La solidarietà è un’arma, usiamola a tutela della compagna Rosalba redattrice del sito Vigilanza Democratica!

31 Gen

Avviso ai naviganti 78

29 gennaio 2018

(Scaricate il testo in versione Open Office o Word )

A tutti quelli che sono per l’attuazione delle parti progressiste della Costituzione del 1948:

La solidarietà è un’arma, usiamola a tutela della compagna Rosalba redattrice del sito Vigilanza Democratica!

Denunciare le prevaricazioni degli agenti della Repubblica Pontificia e i loro crimini!

Prevenire l’uso su grande scala della strategia della tensione da parte delle autorità della Repubblica Pontificia!

A tutti quelli che si sono candidati per le elezioni del 4 marzo promettendo di fare gli interessi delle masse popolari:

Fate da subito con i mezzi di cui già oggi disponete quello che promettete di fare se sarete eletti!

 

Il 5 febbraio e il 21 febbraio al Tribunale di Milano si svolgeranno le due udienze prefissate del processo per diffamazione del VII Reparto Mobile della Celere intentato dall’agente Vladimiro Rulli alla redattrice di Vigilanza Democratica dopo che il Tribunale di Verona lo ha assolto dall’avere assieme ad altri sette agenti del Reparto reso invalido a vita un ultras del Brescia.

C’è del marcio nel VII Reparto Mobile di Bologna o marcio è tutto il VII Reparto?

Questa è la domanda che sorge dopo la visione dei documenti e dei video raccolti dalla redazione del sito (censurato) Vigilanza Democratica (vedi https://www.facebook.com/resistenzalottaarepressione/ dove circola anche un filmato di solidarietà con la redattrice sotto processo). Ripubblichiamo sul sito CAS (Caccia allo Sbirro) http://iiihdymzgnajhckq.onion/ (indirizzo da usare con TOR (https://www.torproject.org/) per la consultazione anonima del sito) o https://iiihdymzgnajhckq.onion.to/ (indirizzo per la consultazione non anonima) i video fatti sparire dal sito Vigilanza Democratica. Il dossier Copwatching https://we.riseup.net/resistenza_articoli/copwatching-controllare-i-controllori+124972 mostra il filo che lega tra loro il sito CAS e il sito Vigilanza Democratica.

Crimini di vario genere, violazione sistematica della legalità, connivenze e complicità con esponenti (il più noto è Matteo Salvini) di organizzazioni razziste (Lega con Salvini, ex Lega Nord – un agente del Reparto, Gianni Tonelli, è in predicato per essere candidato di Lega con Salvini alle elezioni di marzo) e clericali, protezione di esponenti altolocati dell’Amministrazione Pubblica e della politica (in particolare di Forza Italia e di Comunione e Liberazione): questo è il quadro composto dalle attività di esponenti del VII Reparto Mobile di Bologna (già teatro delle imprese della UNO BIANCA) che emerge dai documenti raccolti dalla redazione del sito Vigilanza Democratica.

Per questo chiamiamo tutti i democratici ad arricchire l’inchiesta inviando altra documentazione a loro disposizione delle attività extralegali del VII Reparto Mobile di Bologna e di simili corpi che abbondano tra le “Forze dell’Ordine” (sia detto senza ironia: è l’ordine che è criminale e criminogeno e le sue FdO lo tutelano!) della Repubblica Pontificia, teatro della strategia della tensione (stragi di Stato e omicidi eccellenti) e passata dalla presidenza di Napolitano (contraente nelle trattative Stato-Mafia) alla presidenza di Mattarella (esponente della Mafia). In particolare chiamiamo quelli che per le loro attività hanno maggiori possibilità di collaborare: giornalisti, avvocati, uomini politici, poliziotti, ultras e altri.

