Il potere dei vertici della Repubblica Pontificia traballa!

30 Set

Comunicato CC 37/2013 – 30 settembre 2013

 [Scaricate il testo del comunicato in Open Office / PDF / Word ]

Moltiplicare il numero delle Organizzazioni Operaie e delle Organizzazioni Popolari. Promuovere il loro coordinamento a livello locale e nazionale. Orientare tutte le OO e OP verso la costituzione di un loro governo d’emergenza e a rendere il paese ingovernabile ai vertici della Repubblica Pontificia, fino a far loro ingoiare la costituzione del Governo di Blocco Popolare!

 

Questa è la via più diretta per instaurare il socialismo in Italia, il solo modo per farla finita con il marasma in cui la borghesia imperialista e il clero sprofondano le masse popolari, per porre fine al saccheggio e alla devastazione del nostro paese, per contribuire alla seconda ondata della rivoluzione proletaria che avanza in tutto il mondo!

La crisi del capitalismo si aggrava, in Italia e nel mondo e con essa si allarga la crisi politica.

Che dimettano l’illegittimo e illegale governo Letta-Napolitano-Berlusconi, che lo confermino o lo sostituiscano con un altro loro governo o che indicano elezioni anticipate, i vertici della Repubblica Pontificia (RP) in ogni caso resteranno chiusi nella loro impotenza a mettere fine alla crisi del capitalismo e la loro egemonia sulle masse popolari continuerà a calare. I loro governi si distinguono l’uno dall’altro, Prodi da Berlusconi, Monti da Letta, principalmente se non solo, per le forme in cui saccheggiano le masse popolari, comprimono l’economia reale e devastano il paese per pagare il tributo di denaro preteso dal sistema finanziario internazionale. Mentre il debito pubblico e le privatizzazioni aumentano: infatti il capitale finanziario è alla ricerca affannosa di investimenti redditizi e sicuri.

Questo è lo stato delle cose nel campo della borghesia imperialista e del clero. Chi si attende da questo lato salvezza o anche solo l’attenuazione delle sofferenze e dei disastri provocati dalla crisi del capitalismo, resterà deluso.

Ai vertici della RP alcuni personaggi e gruppi si agitano furiosamente come forsennati, altri brancolano come ubriachi. Il loro potere traballa, la loro egemonia sulle masse popolari frana. Le condizioni per la mobilitazione reazionaria delle masse popolari fermentano, anche se ancora non decollano apertamente. Quanto a Bergoglio, per ora va in giro a dire scempiaggini e banalità, tra gridolini di ammirazione dei suoi cortigiani e il plauso dei fedeli, come il re della fiaba che si pavoneggiava tra cortigiani e sudditi che plaudivano alla meraviglia dei suoi paramenti, finché un bambino gridò: ma il re è nudo! Per ora i Gesuiti mandano in giro il nuovo capo della Corte Pontificia a predicare ai disoccupati di non venerare il dio denaro, alle donne senza casa e senza lavoro di far crescere i figli, agli uomini di lavorare e portare a casa il pane per la famiglia, ai popoli aggrediti e oppressi di amare la pace, agli ammalati senza assistenza sanitaria e ai pensionati con pensioni di fame di essere felici di aver servito il Signore. Chi non se ne lascia stupire, può rivoltare contro la borghesia e il clero la sua predicazione. Berlusconi si agita ma esita a lanciarsi nella campagna elettorale: la Chiesa non l’appoggia più e forse perfino le Organizzazioni Criminali hanno già trovato altri campioni e comunque non si sono ancora fatte sentire pubblicamente. I suoi complici di sempre (da Amato a Napolitano, a Ciampi, a Violante, a D’Alema) tramano e tremano. Anche loro non sanno cosa succederà, salvo farsi commissariare dalla Troika!

Quanto al nostro campo, il campo delle masse popolari, la borghesia imperialista e il clero ci hanno già costretto a condizioni che alcuni anni fa nemmeno si immaginavano. Ma proprio anche per questo, oltre che per l’eredità del movimento comunista e per la nostra opera, crescono le mobilitazioni e la resistenza. Queste costituiscono un terreno fertile per avanzare nella rivoluzione socialista, anche se in larga misura sono ancora egemonizzate dalla sinistra borghese e da militanti e organismi sotto la sua influenza. I promotori delle lotte rivendicative e delle proteste non fanno di esse una scuola di comunismo né, in particolare, le indirizzano principalmente a creare le condizioni per la costituzione di un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate. Ma nonostante questi limiti, essi fanno un lavoro utile alla nostra causa. Sta a noi comunisti portare in tutte le mobilitazioni l’appello a organizzarsi per far fronte alla crisi e a rendere il paese ingovernabile dai vertici della RP fino a costituire il Governo di Blocco Popolare (GBP). I grandi personaggi e gli organismi della sinistra borghese hanno indetto mobilitazioni di massa per le prossime settimane. Noi comunisti dobbiamo portare in tutte le mobilitazioni, con il massimo delle nostre forze, oltre al sostegno alle particolari motivazioni di ognuna, la parola d’ordine della costituzione del GBP.

