Commento di Larobe all’Avviso ai naviganti 28 e la nostra risposta

6 Set

Larobe

 Sarebbe utile non alimentare divisioni disquisendo sul riformismo/concertazione (di cui forse tutti gli interlocutori, in passato, sono rimasti -in buona fede- vittime). Nei comunicati sia di npci, carc e Isckra Lab. trovo coincidenza di obiettivi. Anche la questione dell’interclassismo è un un aspetto marginale, una variabile contingente dettata dal momento, di crisi.

La STRADA da percorrere è il punto fondamentale: a leggerle a me sono parse condivisibili entrambe le impostazioni; c’è da capire quale, da un punto di vista operativo, sia la più efficace nel momento attuale e oggettivamente realizzabile. Quanto afferma Iskra Lab. non è “propedeutico”, in effetti, (sia pure viziato da apparente concertazione) ai futuri sviluppi prospettati da npci-carc? (Governo di blocco popolare, ecc.). Mi sembra che decenni di abile distruzione della coscienza di classe richiedano un tempo non brevissimo per ricostruire un minimo le coscienze imborghesite dei più, specie dei più giovani, cresciuti a pane e consumismo.

Una cosa è certa: se anche chi si sta impegnando in questa (nuova) lotta si sofferma sui motivi di divisione e non di unione (lo scopo), allora non c’è speranza.

Saluti

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Saluti, compagna. Siamo contenti che sei intervenuta nel dibattito. Le acque stagnanti sono dannose per la nostra causa. Oggi la borghesia e il clero predominano anche nel senso comune. Direttamente e tramite la sinistra borghese influenzano non solo le masse popolari, ma anche molti che sinceramente si dichiarano e vogliono essere comunisti. Avere concezioni del mondo incompatibili, avere analisi della situazione e linee generali divergenti, opposte, incompatibili e non parlarne: ecco una cosa che frena la collaborazione nella pratica, la rende fragile, impedisce che l’influenza dei comunisti si estenda su larga scala. Se i comunisti hanno una linea che non corrisponde alla realtà, se non applicano le leggi proprie della realtà che vogliono trasformare (e con una concezione del mondo sbagliata, arretrata, con una analisi della realtà sbagliata non possono che avere una linea sbagliata o nel migliore dei casi unilaterale, monca, incerta, oscillante), non riescono ad estendere la loro influenza sulle masse popolari, a trasformare la classe operaia al punto che diventi un soggetto politico, che lotta per diventare classe dirigente del paese e prendere il potere. Gli operai (e più in generale le masse popolari) si uniranno solo attorno a un gruppo organizzato che le incita e incoraggia, le mobilita a compiere un’attività che corrisponde alle loro condizioni pratiche e alla loro esperienza di oppressione e di sfruttamento. È esperienza ripetutamente vista nella storia degli ultimi centocinquanta anni. Quindi i comunisti devono farsi una giusta concezione del mondo, una giusta analisi della situazione e trarne una linea generale giusta. I comunisti devono imparare a pensare, devono pensare e devono pensare bene. Marx ed Engels dicevano che i comunisti si distinguono tra tutti quelli che sono insoddisfatti del mondo attuale e vogliono cambiarlo, perché hanno una comprensione più avanzata delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe e su questa base la spingono sempre in avanti (Manifesto del partito comunista, 1848).

Per porre fine all’egemonia ideologica della borghesia e del clero tra i compagni che sinceramente si dichiarano comunisti, per superare la confusione delle loro idee, occorrono dibattito e polemica. Quindi ben vengano. Hanno fatto bene Iskra e il COC a prendere posizione sui nostri Avvisi ai naviganti 22 e 23. Distinguendo le cose sbagliate che hanno detto da quelle giuste, criticando le sbagliate e valorizzando le giuste, progrediremo.

Tu dici che l’interclassimo è un aspetto marginale, una variabile contingente. Secondo noi l’interclassismo, inteso come non riconoscere (o addirittura negare) che alla base della società attuale vi è la divisione dell’umanità in classi e l’oppressione e lo sfruttamento della borghesia e del clero sulla classe operaia e sulla altre classi che compongono le masse popolari, porta completamente fuori strada. L’interclassismo impedisce di impostare e condurre in modo efficace la lotta di classe contro la borghesia e il clero. Iskra e COC dicono che il nPCI ha una linea interclassista. Ma noi non siamo interclassisti: o si sbagliano o mentono. Nel nostro Manifesto Programma un capitolo intero è espressamente dedicato alla analisi delle classi in cui è divisa la popolazione italiana. Nell’attività pratica, la differenza tra noi e Iskra-COC in proposito consiste in questo: loro dicono che i comunisti devono limitarsi a promuovere e organizzare lotte rivendicative dei proletari (operai e altri lavoratori dipendenti). Noi sosteniamo che i comunisti devono costituirsi in partito comunista e agire come avanguardia organizzata della classe operaia che lotta per conquistare il potere in tutto il paese. Quindi promuoviamo e organizziamo le lotte rivendicative dei proletari contro i padroni e il loro Stato, ma abbiamo un raggio d’azione molto più ampio. Conduciamo operazioni e battaglie su tutti i terreni per rovesciare l’attuale rapporto di forza tra la classe operaia e la borghesia imperialista fino a che la classe operaia conquisti il potere. Conduciamo operazioni in tutte le classi dove vediamo occasioni favorevoli per rafforzare la direzione della classe operaia. Conduciamo quindi operazioni in tutte le classi delle masse popolari. Conduciamo operazioni anche nelle classi nemiche per usare a nostro favore le contraddizioni che vi sono al loro interno. Per questo alcuni possono equivocare e credere che noi siamo interclassisti. Nelle lotte rivendicative ci troviamo anche con Iskra e con gli altri promotori dell’Assemblea del 29 luglio a Napoli (che io sappia però nessuno di loro ha firmato la presa di posizione di Iskra-COC contro il nostro Avviso ai naviganti 22). In altre operazioni e battaglie solo alcuni di loro ci seguono: ad esempio nella lotta per trasformare le Amministrazioni Comunali in Amministrazioni Comunali d’Emergenza, nella lotta per costituire Comitati di Salvezza Nazionale e un Governo di Salvezza Nazionale, nella lotta per creare le condizioni per la costituzione del Governo di Blocco Popolare, nella lotta per tener aperte le fabbriche e riaprire quelle già chiuse come l’Irisbus e altre. Come vedi già oggi nella pratica, su alcune cose loro marciano con noi e su altre no. I motivi di unità e quelli di divisione condizionano la nostra attività e quella di ognuno di loro. Bisogna discuterne apertamente e a fondo per fare emergere e trionfare posizioni giuste: non genericamente posizioni comuni, ma posizioni giuste perché devono “convincere” le masse popolari su grande scala. Bisogna già ora marciare uniti dovunque è possibile, ma osare avanzare anche dove non siamo ancora uniti. Imparare dalla pratica, correggere errori e superare limiti. Quindi avanti. Scrivi ancora e prendi posizione pubblicamente.

Saluti comunisti.

Nicola, del (nuovo) Partito comunista italiano.

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Una Risposta to “Commento di Larobe all’Avviso ai naviganti 28 e la nostra risposta”

  1. stefano 09/24/2013 a 11:21 pm #

    Ooccorre: unita sullo scopo di ab battete l’orribile dittsturs delcapitslismo finanziario e dni costruire una repubblica socialista italiana.tutto ‘il ‘resto e’ tattica conseguente

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