 Chiamiamo anche tutti i democratici sensibili alla difesa di quel poco che esiste dell’ordinamento democratico invano prefigurato dalla Costituzione del 1948

– a inviare

1. messaggi di solidarietà con Rosalba redattrice del sito Vigilanza Rivoluzionaria indirizzandoli al giudice Paola Braggion c/o il tribunale di Milano (tribunalemilano@giustizia.it) e al Partito dei CARC (carc@riseup.net) e diffondendoli in rete;

2. contributi per le spese legali versandoli sulla Postepay n. 5333 1710 0024 1535 intestata a Gemmi Renzo;

– a partecipare al presidio del 5 febbraio annunciato dal Partito dei CARC nel suo Comunicato che riportiamo in Appendice 1.

Appendice 1

Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza – per il Comunismo (CARC)

Via Tanaro, 7 – 20128 Milano – Tel/Fax 02.26306454

e-mail: carc@riseup.net – sito: http://www.carc.it

Direzione Nazionale

Milano, 24 gennaio 2018

Il VII Reparto Mobile di Bologna contro la vigilanza democratica e l’attuazione della Costituzione!

Solidarietà con Rosalba e la redazione del sito Vigilanza Democratica sotto processo presso il Tribunale di Milano perché lottano contro l’impunità e gli abusi delle forze dell’ordine, per la difesa dell’articolo 21 della Costituzione (libertà di espressione del pensiero) e per l’introduzione effettiva del reato di tortura!

Il 5 febbraio, presso il Tribunale di Milano, si apre il processo per “diffamazione” contro la compagna Rosalba della redazione di Vigilanza Democratica [https://www.facebook.com/resistenzalottaarepressione/] e militante del Partito dei CARC, “colpevole” di lottare per l’attuazione della Costituzione, contro gli abusi di polizia e l’impunità. In particolare la compagna e la redazione sono perseguite perché lottano per lo scioglimento di uno dei reparti speciali che nel corso degli ultimi quindici anni circa (ossia dal G8 2001 di Genova in poi) si è “distinto” per la sua violenza nei confronti di liberi cittadini, godendo di coperture ad alto livello e assoluzioni nelle aule di tribunale.

Il procedimento contro Rosalba è stato avviato con la denuncia sporta proprio da un agente del VII Reparto Mobile: Vladimiro Rulli. Costui si è “risentito” perché il sito Vigilanza Democratica (intestato a Rosalba) il 22 gennaio 2013 ha “osato” denunciare apertamente i crimini del suddetto reparto con un pubblico Appello alla società civile “Cosa deve ancora accadere perché il VII Reparto Mobile di Bologna venga smantellato?”, con cui chiamava tutti coloro che vogliono attuare la Costituzione a prendere posizione, a mobilitarsi e a sostenere la campagna per lo scioglimento del reparto e per l’introduzione del codice identificativo per gli agenti in servizio e del reato di tortura nel codice penale. Insomma, a prendere posizione per mettere fine alla storia di un reparto che negli anni è stato artefice di violenza indiscriminata, come documenta il dossier Copwatching controllare i controllori (guarda qui: https://we.riseup.net/resistenza_articoli/copwatching-controllare-i-controllori+124972 ) prodotto da Vigilanza Democratica, godendo di protezioni ad alto livello.

Vladimiro Rulli assieme ad altri sette agenti del VII Reparto Mobile (Luca Iodice, Antonio Tota, Massimo Coppola, Michele Granieri, Bartolomeo Nemolato, Ivano Pangione e Giuseppe Valente) è stato processato presso il Tribunale di Verona per il pestaggio di Paolo Scaroni, l’ultras del Brescia 1911 che il 24 settembre 2005 nella stazione di Porta Nuova ha rischiato di essere ucciso nel corso di cariche ingiustificate contro i tifosi in rientro dalla trasferta. Oggi Paolo è totalmente invalido a causa del pestaggio subito. I poliziotti, invece, sono stati tutti assolti (alcuni per “insufficienza di  prove” e altri perché “il fatto non sussiste”). Nessuno ha preso in mano il manganello quel giorno, nessuno ha reso Paolo invalido quel giorno! Il pestaggio di Paolo è rimasto impunito, senza alcun colpevole e lui non sa neanche se potrà avviare una causa per il risarcimento del danno (qui il comunicato degli ultras Brescia 1911 – https://brescia1911excurvanord.net/tag/sentenza-primo-grado/ ).

