Avviso ai naviganti 74 – Rettifiche necessarie

4 Ago
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4 agosto 2017

2017, centenario della gloriosa Rivoluzione d’Ottobre, la svolta nella storia dell’umanità

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Rettifiche necessarie

Dopo la diffusione dei due ultimi Comunicati CC (9/2017 e 10/2017) abbiamo ricevuto come al solito vari commenti. Ma un gruppo di lettori si sono distinti dagli altri, non ci hanno comunicato le impressioni suscitate in loro dalla lettura, ma hanno fatto un’analisi dei testi a fronte delle loro esperienze, ci hanno fatto notare alcuni difetti dei testi e proposto correzioni. Li ringraziamo pubblicamente per questa collaborazione. Essa non è solo un atto di gentilezza, ma una forma di collaborazione ad un aspetto essenziale del nostro lavoro, che proponiamo anche agli altri compagni e lettori. L’attività politica per noi comunisti è una scienza, in un senso preciso. Nel fare l’analisi di un fenomeno, nell’elaborare la linea d’azione e le parole d’ordine, nel metterle in pratica noi applichiamo una scienza, la scienza delle attività con le quali gli uomini fanno la loro storia (chiamata anche marxismo-leninismo-maoismo o concezione comunista del mondo), come un chimico applica la sua scienza nella sua professione, sia quando analizza un fenomeno sia quando costruisce e gestisce un impianto. Questo è un tratto che ci distingue sia dagli uomini di buona volontà, sia dagli esponenti della sinistra borghese, sia dai politicanti e truffatori della borghesia: essi procedono a buon senso, empiricamente, a naso. È un tratto per noi obbligatorio, da quando Marx ed Engels hanno fatto del socialismo una scienza che come ogni scienza si apprende, si applica, si verifica e si arricchisce. Trattando nel luglio 1916 di un opuscolo di Rosa Luxemburg contro la guerra, pubblicato nella clandestinità con lo pseudonimo di Junius, Lenin faceva osservare: “Nell’opuscolo di Junius si sente il l’individuo isolato, che non ha compagni in un’organizzazione clandestina abituata a elaborare fino in fondo le parole d’ordine rivoluzionarie e a educare sistematicamente le masse secondo il loro spirito. Ma questo difetto – sarebbe una grave ingiustizia ignorarlo – non è un difetto personale di Junius, ma è il risultato della debolezza di tutti i socialdemocratici tedeschi di sinistra [i comunisti tedeschi, ndr], circondati da tutte le parti dall’ignobile rete dell’ipocrisia kautskiana [Kautsky era diventato per antonomasia l’ipocrisia dei sinistri alla Luciana Castellina che non sono “nè con lo Stato e i padroni né con la rivoluzione”, ndr], dalla pedanteria e dalla ‘benevolenza’ per gli opportunisti.” [A proposito dell’opuscolo di Junius

L’elaborazione e l’applicazione del comunismo è per sua natura opera di un collettivo al quale partecipano più compagni sia pure in forme e a livelli differenti. Ben vengano quindi critiche e proposte.

