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1 Feb

31 gennaio 2017

2017, centenario della gloriosa Rivoluzione d’Ottobre, la svolta nella storia dell’umanità

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A proposito della persecuzione del SI COBAS e dell’obbligo di dimora e di firma imposto al suo dirigente Aldo Milani

 

Per combattere con successo contro la borghesia imperialista bisogna diventare ideologicamente indipendenti dalla borghesia!

I padroni hanno torto: sfruttano, imbrogliano e mentono, sono la rovina del mondo!

Noi abbiamo ragione: l’unica giustizia è quella proletaria! Solo i proletari hanno la capacità e il dovere di fare giustizia nelle proprie fila e di imporre e mantenere il loro ordine nel mondo!

Noi comunisti siamo alla testa dei proletari, promuoviamo la loro lotta per instaurare il socialismo!

 

Quando Aldo Milani, il coordinatore nazionale del SI Cobas era ancora nel carcere di Modena, dopo la lettura del nostro Comunicato CC 3/2017 del 27 gennaio Solidarietà senza riserve al SI COBAS! – Libertà immediata per Aldo Milani!, un lettore ci ha scritto:

ehm, siete voi certi che le accuse a Milani sono false? Sapete voi per certo che la notizia che Milani è stato colto in flagrante è falsa?

 

A questo lettore abbiamo ribattuto:

Potremmo dirti che il partito comunista (clandestino) ha un suo informatore nell’amministrazione dei Levoni e tu cosa potresti obiettare se non riconoscere che il partito comunista (clandestino) è una forza che la Polizia di Stato di Modena o di altre città non riesce a sradicare?

Ma ragiona tu stesso con la concezione comunista del mondo: perché tu credi al tuo nemico (la polizia della Repubblica Pontificia che sta angariando da ogni lato i lavoratori italiani e immigrati: e questo anche tu lo sai) che getta fango e dice male di un sindacalista che si è meritato l’odio dei padroni perché (anche questo tu lo sai) ha condotto finora una giusta battaglia (mobilitazione dei lavoratori in gran parte immigrati della logistica: un settore che stante la sua stessa natura i padroni non sono in grado di delocalizzare)? Dove non bastano “le sacre leggi del mercato e della globalizzazione”, deve intervenire la polizia e la magistratura.

 

Il procuratore capo di Modena, Lucia Musti, ha aiutato a capire chi è capace di imparare a capire. In compagnia dei poliziotti di Modena venerdì 27 gennaio ha dichiarato: “Abbiamo il sospetto che altri imprenditori siano stati vittime di questo sistema estorsivo”. Tradotto significa: “La lotta dei lavoratori della logistica, promossa dal SI Cobas, è estorsione ai danni dei poveri capitalisti. Noi giudici e poliziotti della Repubblica Pontificia difendiamo e difenderemo la loro libertà di sfruttare, spremere i lavoratori e poi licenziarli. Questo è l’ordine, questa è la legge”.

Anche il Giudice delle Indagini Preliminari, Eleonora De Marco, aiuta a capire. Sabato 28 gennaio ha imposto a Milani l’obbligo di dimora e di firma, per impedire o intralciare la sua attività di dirigente del SI Cobas. Così secondo chi è ancora ideologicamente succube del padroni, il GIP ha rimediato all’arresto di Milani e all’esagerazione dei poliziotti e del procuratore di Modena. Il gioco del poliziotto cattivo e del poliziotto buono.

E i 55 lavoratori licenziati e senza reddito e senza lavoro? Sono in balia del “libero mercato”. Questo è l’ordine dei padroni, questa la legge dei padroni.

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