Ma effettivamente quale poteva essere l’esito del processo di Verona dato che la prova principale che inchiodava i colpevoli, ovvero il video con registrate le cariche della polizia nei confronti degli ultras, ha subito un taglio di dieci minuti… esattamente quelli in cui Paolo veniva massacrato?

Ebbene ora Vladimiro Rulli, dato che “giustizia è stata fatta”, ha denunciato per “diffamazione” Rosalba e Vigilanza Democratica per la battaglia di democrazia condotta e porta la compagna come imputata davanti ad un giudice: insomma, oltre al danno la… ritorsione!

L’attacco a Rosalba e l’accanimento contro Vigilanza Democratica ha radici profonde nello Stato. Questa ritorsione proviene direttamente dal VII Reparto Mobile (Vladimiro Rulli esegue ordini) e da quell’insieme di apparati repressivi dello “Stato profondo” che si sono legati al dito la battaglia condotta dal 2009 al 2013 contro il procedimento orchestrato dal PM Morena Plazzi di Bologna nei confronti di quattro compagni del Partito dei CARC, dell’Associazione Solidarietà Proletaria e del Sindacato Lavoratori in Lotta-per il sindacato di classe a seguito della realizzazione da parte del (nuovo)Partito comunista italiano del sito Caccia allo Sbirro.

Questo sito è stato creato per rendere noti volti e nomi di agenti delle forze dell’ordine che commettono abusi e violenze, che si infiltrano nei movimenti politici e sociali per fare il “lavoro sporco” (spiare, provocare, intimidire, creare false prove, ecc.), che svolgono azioni completamente illegali (come avvenuto con la strategia della tensione e il sequestro di Abu Omar, per fare alcuni esempi), per spezzare l’anonimato e contrastare l’impunità cui spesso si accompagnano promozioni e scatti di carriera (come avvenuto con il G8 di Genova). In sintesi: il sito è funzionale all’applicazione della Costituzione e alla tutela dei cittadini. Il sito Caccia allo Sbirro è stato oggetto di una dura campagna da parte di forze di destra e sindacati di polizia e, anche, di attacchi da parte di hacker. La compagna Rosalba era tra gli imputati in questo processo e, come gli altri tre imputati, anche lei è stata assolta dopo una lunga battaglia giudiziaria e politica (vedi comunicato di assoluzione). È nel corso di questa lotta che venne creato il sito Vigilanza Democratica e avviata la battaglia per lo scioglimento del VII Reparto Mobile. Un filo nero, nero abuso, nero violenza, nero sopraffazione, nero ritorsione, nero fascismo, nero eversione collega quindi il processo per il sito Caccia allo Sbirro con quello che il 5 febbraio inizierà contro Rosalba e la redazione di Vigilanza Democratica.

Non staremo in silenzio davanti a questa ritorsione poliziesca e affronteremo questo processo lottando, passando da accusati ad accusatori, con il preciso obiettivo di rivoltarlo contro chi ne è artefice e contro chi ne è mandante, per rafforzare la lotta contro l’impunità e gli abusi da parte delle “forze dell’ordine”!

Chiamiamo a prendere posizione pubblica contro questo attacco tutti i candidati alle elezioni politiche e alle elezioni regionali della Lombardia, tutte le forze politiche, democratiche e progressiste presenti nel paese che hanno a cuore l’applicazione della Costituzione, che si battono per “la verità e la giustizia”, contro la repressione, gli abusi di polizia e l’impunità.

