Di Maio e Salvini si imbellettano, in gara a chi piace di più ai padroni della Repubblica Pontificia in putrefazione

14 Apr

Comunicato CC 5/2018 – 14 aprile 2018

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Protestiamo con ogni mezzo contro l’immondo spettacolo dei vertici della Repubblica Pontificia!

 

Fa scena la troupe dei vegliardi mafiosi Napolitano e Mattarella, protagonisti 25 anni fa dell’accordo Stato-Mafia che portò Berlusconi al governo. Intanto le squadracce e le squadriglie NATO, USA e sioniste usano alla chetichella il nostro paese per colpire in Siria e minacciare e ricattare gli altri paesi oppressi.

Cinque anni fa, nel marzo 2013 Beppe Grillo aveva convocato davanti a Montecitorio gli elettori del M5S a protestare contro i vertici della Repubblica Pontificia che negavano l’incarico di formare il governo ai vincitori delle elezioni del 24 e 25 febbraio 2013. Beppe Grillo revocò la manifestazione quando i Carabinieri minacciarono di arrestarlo. A cinque anni di distanza Di Maio invece di chiamare in piazza gli elettori del M5S e gli altri oppositori dei governi delle Larghe Intese, cerca di convincere i vertici della Repubblica Pontificia che lui servirà fedelmente gli interessi dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti più e meglio di Salvini e degli altri candidati nell’ombra (Antonio Tajani & C) proposti da Berlusconi per prendere il posto di maggiordomo ancora occupato da Gentiloni.

Quale che sia il capo del nuovo governo, se è il governo gradito ai vertici della Repubblica Pontificia sarà un governo di falsari, di irresponsabili asserviti alla NATO, alla Unione Europea e alla Banca Centrale Europea, al club di ricchi e potenti finanzieri, banchieri e industriali che devastano e dominano il nostro paese e il mondo.

Se gli operai dell’ILVA, della FCA (ex FIAT), della Piaggio, dell’Embraco, della Rational, dell’Alitalia e di ogni altra unità produttiva si fideranno dei piani industriali e degli ammortizzatori sociali promessi dai padroni e dalle loro autorità, certamente si troveranno nei guai. Se si organizzano, prendono in mano essi le loro aziende e le amministrano facendo di ogni azienda un centro di produzione ma anche di vita associata e di attività politica e sociale per la popolazione della zona, allora gli operai tratteranno ogni cosa da posizioni di forza: faranno essi il loro futuro.

Rinunciando a chiamare le masse popolari che li hanno votati a protestare nelle piazze e nelle strade, come cinque anni fa Beppe Grillo prendendo per cosa seria le minacce dei CC, capi e parlamentari M5S e Lega avallano l’immondo spettacolo dei vertici della Repubblica Pontificia e lasciano i vertici e i mandanti della Repubblica Pontificia manovrare tra loro alle prese con i feroci contrasti di interessi che dividono il club di finanzieri, banchieri e industriali avidi di denaro e di potere che devastano e dominano il nostro paese e il mondo.

La farsa recitata in questi giorni dalla troupe di attori parlamentari e ministeriali sarebbe semplicemente da ignorare, se le masse popolari non avessero bisogno di un governo e di uno Stato. Ma oramai la vita di ogni individuo dipende dal funzionamento di un meccanismo, nazionale se non ancora mondiale, di produzione e di relazioni che per funzionare ha bisogno quotidianamente di regole e di direzione. Questo è infatti la grande epocale trasformazione compiuta dall’umanità negli ultimi duecento anni. Siamo passati da una umanità composta prevalentemente da famiglie e piccole agglomerazioni locali praticamente autosufficienti, non ancora a una società mondiale ma a società nazionali di individui ognuno dei quali per vivere dipende dal funzionamento complessivo di una struttura di aziende che producono beni e servizi, una struttura che per funzionare ha bisogno di regole e di direzione. Se alla testa ci sono i capitalisti, è il disastro attuale. Quando ci saranno i proletari organizzati, sarà l’inizio di una nuova era. Per questo abbiamo bisogno di un governo delle masse popolari organizzate, per questo abbiamo bisogno di informazione e formazione, di scienza e coscienza, di mezzi di comunicazioni e di scuole e università dirette dalle masse popolari organizzate. Basta trame e segreti! Basta con stampa, televisione e sistema di informazione in mano ai ricchi! Basta con il sistema scolastico dominato dalle borghesia e dal clero!

