Onoriamo la memoria degli eroici combattenti del primo Partito comunista italiano e impariamo dalla loro esperienza

18 Gen

 

Comunicato CC 1/2018 – 18 gennaio 2018

[Scaricate il testo del comunicato in Open Office / Word ]

Il 21 gennaio di 97 anni fa a Livorno, principalmente su impulso dell’Internazionale Comunista di Lenin, i più avanzati esponenti del Partito socialista italiano fondarono il primo Partito comunista. Sotto la direzione dell’Internazionale Comunista che alla fine del 1923 mise alla sua testa Antonio Gramsci (che però poté dirigerlo solo per un breve periodo, perché imprigionato dai fascisti nel novembre del 1926 fino alla morte), esso resistette eroicamente al regime fascista, partecipò alla difesa della Repubblica Spagnola nelle Brigate Internazionali e promosse e diresse la vittoriosa Resistenza (1943-1945) contro il nazifascismo. Fallì invece nel compito di far avanzare nel nostro paese la rivoluzione socialista fino a instaurare il socialismo. I revisionisti moderni, con alla testa Palmiro Togliatti e i suoi complici (tra cui gli agenti del Vaticano del tipo di Franco Rodano), giovandosi di mille sotterfugi e complicità distolsero poco alla volta il Partito dal compito di far avanzare la rivoluzione socialista e lo indirizzarono di fatto verso la collaborazione mascherata con la borghesia, il Vaticano e gli imperialisti americani. Essi però riuscirono nel loro intento soprattutto a causa delle arretratezze anche dei più devoti fautori della rivoluzione socialista tra i dirigenti del Partito comunista stesso. Solo secondariamente i revisionisti moderni si giovarono anche 1. della ripresa economica del sistema imperialista mondiale dopo la conclusione della seconda Guerra Mondiale e dei miglioramenti delle condizioni di vita e di lavoro delle masse popolari che la borghesia imperialista quindi poteva fare e venne costretta a fare e 2. della successiva conquista (nel 1956) del potere nel PCUS e nell’URSS da parte dei revisionisti sovietici. Non ricordare oggi il loro fallimento nell’instaurare il socialismo e le sue ragioni è oscurare il ricordo dell’eroismo dispiegato da centinaia di migliaia di combattenti del primo PCI, la parte migliore del proletariato italiano, nella lotta prima contro il regime fascista e poi contro la Repubblica Pontificia.

Mentre rendiamo omaggio al loro eroismo, principale ai fini del futuro è mettere bene in chiaro le ragioni del fallimento di tanti gloriosi e valorosi combattenti. Infatti ancora oggi la borghesia imperialista, il clero e il loro portavoce tra le masse popolari cercano di intralciare la nostra lotta con la tesi disfattista che non è possibile instaurare il socialismo (ognuno indica come motivo l’una o l’altra delle varie difficoltà che dobbiamo superare nella nostra lotta) o con la tesi denigratoria che “le masse popolari non sono abbastanza combattive”.

I valorosi combattenti del primo Partito comunista italiano fallirono nel loro compito principale (instaurare il socialismo) perché anche i migliori di essi concepivano ancora la natura e il ruolo del Partito comunista alla maniera in cui li concepivano i migliori esponenti della Secondo Internazionale Socialista (1889-1914), una concezione che aveva mostrato i suoi limiti nell’impotenza dei partiti della Seconda Internazionale allo scoppio della prima Guerra Mondiale. Seconda questa concezione il Partito doveva

1. essere la più combattiva organizzazione di lotta economica (sindacale, sociale) e politica (sponda politica nelle istituzioni della democrazia borghese) degli operai e degli altri membri delle masse popolari per strappare alla borghesia miglioramenti delle condizioni di vita e di lavoro,

2. propagandare il comunismo prossimo venturo,

3. essere pronto a cogliere l’occasione di mettersi alla testa della rivoluzione socialista: questa sarebbe prima o poi inevitabilmente scoppiata per un concorso di circostanze imprevedibili e che comunque non era nel potere del Partito determinare.

L’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria, nella prima parte del secolo scorso, ha invece mostrato in positivo in Russia e nell’Unione Sovietica di Lenin e di Stalin e in negativo in Italia e negli altri paesi imperialisti, che ben altri devono essere la natura e il ruolo del Partito comunista perché conduca gli operai e le masse popolari a instaurare il socialismo.