Lanciamo l’appello ad esprimere solidarietà con Rosalba e la redazione di Vigilanza Democratica:

– partecipando al presidio di solidarietà e lotta che si terrà il 5 febbraio h. 11.30 davanti al Tribunale di Milano in occasione della prima udienza del processo. Seguiranno altre iniziative su cui terremo aggiornati;

– prendendo posizione pubblicamente con comunicati o inviando all’indirizzo carc@riseup.net foto con cartelloni con su scritto: “Io sto con Rosalba e con chi applica la Costituzione. Basta abusi e impunità!”,

– inviando un contributo per le spese legali sulla Postepay n. 5333 1710 0024 1535 intestata a Gemmi Renzo. Ogni contributo, anche piccolo, è importante per portare avanti la battaglia e vincere.

  La solidarietà è un’arma, usiamola!

Il 5 febbraio h. 11.30 tutti al tribunale di Milano!

Appendice 2 in 4 parti

1. Articolo dal sito del P.CARC sezione Agenzia Stampa

[Italia] VII Reparto Mobile di Bologna: l’ex comandante Luca Cinti condannato a pagare 50 mila euro per falsa testimonianza sul G8 di Genova!

Agenzia Stampa CARC – 27 gennaio 2018

Il VII Reparto Mobile di Bologna è un reparto eversivo, anticostituzionale e va sciolto!

È di questi giorni la notizia che la Corte dei Conti della Liguria ha condannato l’ex comandante del VII Reparto Mobile di Bologna, Luca Cinti, a risarcire 50 mila euro per aver “gravemente danneggiato” l’immagine della Polizia durante i fatti del G8 del 2001 a Genova. Ma che cosa ha combinato Cinti al G8 di Genova?

Il 20 luglio del 2001 il suo reparto (il famigerato VII Reparto Mobile di Bologna) caricò i manifestanti pacifici riuniti in piazza Manin e arrestò due spagnoli accusandoli di resistenza. Gli agenti del VII Reparto sostennero che i due fossero armati di spranga e molotov, ma un video li scagionò completamente. I quattro poliziotti responsabili dell’arresto furono condannati in via definitiva a 4 anni di reclusione e 5 anni di interdizione dai pubblici uffici.

Al processo di primo grado contro i quattro, Cinti testimoniò in aula di aver visto il momento dell’arresto aggiungendo che uno dei due arrestati aveva in mano una spranga. Di fronte alla visione del filmato, che li mostrava invece assolutamente disarmati e inermi, Cinti disse che non era certo che si trattasse proprio dei due spagnoli. Ma non c’erano stati altri arresti quel pomeriggio a Piazza Manin mentre i “professionisti” comandati da Cinti imperversavano con manganelli e lacrimogeni su persone inermi, mani dipinte di bianco, mani alzate: piazza Manin era il punto di ritrovo delle reti pacifiste e nonviolente. La celere bolognese partecipava con “onore” alla mattanza generalizzata del più grande movimento di massa del nuovo secolo pianificata da De Gennaro per conto dei governi D’Alema prima e poi Berlusconi (il 17 marzo c’erano state le violenze di Napoli).

Per la Corte dei Conti della Liguria che ha condannato Cinti a pagare 50 mila euro “la condotta del funzionario, ovvero l’aver commesso falsa testimonianza per favorire gli agenti imputati in un processo penale, nella consapevolezza di coprire in modo illecito il contegno riprovevole dei propri sottoposti, è considerata decisamente disdicevole (…) creando grave intralcio alla giustizia e notevole danno alla reputazione del Corpo di appartenenza”.

Insomma: il capo ha coperto i mazzieri ai suoi ordini!

Questa pratica non è nuova per il VII Reparto Mobile di Bologna: basti pensare ai dieci minuti di registrazione misteriosamente “scomparsi” dal filmato che riprendeva le cariche con cui il reparto ha reso invalido l’ultras di Brescia Paolo Scaroni, manomissione di prova che ha garantito l’impunità ai responsabili di quel tentato omicidio.