Con il Comunicato CC 9/2017 abbiamo annunciato la pubblicazione del n. 56 di La Voce. Presentando i temi principali trattati nel numero della rivista abbiamo messo l’accento sul fatto che noi comunisti non avanziamo a naso, cercando di cogliere le occasioni per far prevalere la nostra direzione. Come tutti i processi, anche la storia della specie umana, di cui conosciamo il percorso a partire da alcune decine di migliaia di anni a questa parte, si è svolta seguendo leggi che legano ogni passo al precedente e al seguente. Marx ed Engels facendo la sintesi delle conoscenze raggiunte al loro tempo hanno scoperto che alla base delle svariate attività dei gruppi sociali e degli individui sta l’attività per produrre e riprodurre le condizioni materiali dell’esistenza, l’economia. Per comprendere gli sviluppi dell’attività umana negli altri campi (intellettuale, morale, politico, delle relazioni della società civile) bisogna conoscere lo sviluppo delle forze produttive di cui dispongono e dei rapporti sociali di produzione nell’ambito dei quali le usano. Questa tesi è detta materialismo storico. Essi poi, e in particolare Marx con l’opera che culminò nei vari libri di Il capitale pubblicati a partire dal 1867, studiarono la storia della produzione di merci (che iniziò a svilupparsi alcuni millenni prima di Cristo in varie società) e del modo di produzione capitalista che nei primi secoli del secondo millennio dopo Cristo si è sviluppato in alcuni paesi europei e a partire da questi si è propagato e imposto in tutto il mondo. Essi mostrarono che per sua natura il modo di produzione capitalista avrebbe prima o poi indotto l’umanità a creare una società comunista, alla cui fase iniziale essi dettero il nome di socialismo. Uno dei tratti essenziali del comunismo era che l’attività economica sarebbe stata una attività collettiva gestita da apposite istituzioni pubbliche (come l’ordine pubblico, la viabilità, l’istruzione, ecc.), un sistema di aziende nel quale i singoli individui avrebbero svolto ognuno un suo ruolo. Essi mostrarono che in questa evoluzione della società umana gli operai (i lavoratori assunti dai capitalisti per produrre merci) svolgevano un ruolo particolare: con la loro lotta per emanciparsi dai capitalisti, a partire dal livello elementare, diffuso e spontaneo della lotta economica che trapassa facilmente in lotta sindacale e in partecipazione alla lotte della democrazia borghese, potevano e dovevano impersonare la lotta di tutte le masse popolari contro la borghesia per instaurare il socialismo: per emancipare se stessi dai capitalisti dovevano emancipare l’intera umanità dal modo di produzione capitalista.

In questi anni uno degli aspetti in cui si manifesta il fatto che la sinistra borghese, anche negli esponenti più pervasi da furori antisistema, resta oltre che politicamente anche intellettualmente chiusa nell’orizzonte della società borghese è la tesi che l’attuale sistema di relazioni sociali non sarebbe più basato sul “vecchio capitalismo” studiato e descritto da Marx. Sarebbe nato un “nuovo modo di produzione”, “un mondo completamente nuovo”; quindi non varrebbe più l’impostazione della lotta politica (cioè della lotta per il potere statale) espressa negli anni 1919-1943 dall’Internazionale Comunista e impersonata nella successione Lenin, Stalin, Mao.

Il Comunicato CC 9/2017 mostra sinteticamente ma esaurientemente, dando i passaggi e indicando gli strumenti per argomentazioni più dettagliate, che questa tesi è sbagliata (inconsistente a una analisi razionale del corso delle cose), dannosa per le masse popolari e utile alla borghesia per indebolire la lotta delle masse popolari: una sua arma di guerra. Ma illustrando le novità, le caratteristiche della “sovrastruttura del vecchio capitalismo” che (senza argomenti) alcuni esponenti della sinistra borghese contrabbandano per nuovo modo di produzione, il Comunicato CC 9/2017 le riassume in 4 punti, omette i punti 5 e 6 che abbiamo introdotto nel testo rivisto del Comunicato, recependo la proposta dei nostri critici. Questa è la principale revisione fatta al testo del Comunicato 9/2017: le altre sono miglioramenti ma di importanza minore. In allegato a questo AaN riproduciamo il Comunicato CC 9/2017 rivisto, che compare già (consultabile e registrabile) sul sito http://www.nuovopci.it.

Con il Comunicato CC 10/2017 abbiamo salutato la vittoria ottenuta dalle forze rivoluzionarie in Venezuela con le elezioni dell’Assemblea Nazionale Costituente del 30 luglio e abbiamo illustrato l’importanza per tutto il movimento comunista e progressista del mondo e particolare per noi comunisti italiani della lotta in corso in Venezuela tra due poteri: il potere ufficiale e legale incentrato sul governo Maduro e il potere contrapposto e di fatto esistente anche esso sul terreno, che fa capo alla destra venezuelana e alla sue bande armate di mercenari e reazionari, alla gerarchia cattolica, alla borghesia compradora venezuelana e alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti (CI).