Il Partito comunista deve essere l’organizzazione di quei fautori del comunismo che hanno assimilato la concezione comunista del mondo, la scienza fondata da Marx ed Engels delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia, la sviluppano e la traducono nel particolare del proprio paese e con dedizione senza riserve la applicano nel “far montare la maionese” della lotta di classe fino a portare lo sbandamento delle classi nemiche e la mobilitazione delle masse popolari aggregate attorno al Partito al punto che queste prendono il potere e instaurano il socialismo.

La rivoluzione socialista non scoppia. La rivoluzione socialista è una guerra popolare rivoluzionaria che il Partito promuove. La situazione rivoluzionaria in sviluppo derivante dalla crisi per sovraccumulazione assoluta di capitale è un insieme di condizioni oggettive in cui dipende solo dal Partito creare le condizioni soggettive perché la lotta di classe si sviluppi fino all’instaurazione del socialismo: in una situazione rivoluzionaria in sviluppo la combattività delle masse popolari cresce man mano che per loro propria esperienza diretta esse si rendono conto che il Partito dà una direzione affidabile ed efficace. Noi oggi siamo in una situazione rivoluzionaria in sviluppo e l’avanzamento della rivoluzione socialista dipende solo dal Partito comunista, dal livello di assimilazione della concezione comunista del mondo da parte dei suoi membri, dalla loro dedizione senza riserve alla causa e dal loro numero. Elevare il proprio livello di assimilazione delle concezione comunista del mondo partecipando alla scuola del Partito, contribuire alla sua applicazione creando nel particolare del propria zona operativa le condizioni necessarie per la costituzione del Governo di Blocco Popolare, reclutare e formare nuovi membri del Partito sono in sintesi i tre essenziali compiti di ogni comunista.

Questo è anche il modo migliore di onorare la memoria e rendere omaggio all’eroismo dei combattenti del primo Partito comunista italiano, il Partito dell’Internazionale Comunista e di Gramsci.

Le condizioni oggettive per instaurare il socialismo sono già oggi presenti. L’instaurazione del socialismo è una necessità: è l’unica via definitiva per porre fine al corso catastrofico delle cose che la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti impone al mondo in tutti i campi. La rivoluzione socialista nel nostro paese è già in corso: è la guerra popolare rivoluzionaria che il Partito promuove.

Per diventare comunisti bisogna impadronirsi della scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia, svilupparla e usarla per instaurare il socialismo.

Il Partito è scuola per ogni individuo deciso a diventare comunista e palestra per chi la pratica!

Il primo elementare passo è costituire clandestinamente in ogni azienda capitalista, in ogni azienda pubblica, in ogni istituzione e in ogni centro abitato un Comitato di Partito per assimilare la concezione comunista del mondo e imparare ad applicarla concretamente ognuno nella sua situazione particolare!

Studiare il Manifesto Programmahttp://www.nuovopci.it/scritti/mpnpci/indicmp.htmldel Partito e i Comunicati CC è la prima attività di chi si organizza per diventare comunista. Stabilire un contatto clandestino con il Centro del Partito è la seconda. Imparare a funzionare e a operare clandestinamente è la terza. Promuovere la costituzione di organizzazioni operaie in ogni azienda capitalista e di organizzazioni popolari in ogni azienda pubblica, in ogni istituzione addetta a fornire servizi pubblici, in ogni zona d’abitazione è la quarta.

 

Avanti quindi, compagni! La nostra vittoria dipende interamente da noi!

Assimiliamo e applichiamo gli insegnamenti della Rivoluzione d’Ottobre!

Nel nostro paese dobbiamo riprendere alla luce del marxismo-leninismo-maoismo il cammino interrotto alla metà del secolo scorso a causa della debolezza della sinistra del movimento comunista e dell’avvento dei revisionisti moderni alla direzione del Partito comunista, il cammino attraverso cui la classe operaia mobilitata, organizzata e diretta dal Partito comunista marcia verso il socialismo.

Ogni lotta rivendicativa, ogni protesta, anche la campagna elettorale in corso dobbiamo usarla per creare le condizioni necessarie per la costituzione del Governo di Blocco Popolare! La costituzione del GBP aprirà una fase superiore della rivoluzione socialista che sfocerà nell’instaurazione del socialismo

Osare sognare, osare pensare, osare vedere oltre l’orizzonte della società borghese!

Osare vincere! Il nostro futuro lo costruiamo noi!

**************

Per mettersi in contatto con il Centro del (n)PCI senza essere individuati e messi sotto controllo dalle Forze dell’Ordine borghese, una via consiste nell’usare TOR [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ], aprire una casella email con TOR e inviare da essa a una delle caselle del Partito i messaggi criptati con PGP e con la chiave pubblica del Partito [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ].

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