Il reparto però ha la memoria lunga, si lega le cose al dito, così come chi sta dietro di esso.

Vladimiro Rulli, agente del VII Reparto Mobile di Bologna, “forte” del verdetto del processo Scaroni ha querelato (su mandato del suo reparto) per “diffamazione” la compagna Rosalba, la quale è intestataria del sito Vigilanza Democratica con cui è stata portata avanti la campagna per lo scioglimento del VII Reparto Mobile di Bologna, contro gli abusi e l’anonimato delle “Forze dell’Ordine”, per l’introduzione del numero identificativo sulle divise e del reato di tortura (per maggiori informazioni http://www.carc.it/2018/01/24/il-vii-reparto-mobile-di-bologna-contro-la-vigilanza-democratica-e-lattuazione-della-costituzione/ )

 Il processo contro Rosalba inizierà il 5 febbraio presso il Tribunale di Milano (h. 11:30).

 Lanciamo l’appello a tutti coloro che si battono per l’attuazione della Costituzione, contro gli abusi di polizia e l’impunità a prendere posizione in solidarietà con Rosalba, con comunicati pubblici, partecipando all’udienza del 5 febbraio, contattandoci a carc@riseup.net oppure su facebook nell’account Vigilanza Democratica.

La solidarietà è un’arma, usiamola!

2. Le fortune in politica di un agente del VII Reparto Mobile di Bologna, esponente del Sindacato Autonomo Poliziotti

Fonte il sito di Il Resto del Carlino http://www.ilrestodelcarlino.it

Bologna, il poliziotto per Salvini. Lega, in campo Gianni Tonelli

Il leader del Carroccio vorrebbe in lista il segretario nazionale del Sap

Bologna, 21 gennaio 2018

“Non mi sorprenderebbe una proposta da parte di Matteo Salvini. Se arrivasse? Se la prospettiva fosse quella di lavorare concretamente per la libertà e la sicurezza dei cittadini allora l’unica mia disponibilità sarebbe per la Lega”. Si blandisce Gianni Tonelli, segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia Sap. Eppure c’è lui tra quei nomi della società civile che Salvini vuole in lista. E Tonelli ha ottime chance di esserci, in Romagna e in Lombardia.

Lui in verità non avrebbe problemi a correre nemmeno a Bologna. “È la terra nella quale ho combattuto le mie battaglie per molto tempo, che problema c’è”. In un’altra città, a Roma, Tonelli era salito sul palco proprio di fianco al segretario federale della Lega il 10 dicembre scorso. In piazza Santi Apostoli tra Calderoli e Borghezio era spuntato lui. Una figura che a Salvini piace e che potrebbe essere proposta agli elettori – a meno di ribaltoni della prossima settimana – anche fuori Regione, per esempio in Lombardia dove la Lega è di casa. Tonelli non smentisce, ma preferisce andarci cauto. “Vediamo, per ora Salvini non mi ha chiesto nulla – precisa –. Non sono un poltronaro, non sto lavorando alla mia candidatura. Di sicuro però di me apprezzano la coerenza, oltre che il pizzico di follia. Posso dare qualcosa al movimento – sottolinea –, specie sulla sicurezza: gli italiani sono stati penalizzati dai tagli, su Bologna per esempio mancano mille uomini alle forze di Polizia”.

Elezioni politiche 2018, le date. La guida da oggi al voto

Infine un ricordo particolare, del giorno in cui ci furono gli applausi agli agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi, giorno in cui fu rieletto a capo del Sap. “Salvini mi chiamò, fu lui a cercare me. Mi disse: ‘Non capisco cosa sia successo. Non ci credo e sono con voi’. Da allora è stato il più disponibile ad ascoltarci”.

