della società borghese (e quindi partecipi anche della concezione del mondo da venditori e compratori, da valorizzatori del capitale, da sfruttatori e da individualisti che le è propria), ma come costruttori di una nuova società: la società che lo studio del corso degli avvenimenti e soprattutto lo studio della società borghese (del modo di produzione capitalista) mostra dover succedere a quella borghese, perché soluzione delle sue contraddizioni antagoniste e fatta con i presupposti che la società borghese stessa già contiene. A noi comunisti il compito di portare gli operai e gli altri membri delle masse popolari a realizzarla. Questo è il compito che l’umanità deve assolvere nella nostra epoca. Nel partecipare a quest’opera ogni individuo trova anche il senso della sua vita.

 

L’assimilazione della concezione rivoluzionaria del mondo, il marxismo-leninismo-maoismo, è indispensabile per sviluppare il movimento rivoluzionario!

 

La rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato sulla base del marxismo-leninismo-maoismo è la sintesi dei compiti dei comunisti nella fase attuale!

 

Siamo capaci di cambiare il mondo! Cambiare il corso delle cose è possibile! Instaurare il socialismo è necessario!

Le masse popolari diventeranno ancora una volta combattive come e più di quanto lo furono nel passato, man mano che per loro esperienza vedranno che i comunisti le guidano nella direzione giusta. La chiave decisiva per avanzare è il consolidamento e rafforzamento del Partito comunista.

Il primo paese imperialista che spezzerà le catene della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti mostrerà la via e aprirà la strada anche alle masse popolari degli altri paesi.

L’Italia può essere questo paese!

 

Rafforziamo il movimento comunista cosciente e organizzato!

Il futuro è nelle nostre mani!

 

Osare sognare, osare pensare, osare vedere oltre l’orizzonte della società borghese!

Osare vincere! Il nostro futuro lo costruiamo noi!

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Per mettersi in contatto con il Centro del (n)PCI senza essere individuati e messi sotto controllo dalle Forze dell’Ordine borghese, una via consiste nell’usare TOR [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ], aprire una casella email con TOR e inviare da essa a una delle caselle del Partito i messaggi criptati con PGP e con la chiave pubblica del Partito [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ].

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