Le proposte che ci hanno fatto i nostri critici riguardano principalmente le seguenti tre questioni.

– 1. È opportuno indicare più chiaramente la debolezza crescente e la sostanziale impotenza della CI. Essa non può che fare ulteriori grandi danni all’umanità e all’ambiente dibattendosi scompostamente mossa da esigenze contrastanti :

1. il bisogno di ogni capitalista di valorizzare il suo capitale in un conteso in cui è impossibile valorizzare producendo merci tutto il capitale accumulato,

2. la volontà dell’oligarchia imperialista USA (il complesso militare-industriale di cui Eisenhower nel 1960 denunciò “il pericolo”) di mantenere ad ogni costo la sua supremazia mondiale in campo militare (ove fa capo a tre e forse a quattro istituzioni: Pentagono, NATO, CIA (o NASA), FBI) e monetario (ove fa capo alla Riserva Federale (RF) e al Fondo Monetario Internazionale (FMI)), in un contesto in cui sono nate e si espandono nuove potenze industriali, commerciali, finanziarie, politiche e militari,

3. il bisogno dell’oligarchia imperialista USA di mantenere il controllo delle istituzioni che compongono lo Stato Federale USA, in un contesto in cui crescono l’insofferenza delle masse popolari USA per il corso delle cose e il loro disprezzo per le autorità costituite,

4. il bisogno delle oligarchie imperialiste di alcune singole grandi potenze (Gran Bretagna, Germania, Francia, Israele, Vaticano) di mantenere il controllo del sistema politico dei rispettivi paesi.

– 2. È opportuno dichiarare chiaramente che OO e OP (gli operai e le masse popolari organizzati del nostro paese) rendono il paese ingovernabile per i vertici della Repubblica Pontificia portando le masse popolari a obbedire sempre meno a ordini, misure eleggi antipopolari (che ledono interessi delle masse popolari) emanate dai governi dei vertici della RP, a violarli apertamente e ad adottare pratiche e procedure indicate dalle nuove autorità locali (es. non pagare e non riscuotere ticket sanitari, non eseguire misure repressive del Decreto Minniti, ecc.).

– 3. È opportuno indicare analiticamente l’effetto che hanno sullo stato d’animo di ogni individuo 1. la sua esperienza diretta e personale del corso delle cose, 2. il mondo fabbricato e imposto dai mezzi di comunicazione di massa (selezionando notizie, inventando fatti, proponendo spettacoli, ecc. in esecuzione del loro compito di intossicazione delle menti e dei cuori, di diversione dell’attenzione dalla rivoluzione socialista e dalla lotta di classe, di confusione delle idee al fine di impedire o almeno ostacolare alle masse popolari la comprensione del corso delle cose), 3; il mondo virtuale creato tramite Internet.

La revisione fatta al testo del Comunicato 10/2017 riguarda principalmente queste tre questioni. Le altre revisioni sono miglioramenti ma di importanza minore. In allegato a questo AaN riproduciamo il Comunicato CC 10/2017 rivisto, che compare già (consultabile e registrabile) sul sito http://www.nuovopci.it.

Ci auguriamo che l’iniziativa presa dai nostri critici sia sintomo di un rapporto più fecondo e più stretto che si va creando tra il Partito e le masse. Le idee diventano una forza materiale una volta che diventano guida dell’azione delle masse. Quindi è importante la partecipazione crescente all’elaborazione e alla propaganda di idee giuste, allo sviluppo della scienza con cui gli uomini fanno la loro storia.

Quanto più combatteremo con scienza e con arte, tanto più rapidamente avanzeremo verso la vittoria!

Il futuro è del comunismo!

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