La Lega intanto potrebbe aumentare il suo bottino di collegi in Regione. Nelle ultime riunioni del centrodestra si è discusso della possibilità di salire a 13, con soli 7 per Forza Italia e 4 per Fratelli d’Italia, più 1 per la ‘Quarta Gamba’. «Se così fosse, non sono d’accordo» chiosa il coordinatore regionale forzista Massimo Palmizio, che sta lavorando da tempo ai 10 collegi azzurri, 7 alla Camera e 3 al Senato. Nuovo summit stasera.

 p. r.

3. Presentazione del sito Vigilanza Democratica

Il nostro intento è quello di:

1. monitorare quanto accade sul versante della resistenza e lotta alla repressione e dare spazio su questo sito alle iniziative e alla voce di quanti oggi si trovano a far fronte ad essa, solidarizzando con loro e cercando di stringere legami

2. partecipare, per quanto è nelle nostre possibilità e capacità, all’attività di inchiesta e dossieraggio su quanti nelle forze dell’ordine si macchiano di gravi crimini o complicità, partendo dalla testa per arrivare al braccio

3. contribuire a importanti battaglie di democrazia quali quelle per l’introduzione del reato di tortura e del codice identificativo per gli agenti dell’ordine

 4. appoggiare ogni iniziativa volta a contrastare possibili derive reazionarie e tesa all’affermazione di una società che ponga al centro il rispetto reale dei diritti e della dignità di ognuno.

CHI SIAMO

Questo sito nasce dalla volontà dei compagni imputati nel processo “Caccia allo sbirro” (e dei loro sostenitori più stretti) di non piegare la testa di fronte alla montatura giudiziaria orchestrata contro di loro, ma di rispondere energicamente al tentativo di spezzare chiunque abbia anche solo l’ardire di sostenere come lecite quelle attività volte a smascherare e denunciare gli abusi, i delitti, i tentativi di intimidazione, di infiltrazioni commessi dalle forze dell’ordine, ma soprattutto i loro mandanti, che in Italia quando pure giungono ad esser noti, sono tuttavia garantiti e anzi sistematicamente promossi: così è per chi ha commissionato rapimenti e torture avvenuti in violazione di ogni ordinamento nazionale e sovranazionale (vedi il caso Abu Omar), così per gli apparati deviati o paralleli autori delle tante stragi di Stato che hanno insanguinato la storia del nostro paese, così per i De Gennaro cui oggi, dopo la macelleria messicana di Genova, dovremmo pure riconoscere l’autorità e il rispetto che andrebbero tributati a un sottosegretario di Stato.

Se qualcuno non avesse filmato o fotografato le violenze e i pestaggi commissionati a Genova, così come nelle tante manifestazioni che in questi tempi di crisi animano le nostre strade, se qualcuno non avesse ripreso col proprio cellulare degli agenti che in strada pestavano a sangue un ragazzo ubriaco, un tifoso o un immigrato, diffondendo poi per internet quelle immagini, chi oggi vedrebbe realmente più garantita la propria sicurezza?

Le telecamere, la schedatura, le intercettazioni, le intrusioni, le infiltrazioni, vanno ovviamente bene per individuare e reprimere chi scende in piazza a guadagnarsi il sacrosanto diritto a una vita sana e dignitosa. Vanno bene per montare inchieste fasulle a danno di attivisti, di lavoratori a rischio di licenziamento e di disoccupati che manifestano il loro dissenso e la loro collera.

Sono invece deprecabili quando scoprono gli altarini della casta, i suoi giochi di potere, le sue sporche manovre.