È una presa in giro teatrale parlare di comitato scientifico per il programma del nuovo governo come fa Di Maio. Per le masse popolari è scientifico che ogni azienda produca buone merci e buoni servizi e che funzioni in condizioni sane per i lavoratori e la popolazione. Per ogni capitalista è scientifico che la sua azienda gli faccia fare profitti, che aumenti il suo capitale. Da qui vengono due scienze differenti per ogni campo della vita sociale e di conseguenza anche per ogni individuo. Nel governo della società, non c’è scienza comune al proletariato e ai capitalisti!

Se non ancora in un’unica società mondiale, nel corso degli ultimi duecento anni l’umanità si è trasformata in un insieme di società territoriali che sono già in qualche misura connesse tra loro e ognuna di esse è un sistema unico di direzione e di relazioni da cui ogni individuo dipende per la propria esistenza. Per ogni individuo il dilemma è o partecipare a pieno titolo con scienza e coscienza alla sua direzione e gestione o subirla. Per farla finita con l’attuale marasma di miseria, di sangue, di inquinamento e di abbrutimento, l’umanità deve trasformarsi in un’associazione in cui il libero sviluppo di ogni individuo sia la condizione del libero sviluppo di tutti.

Per promuovere questa trasformazione abbiamo dedicato l’ultimo numero della nostra rivista, La Voce, alla scienza fondata da Carlo Marx. Abbiamo preso spunto dalla ricorrenza del secondo centenario della sua nascita, a Treviri in Germania il 5 maggio 1818 e abbiamo dedicato gran parte del numero, da pochi giorni disponibile sul sito del Partito (www.nuovopci.it), alla riepilogazione delle principali sue scoperte. Le abbiamo aggiornate con l’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria sollevata dalla grande vittoria della Rivoluzione d’Ottobre 1917 in Russia, con l’esperienza della costruzione dell’Unione Sovietica e dei grandi progressi da essa compiuti fino all’avvento al potere dei revisionisti moderni nel 1956, con l’esperienza dell’eroica lotta per la liberazione nazionale antimperialista dei popoli coloniali con la Cina in prima linea e della vittoriosa lotta contro il nazifascismo della quale fu parte importante la Resistenza e l’insurrezione del 25 aprile di cui prossimamente celebreremo l’anniversario.

Appropriarsi della scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia, applicarla nella lotta di classe in corso per rafforzare la lotta del proletariato fino a instaurare il socialismo: questo è il compito a cui ci dedichiamo e a cui chiamiamo ogni lavoratore avanzato, ogni donna e ogni giovane delle masse popolari, italiane di nascita e immigrate.

Il primo paese imperialista che spezzerà le catene della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti mostrerà la via e aprirà la strada anche alle masse popolari degli altri paesi.
L’Italia può essere questo paese!

Rafforziamo il movimento comunista cosciente e organizzato!
Il nostro futuro è nelle nostre mani!

Osare sognare, osare pensare, osare vedere oltre l’orizzonte della società borghese!
Osare vincere! Il nostro futuro lo costruiamo noi!

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Per mettersi in contatto con il Centro del (n)PCI senza essere individuati e messi sotto controllo dalle Forze dell’Ordine borghese, una via consiste nell’usare TOR [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ], aprire una casella email con TOR e inviare da essa a una delle caselle del Partito i messaggi criptati con PGP e con la chiave pubblica del Partito [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ].

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