La costituzione del GBP dà uno sbocco positivo, realistico e di prospettiva a tutte le lotte rivendicative e a tutte le proteste. Supera l’incompatibilità o il contrasto tra gli obiettivi immediati delle singole parti delle masse popolari (tra chi è per chiudere la fabbrica che inquina e chi è contro la chiusura della fabbrica che dà lavoro, ecc.). È un obiettivo che va oltre l’eventuale sconfitta della singola lotta rivendicativa, purché anch’essa concorra a creare le condizioni per la costituzione del GBP che realizzerà anche il suo obiettivo particolare.

La costituzione del GBP fa avanzare le masse popolari verso l’instaurazione del socialismo: parte dalle loro condizioni soggettive (di coscienza e di organizzazione) quali già sono oggi e le fa avanzare e le trasforma.

La costituzione del GBP è la linea che distingue noi comunisti dagli economicisti (questi limitano le masse popolari alle rivendicazioni e alle proteste, si adagiano sulle condizioni soggettive della masse popolari quali sono oggi) e dai dogmatici (questi non fanno leva sulle condizioni soggettive oggi esistenti delle masse popolari per condurle a fare un percorso pratico nel corso del quale esse imparano dalla loro propria esperienza fino a diventare capaci di instaurare il socialismo).

Quanto ai grandi personaggi e agli organismi della sinistra borghese, il massimo contributo che essi possono portare alla risoluzione della crisi in corso, non consiste nel preparare liste e nuove combinazioni per le elezioni anticipate e le elezioni europee. La rigenerazione della Repubblica Pontificia (RP) per via unicamente o anche solo principalmente elettorale è esclusa dalla natura stessa della RP. Per loro la via indispensabile per avanzare è principalmente la costituzione di un organo di agitazione, di promozione e di centralizzazione delle lotte, che favorisca la formazione di Organizzazioni Operaie (OO) e Organizzazioni Popolari (OP), rafforzi le iniziative pratiche di queste e il loro orientamento a costituire un proprio governo d’emergenza.

I grandi personaggi e ali organismi della sinistra borghese devono rischiare e sacrificare il loro ruolo e la loro posizione nella RP e mettere in gioco il loro prestigio e il loro seguito tra le masse popolari costituendo subito un Governo di Salvezza Nazionale (GSN) e Comitati di Salvezza Nazionale a ogni livello territoriale. Un GSN così costituito non è ancora il governo effettivo del paese. Ha anzitutto e soprattutto il compito di incoraggiare e mobilitare le masse popolari a organizzarsi, a costituire di fronte a ogni necessità OO e OP e a passare direttamente all’azione fino a costituire un loro governo d’emergenza e a farlo ingoiare ai vertici della RP.

Per il solo fatto della sua costituzione, per la sua dichiarazione di guerra senza tregua e senza conciliazione possibile contro ogni governo emanazione dei vertici della RP e della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, con la sua esistenza, con la propaganda che farà e con le relazioni in Italia e a livello internazionale  che svilupperà, per le adesioni che raccoglierà, per gli effetti che la sua costituzione, la sua esistenza e la sua attività provocheranno nel campo nemico, un simile GSN darà un impulso potente alla moltiplicazione delle OO e OP, all’elevamento del loro orientamento politico e allo sviluppo della loro iniziativa. Il GSN potrà fornire sostegno, aiuti e consigli agli operai e alle masse popolari perché si organizzino, agli operai avanzati perché formino OO in ogni azienda capitalista e alle masse popolari perché si organizzino e formino OP nelle aziende pubbliche e a livello territoriale. Potrà sviluppare il coordinamento delle attività delle OO e OP, le sosterrà, predisporrà le relazioni internazionali necessarie alla loro opera, svilupperà nel paese ogni forma di solidarietà e promuoverà la consulenza utile per le iniziative di ogni singola OO e OP, mobiliterà personalità e organismi di buona volontà che hanno competenze utili alle OO e OP ma che sono ancora incerti e inerti.