Rendere noti volti e nomi di mandanti ed esecutori di abusi e di azioni eversive è un atto fondamentale di vigilanza democratica, che mira a difendere i diritti politici conquistati con la Resistenza Partigiana, a realizzare la Costituzione, a sostenere il cambiamento e impedire svolte reazionarie e autoritarie. E’ un dovere da cui non è esente neppure chi è interno alle forze dell’ordine, come dimostrano i casi ancora troppo sporadici di poliziotti che hanno trovato il coraggio di dissentire e denunciare e per questo sono stati isolati o destituiti dai loro incarichi (da Francesco Paolo Oreste, il poliziotto di Terzigno che ha chiesto pubblicamente scusa per le violente cariche della polizia contro gli inermi manifestanti antidiscarica, al più noto Gioacchino Genchi, vicequestore rimosso dalla Polizia di Stato a causa delle sue “dichiarazioni dal contenuto lesivo del prestigio di organi e istituzioni dello Stato” ). Poliziotti che hanno avuto l’ardire di firmare il nostro appello.

Sito Web: http://www.vigilanzademocratica.org * [fuori servizio]

4. Elenco video di Vigilanza Democratica registrati a salvaguardia dalla censura sul sito Caccia allo Sbirro (CAS)

1. Gianni Tonelli SAP contro CAS

Servizio televisivo del TG3 Emilia Romagna su CAS e intervista a Tonelli

https://we.riseup.net/assets/437068/Gianni+Tonelli+SAP+contro+CAS.mp4

2. Aldrovandi – Tonelli (Sap) – Vogliamo revisione del processo

Intervista di il Fatto Quotidiano a Tonelli su applausi ai condannati e revisione del processo

https://we.riseup.net/assets/437070/Aldrovandi+Tonelli+%28Sap%29+Vogliamo+revisione+del+processo.mp4

3. Gianni Tonelli del SAP, parla del caso Uva

Intervista a Tonelli contro il rinvio a giudizio degli sbirri coinvolti nell’omicidio di Uva

https://we.riseup.net/assets/437069/Gianni+Tonelli+del+SAP%2C+parla+del+caso+Uva.mp4

4. Caso Cucchi – Omicidio di Stato – Ilaria Cucchi contro Gianni Tonelli

Nel corso di questo video c’è una intervista a Ilaria Cucchi e poi un confronto con Gianni Tonelli. Seguono altri interventi che riguardano l’omicidio di Cucchi.

https://www.youtube.com/watch?v=qMB_srM3Hj0  * link al video di Vigilanza Democratica censurato

https://we.riseup.net/assets/437081/Caso+Cucchi+Omicidio+di+Stato+Ilaria+Cucchi+contro+Gianni+Tonelli.mp4  – *link al video di LA7

5. Salvini alla Caserma

Visita di Salvini ai cessi del VII Reparto Mobile di Bologna (la Caserma di Polizia Smiraglia – Bologna)

https://we.riseup.net/assets/437062/Matteo+Salvini+visita+la+Caserma+di+Polizia+Smiraglia+a+Bologna+il+1%C2%B0+Marzo+2016+%5B360p%5D.mp4

6. Tonelli e i cessi del VII Reparto Mobile Bologna

Tonelli mostra i cessi del VII Reparto Mobile di Bologna (Caserma di Polizia Smiraglia – Bologna)

https://we.riseup.net/assets/437060/Tonelli+e+i+cessi+del+VII+Reparto+Mobile+Bologna+%5B360p%5D.mp4

7. Salvini preoccupato per Tonelli ora basta sciopero della fame

Conferenza stampa alla Camera di Salvini alla presenza di Tonelli sullo sciopero che quest’ultuimo conduce per protestare contro la mancanza di risorse destinate agli sbirri.

https://we.riseup.net/assets/437063/Salvini+preoccupato+per+Tonelli+ora+basta+sciopero+della+fame.mp4

8. Salvini – Vergognoso silenzio delle istituzioni su Tonelli

Dichiarazioni alla stampa di Salvini e Tonelli sulla condizione degli sbirri e il silenzio dello Stato alle richieste.

https://we.riseup.net/assets/437064/Salvini+e+Tonelli+Vergognoso+silenzio+istituzioni+sul+problema+dlla+sicurezza.mp4

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