Per Beppe Grillo e il M5S, per Maurizio Landini e la FIOM, per Stefano Rodotà e gli altri promotori della “difesa e attuazione della Costituzione”, per Giorgio Cremaschi e i dirigenti dei sindacati alternativi e di base, per Giulietto Chiesa e altri personaggi e per gli organismi della sinistra borghese costituire GSN e CSN è anche la sola via per non finire rapidamente nel nulla di fronte all’avanzare della mobilitazione reazionaria delle masse popolari. Nei sei mesi trascorsi dalle elezioni di febbraio i parlamentari del M5S hanno avuto modo di sperimentare quanto poco serve usare giostrando nelle istituzioni della Repubblica Pontificia la forza che le masse popolari hanno loro dato con le elezioni di febbraio. Landini è già arrivato a dichiarare che la FIOM occuperà le fabbriche “se necessario”, perché perfino lui si è reso conto che la FIOM perde prestigio e seguito baloccandosi tra PD e SEL. I vertici della RP non hanno attuato o hanno addirittura apertamente violato la Costituzione del 1948 quando le masse popolari erano ben più forti di adesso: non saranno Rodotà & C a far loro attuare la Costituzione ora che per attuarla, oltre che rinnegare i loro interessi, dovrebbero scontrarsi con la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti: cosa di cui sono assolutamente incapaci. Il conflitto promosso dai sindacati alternativi e di base se non è animato dalla prospettiva di instaurare un governo delle masse popolari organizzate provoca più delusioni per i risultati che fiducia nei suoi promotori.

A loro volta le OO e OP possono e devono organizzare il lavoro dovunque vi è un bisogno delle masse popolari, costringere con le buone o le cattiva le banche a pagare il lavoro fatto e le Amministrazioni Comunali a collaborare, tenere in attività le aziende (le fabbriche, gli ospedali, le scuole, i servizi, ecc.) che i padroni vogliono chiudere, riaprire quelle che i padroni hanno già chiuso, organizzare le masse popolari a non pagare imposte, tasse e tariffe dei servizi pubblici privatizzati, impedire gli sfratti e i sequestri, occupare la case vuote delle immobiliari, dei ricchi, della chiesa, degli enti e del demanio, disobbedire ad ogni ordine delle autorità in contrasto con interessi delle masse popolari e cacciarle, prendere in mano capillarmente, localmente, ogni OO e OP con i mezzi di cui dispone e nelle forme che al momento sa praticare, i servizi pubblici che le Autorità della Repubblica Pontificia riducono e lasciano andare in malora, aprire nuove agenzie pubbliche e aziende private o collettive per attivare servizi e produzioni che servono alle masse popolari dando attuazione pratica alle parole d’ordine “a ogni adulto un lavoro utile e dignitoso” e “a ogni individuo i beni e servizi necessari a una vita civile alla sola condizione che svolga scrupolosamente un lavoro utile”, mettere in uso e riabilitare tutto il patrimonio edilizio del paese, salvaguardare le infrastrutture, valorizzare il patrimonio artistico e proteggere il territorio dall’inquinamento e dai disastri naturali, convincere con le buone o le cattive le agenzie locali del sistema bancario a fornire i crediti necessari per queste iniziative, favorire in ogni modo la partecipazione delle masse popolari alla gestione della vita sociale, alle attività culturali e artistiche, alla ricerca scientifica e allo sport, mettere i mezzi di comunicazione e di informazione gratuitamente a disposizione delle masse popolari organizzate. Ma soprattutto OO e OP devono coordinarsi tra loro a livello dell’intero paese per costituire un proprio governo d’emergenza e farlo ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia e poi difenderlo contro le  aggressioni finanziarie, economiche, terroristiche e militari della Comunità Internazionale di gruppi imperialisti europei, americani e sionisti.

Questa impresa è difficile, ma è possibile. È la via più diretta e meno distruttiva per cambiare il corso delle cose e avviarci verso la salvezza dal capitalismo e dalla sua crisi.
Il primo paese imperialista che romperà le catene della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti mostrerà la via e aprirà la strada anche alle masse popolari del resto del mondo e sarà sostenuto dalla lotta che le masse popolari già conducono in tutto il mondo contro quella Comunità criminale, benché ancora soffrano della debolezza del movimento comunista.

Avanti quindi con fermezza, mettiamo a frutto con tutte le nostre forze le mobilitazioni dell’autunno. L’aspetto principale non sono i limiti dei loro promotori, ma la mobilitazione delle masse popolari che esse comportano!

Avanti verso il Governo di Blocco Popolare!

 

Avanti verso l’instaurazione del socialismo!

Costituire ovunque Comitati di Partito clandestini!

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